IMU CHIESA/ Curia di Treviso choc: “Paritari non pagate”. Un’evasione fiscale da un milione di euro

Oggi scadono i termini per il pagamento dell’Imu anche per gli istituti paritari, che saranno esentati soltanto dal 2013. Ma la Curia di Treviso avvia una campagna che grida vendetta al cospetto di Dio, invita i titolari dei 415 istituti paritari della provincia a non pagare, appellandosi alla confusione sulla normativa. Se tutti aderissero lo Stato incasserebbe un milione di euro in meno. 

 

di Viviana Pizzi

Nell’ultimo decreto salva casta, quello che ha bocciato le nuove norme per la riscossione dei vitalizi degli ex consiglieri regionali, c’era anche una norma che specificava chi dal 2013 dovesse pagare l’Imu: sì alle fondazioni bancarie e no alle scuole paritarie.

Naturalmente la normativa non riguarda il 2012. La prossima settimana tutte le scuole paritarie, circa 50 mila in tutto il territorio italiano, dovranno pagare il loro conto con lo Stato Italiano che si aggira intorno ai cento milioni di euro. Un dato preciso è difficile da ottenere non conoscendo la superficie di ogni istituto.

Come hanno reagito gli uomini della Chiesa a questa norma? Invitando i responsabili delle loro scuole a non pagare la rata richiesta e chiedendo un atto di disobbedienza civile, mentre i cittadini semplici devono recarsi in silenzio ad assolvere questo gravoso impegno con le casse dello Stato.

 

L’INIZIATIVA DELLA CURIA DI TREVISO

imu-chiesa-governoÈ stata proprio la curia di Treviso, attraverso le pagine del suo giornale “La vita del Popolo” a invitare tutte le parrocchie nelle quali si trovano le scuole paritarie del suo territorio, a non recarsi a pagare l’Imu.

Un invito che è rimbalzato in rete proprio dal sito internet della Diocesi che ha riportato le risultanze di un articolo apparso sulle pagine del settimanale diocesano.

I regolamenti e le circolari – ha spiegato il direttore dell’ufficio amministrativo Mauro Motterlininon fanno piena chiarezza, e nella totale confusione invitiamo le parrocchie a non versare niente sulle scuole paritarie entro il 17 dicembre e a non predisporre nessun regolamento entro fine anno”.

Un caos riferito proprio a una norma che prevede il pagamento in formula unica e piena dell’imposta sugli immobili delle scuole rinviando al 2013 il principio di proporzionalità stabilito dal Governo secondo il quale si pagherebbe solo se una parte dell’edificio della scuola venga utilizzato per attività economicamente redditizie.

Sulle scuole cattoliche paritarie non si deve versare l’Imu entro il 17 dicembre – si legge su la Vita del Popolotroppa la confusione e diverse le interpretazioni. Ribadiamo per l’ennesima volta che, dove è giusto, la Chiesa paga l’Imu. Ma l’interpretazione che diamo conferma che sulle scuole paritarie non dobbiamo pagare l’Imu nel 2013. Perché mai allora dovremmo farlo per il 2012?”.

C’è di più: la Curia di Treviso sostiene che con il pagamento dell’Imu le scuole paritarie, che vivono della sola retta che i genitori pagano, lo Stato di fatto chiude le scuole paritarie.

 

L’IMPEGNO DEL MINISTRO PROFUMO E LO SCIOPERO

Il ministro per l’Istruzione Francesco Profumo in verità si era impegnato con le istituzioni cattoliche per evitare il pagamento dell’odiosa tassa alle scuole paritarie. Aveva risposto favorevolmente alle richieste del parlamentare Udc Luisa Santolini secondo la quale “l’Imu è un problema grandissimo per le scuole paritarie che con le loro risorse fanno risparmiare, in termini di istruzione, ogni anno sei miliardi di euro”.

A tutt’oggi però le norme sull’Imu parlano chiaro e dicono una cosa sola: gli istituti paritari per il 2012 devono pagare. Davanti a questa cosa sempre la Diocesi di Treviso ha deciso di non arrendersi e a consigliare ai parroci “ di incrociare le braccia”. Uno sciopero in piena regola da tutte le loro funzioni, non quella di dire messa naturalmente, fino a quando la questione non venga risolta.

 

SE TUTTI ADERISSERO ALLA PROTESTA DELLA CURIA…

I dati sono riferiti al 2006 ma scuola più scuola meno l’elenco delle paritarie in provincia di Treviso ammonta a 415 istituti divisi per ogni ordine e grado. Pensando che in media ogni istituto paritario possa pagare 2.500 euro di Imu (anche se la cifra precisa è impossibile da calcolare non avendo a disposizione tutte le piantine delle scuole interessate) solo dalle scuole della curia interessata lo Stato italiano dovrebbe incassare 1.037.500 euro.

Certo non è questa la cifra che potrebbe contribuire a risolvere il problema del debito pubblico italiano schizzato nell’ultimo mese a duemila miliardi di euro (cifra mai vista negli ultimi cento anni) ma se ognuno che non riesce a pagare si mette a scioperare e a dichiarare disobbedienza civile al fisco come si farebbe a ridurre il deficit? Di certo continuando a tassare i più deboli, i cittadini comuni che con 1.144 euro in più all’anno di Imu faticheranno a mettere insieme pranzo e cena soprattutto in questi giorni che il Natale incombe.

Un monito, quello della curia trevigiana, che grida vendetta al cospetto di Dio e soprattutto di quei poveri che in quella provincia, come in tutta Italia, non riescono a pagare l’Imu. Se oltre a destinare alle scuole paritarie quei soldi che invitano a non tirare fuori li donassero in beneficenza agli indigenti sarebbe una disobbedienza più accettabile. È facile però pensare che dalle loro tasche non uscirà un centesimo per i più poveri, che di fronte a un debito pubblico più alto anche grazie all’evasione fiscale saranno costretti a vivere male.

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