IMU 2012/ Non pagarla? In Sardegna è possibile, grazie all’eolico

Siamo a poco più di un mese dall’entrata in vigore dell‘IMU (imposta municipale unica) ma i comuni  denunciano ancora la poca chiarezza che persiste nell’applicazione delle varie percentuali e in ultima analisi molti sondaggi mettono in luce un’ulteriore rischio: una massiccia evasione dell’IMU. Cosa succederebbe, allora, se gli italiani non pagassero la nuova tassa? I sindaci cosa potrebbero fare per aiutare i concittadini più in difficoltà?

di Alessandro CorroppoliTwitter.com/AlexCorroppoli

Tula-imuLe associazioni di volontariato hanno effettuato una statistica secondo la quale nel giro di qualche mese e più precisamente da settembre in avanti, complice l’IMU, ci sarà un innalzamento degli affitti che riporterà il numero dei “senza tetto” a percentuali da dopoguerra (1945 -1955).

Ma cos’è l’IMU? Quanto costa? Chi lo paga?

Tanti sono i comuni che ancora non deliberano nè approvano le aliquote definitive, ma nell’attesa che ciò avvenga diciamo che sono oggetto di IMU tutti gli immobili, compresa la prima casa. A giugno 2012 si pagherà lo 0,4% per l’abitazione principale e lo 0,76& per tutte le altre ( fabbricati rurali, terreni e aree edificabili). L’importo può essere pagato anche in tre rate (giugno, settembre, dicembre), con unico importo a giungo oppure in due rate (giungo e dicembre).

Per la prima casa si potrà usufruire di una riduzione pari a 200 euro più 50 per ogni figlio con meno di 26 anni di età, per un massimo complessivo di 400 euro. Mentre per i fabbricati le aliquote verranno applicate sul valor della rendita catastale. Per tutti gli immobili che appartengono ai gruppi A, C, D, E la rendita catastale va maggiorata del 5%. Mentre per gli immobili che appartengono al gruppo B la percentuale sale al 40% come indicato nel decreto legge del 3 ottobre del 2006.

Ma, stando al sondaggio di cui prima, in tanti diventerebbero evasori da Imu. Cosa comporterebbe questo mancato pagamento? Sostanzialmente due effetti. Il primo, mancanza di liquidità nelle casse comunali e, secondo, protesta contro il Governo.

Ed allora, parafrasando il Sindaco Matteo Renzi, secondo cui “i comuni non possono fare gli esattori per conto dello Stato”, come potrebbero gli enti locali andare incontro ai propri cittadini, evitando loro la cartella esattoriale di Equitalia?

Una soluzione arriva dalla Sardegna e più precisamente da Tula, un piccolo centro di 1.625 anime in provincia di Sassari. Nel territorio comunale del paesino sardo dal 2004 funziona un parco eolico da 85 megawatt, con 51 pale che hanno “arricchito” le casse comunali e di conseguenza permettono di affrontare e risolvere alcuni problemi. Come quello dell’IMU. “Quest’anno i residenti del paese non pagheranno l’imposta municipale unica”. Così il sindaco Andrea Becca.

E se questo tipo di altra economia fosse applicata anche nel resto d’Italia, particolarmente in Molise, dove i parchi eolici abbondano?

Ricordiamo che in Molise a regolamentare l’installazione delle pale eoliche è la legge n.22 del 2009. Una legge votata da entrambi gli schieramenti politici e che prende il nome dal suo estensore Adelmo Berardo. La “legge Berardo” ha reso selvaggio l’eolico molisano, ovvero non pone limiti all’installazione di pale. Un business troppo grande, troppo importante per poterci rinunciare: si parla di 60 miliardi di euro in venti anni.

Sul Molise dovrebbero essere installate oltre 5 torri per produrre energia rinnovabile nonostante la regione abbia già superato la propria quota con i parchi già attivi da tempo. L’ultimo caso riguarda l’installazione di 6 torri eoliche –la ditta che seguirà i lavori è la Marcopolo engineering di Borgo San Dalmazio – tra il bosco di Morrone , Castellino e Matrice.

Facciamo qualche conto. Una sola torre eolica assicura introiti per milioni di euro in pochi anni che sommata alla crisi economica e al traffico dei certificati verdi permette sia di produrre energia da combustibili fossili, perché si può attestare che si è impegnati sulle fonti rinnovabili, ma anche e soprattutto di ingolosire i vari comuni in termini economici.

Singolare a tal proposito la dichiarazione che rilasciò il Sindaco di Portocannone, Luigi Mascio,attuale Presidente del Cosib: “Perché no, l’eolico serve anche per fare economia. Sono stati gli stessi cittadini che hanno preso da soli l’iniziativa”. Portocannone è infatti co-proprietaria di un parco eolico con i comuni di San Martino in Pensilis e Campomarino.

All’incirca una torre eolica produce 600 mila euro di profitto annuo: ne consegue che 100 torri ne producano 60 milioni annui. In Molise si va verso l’ installazione di circa 3 mila torri le quali garantirebbero introiti per 2 miliardi di euro l’anno, tra cui 2 mila euro di affitto a pala eolica al proprietario del terreno oltre ai ristori per i comuni. Calcolando una media di 200 mila euro per 90 comuni (in cui sono già attive le pale) si arriva a un totale do 18 milioni annui.

Se come dice il Presidente Mascio “l’eolico serve anche per fare economia” perché non aiutare i propri cittadini esentandoli dal pagamento dell’IMU? Con circa 200 mila euro annui e con qualche sagra in meno e ci si potrebbe riuscire.

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