IMPRESENTABILI/ Democrazia Atea “vende l’anima al diavolo” e candida il satanista Marco Dimitri

La long list di candidati “singolari” di queste elezioni politiche sembra non aver fine e si arricchisce giorno dopo giorno di personaggi da teatro dell’assurdo. Dopo il finto disabile di Grande Sud e l’ubiquo candidato sia con Monti che con Berlusconi, ecco spuntare il satanista dichiarato Marco Dimitri, inserito al settimo posto della lista “Democrazia Atea” nella circoscrizione Lazio 2 per la Camera dei Deputati. Risulta quantomeno singolare che proprio chi si definisce ateo candidi un rappresentante di Satana sulla terra.

 

di Viviana Pizzi

La lista è riconducibile all’astrofisica Margherita Hack si presenta solo in quel collegio ed ha davvero pochissime possibilità di finire a Montecitorio. Quelle del satanista Dimitri sono ancora minori visto che si trova al settimo posto della lista.

Purché si parli del movimento politico il nome è stato inserito sicuri di ricevere il clamore mediatico giusto per far conoscere la propria lista all’interno del panorama politico nazionale.


MARCO DIMITRI: LA SUA BIOGRAFIA, IL SATANISMO E LE INCHIESTE PER VIOLENZA SESSUALE

E’ nato a Bologna nel 1963 ed è attualmente presidente dell’associazione “I bambini di Satana”. E’ rimasto orfano all’età di 14 anni, è cresciuto in strada ma ha frequentato le scuole fino al diploma. Il suo amore per Satana non è recente visto che presiede l’associazione dal 1982. Partecipa a diversi talk show per via di questo amore per il diavolo e viene messo a confronto anche con l’esorcista Padre Gabriele Amorth. Coinvolto in varie inchieste giudiziarie se la cava sempre con l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Negli anni novanta a Savignano sul Rubicone (Forlì Cesena) viene minacciato da militari volontari.

Il suo nome però raggiunge il massimo clamore giudiziario quando nel 1996 finisce tra gli imputati di un processo per violenza sessuale ai danni di alcuni minorenni. Un clamore che si amplificò a macchia d’olio proprio per la sua appartenenza ad organizzazioni sataniste. Solo per questo motivo dovette scontare 400 giorni di carcere preventivo prima di essere assolto da tutte le accuse perché i fatti non sussistevano.  All’epoca dovette rispondere di ratto ai fini di libidine e violenza carnale nella prima parte dell’inchiesta. In un secondo filone si aggiunsero anche i reati di violenza su minori, violazione di sepolcro e vilipendio di cadavere.

Fu Elisabetta Dozza, un’adolescente con problemi di natura psichica, a trascinarlo nel procedimento. Tra i suoi precedenti altre accuse calunniose nei confronti di conoscenti e amici. La ragazza per un breve periodo aveva anche intrattenuto un rapporto sentimentale con un membro del gruppo finita poi per volontà dei genitori di lei.

All’epoca si parlò di orge di massa e presunti omicidi perpetratisi nell’appartamento di tre stanza in cui viveva Dimitri e il suo compagno. Nel 1997 Dimitri viene assolto. I fatti non erano mai accaduti.

Dimitri continua l’attività fino al 2001 fino al processo d’appello in cui viene nuovamente assolto sempre con la stessa formula “Il fatto non sussiste”. Quattro anni più tardi viene risarcito per ingiusta detenzione con una somma di 100mila euro. Il tutto è sintetizzato in un libro scritto insieme alla giornalista Antonella Beccaria chiamato “Bambini di Satana (processo al diavolo i reati mai commessi di Marco Dimitri)”.


MARCELLO CASTAGNA, PORTAVOCE DI CHRISTUS REX CI PROVA: “ESCLUDETE LA LISTA DALLA COMPETIZIONE ELETTORALE.”

Nonostante sia comunque un cittadino “pulito” perché privo di condanne penali la candidatura di Marco Dimitri viene vista in maniera critica. E c’è chi come Matteo Castagna, portavoce di “Christus Rex” chiede addirittura che la lista venga esclusa dalla competizione politica proprio per aver candidato un satanista.

Nello stato laico – ha dichiarato-  accade anche questo”.  E come se non fosse mai avvenuto nella storia delle relazioni tra lo Stato e la Chiesa chiede al Vaticano di ingerire in questioni prettamente temporali come quelle delle liste alle elezioni politiche di uno Stato sovrano come l’Italia.

Cancellare Dimitri dalle liste è un provvedimento che sembra tardivo e al momento impossibile. Anche perché Ivan Visentini, della segreteria politica del partito sostiene che la candidatura, tra l’altro approvata anche dalla capolista Margherita Hack e dal segretario nazionale del partito Carla Corsetti candidata al secondo posto nella lista di Democrazia Atea nel collegio Lazio 2.

 

IL PARTITO: DIMITRI È PULITO E QUINDI CANDIDABILISSIMO

marco_dimistri_satanistaLe richieste dell’associazione “Christus Rex” non fermano gli attivisti del partito. Anzi li legittimano ancora di più nella posizione di chi vuole e deve difendere la candidatura del presidente dell’associazione “I bambini di Satana”.

La fedina penale di Marco Dimitri  è immacolata come la neve e questo ha certo giocato a suo favore: non fa parte di quei candidati impresentabili tanto decantati durante la famosa operazione denominata Liste Pulite. E il suo appartenere all’associazione satanista non rappresenta un motivo di incandidabilità perché non è un qualcosa che vada contro alle regole del partito. Non è scritto infatti da nessuna parte che un appartenente ai “Bambini di Satana” non possa candidarsi con Democrazia Atea.

Il programma del partito, presente sul sito Democrazia-atea.it , è diviso infatti in 66 punti. La condizione primaria per essere ammessi, contenuta nell’articolo due dello Statuto del Partito,  non solo nelle liste elettorali ma anche nello stesso partito nato nel 2010 è proprio quella di non essere coinvolto nemmeno in un processo penale in itinere.

Un’altra delle condizioni a cui non ci si può sottrarre è la pratica dello sbattezzo dalla religione cattolica. Tutto ciò significa firmare un documento, che anche Dimitri ha accettato al pari degli altri, in cui si chiede l’annullamento del sacramento del Battesimo ricevuto dalla Santa Romana Chiesa.  Tuttavia tocca a un comitato etico valutare la possibilità di candidare gli iscritti che abbiano riportato condanne penali non gravi e o di non candidare quegli iscritti per i quali, pur non essendoci alcuna annotazione sul certificato penale, si valutino ragioni di opportunità che inducano a negare l’assenso della candidatura.

Il secondo sarebbe il caso di Marco Dimitri quindi, nonostante l’appartenenza all’associazione satanica e la fama raggiunta per un processo dal quale è uscito pulito il partito ha ritenuto che non c’era nessuna ragione di opportunità, nemmeno etica, per bloccarne la candidatura. Anche perché Democrazia Atea non valuta incompatibile la partecipazione alla vita del partito l’iscrizione ad associazione in cui le finalità statutarie non siano in contrasto con le proprie finalità.

 

I BAMBINI DI SATANA E LE PRESUNTE AFFINITÀ CON DEMOCRAZIA ATEA

Per capire come mai Dimitri è stato accettato in Democrazia Atea siamo andati a vedere quali sono invece gli ideali dei “Bambini di Satana”e perché non sono in contrapposizione con quelli del partito.

Nello Statuto dell’associazione presieduta da Dimitri non si incita all’adorazione di Satana ma si dice invece di non adorare nessuno se non una fiamma interiore e personale. Si tratta di una passione che spinge a non strisciare davanti a nessuna forma di divinità  ma a contare solamente su se stessi e su quell’antico Dio che è dentro ognuno di noi. Altro non è che godere della propria esistenza nello splendore della materia di cui è fatto l’uomo. Certo si definisce un gruppo satanista ma è l’unico che agisce allo scoperto e non si riduce quindi al rango di setta. Non predicatori quindi di una fede maligna ma soltanto artisti, creatori e persone che vivono di se stesse.

Democrazia Atea invece è un partito politico che si fonda sul principio di libertà dalla oppressione religiosa e sul principio di uguaglianza, sul principio delle pari condizioni immune de pregiudizi e preconcetti razziali, sociali e religiosi. Cose dette in maniera diversa ma che portano avanti gli stessi principi. Amare se stessi al di la delle divinità e delle costrizioni religiose.

 

LO SCANDALO: DEMOCRAZIA ATEA CANDIDA SATANA

Finora è stato difficile trovare la motivazione etica per la quale Democrazia Atea avrebbe dovuto escludere Marco Dimitri. Noi l’abbiamo trovata nella parte finale della descrizione del movimento “I Bambini di Satana”.

Gli associati non si dichiarano grandi maestri o santoni. Fin qui ancora tutto normale. Il punto che deve far riflettere è questo: Marco Dimitri ha fondato questo gruppo per essere Satana, vivere Satana e rappresentarlo. Una commissione che si definisce etica avrebbe dovuto escludere la candidatura di una persona che ambisce a essere Satana sulla terra. Quantomeno per buongusto nei confronti di una società che ambisce al bene comune.

Democrazia Atea di questo non ha tenuto però conto. Pur di essere visibile è stata disposta, è il caso di dire, “a vendere l’anima al diavolo”. Per Dimitri rappresentare Satana in parlamento sarà difficile. Però grazie a Margherita Hack e al partito intero ha avuto l’onore di provarci.

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