Il sondaggio della Ghisleri che spinge Silvio alle urne: sale il Pdl, crolla il Pd, Monti scompare.

Si fida solo di lei e dei suoi numeri. E quando ieri pomeriggio il Cav. si è ritrovato l’ultimo sondaggio della Ghisleri sul tavolo ha riunito immediatamente i big del partito per valutare il da farsi. L’obiettivo? Tenere altissima l’asticella delle trattative, far ricadere la colpa di un eventuale ritorno alle urne sul Pd e godere delle percentuali targate Ghisleri. Che fanno paura.

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Paradossalmente – ma non troppo – il problema per il Pdl non è tanto il nome del premier – a Berlusconi Amato va bene nonostante le fibrillazioni della Lega – ma il grado di intensità politica dell’esecutivo. Per il Cavaliere deve essere altissima, con politici in servizio permanente effettivo. La rosa di palazzo Grazioli ha quattro petali: Angelino Alfano, Gaetano Quagliariello, Renato Schifani, e una donna: Mariastella Gelmini, anche se ci tiene tantissimo a un ruolo di ministro Daniela Santanchè. E il programma deve prevedere i cavalli di battaglia dell’ultima campagna elettorale, dall’Imu a Equitalia. Altrimenti, il voto, scaricando sul Pd la responsabilità.

Ecco il punto: “governassimo o voto”, come ripetuto da sessanta giorni a questa parte. Ma c’è un motivo se i falchi del Pdl alla Verdini mostravano una certa preoccupazione. E sottolineavano del discorso di Napolitano il passaggio in cui il capo dello Stato ha ricordato che non travalicherà i suoi limiti, e che quindi le forze politiche non hanno il compito solo di dire signorsì. Perché il timore è che Napolitano farà il suo governo, che però non il governissimo che ha in mente il Cavaliere, che il Pd sia pur “spappolato” sia costretto a dire di sì, e addio elezioni. E che quindi, di fatto, non c’è né il governo (dei desideri pidiellini) né il voto. Praticamente lo schema Monti, in cui un governo a bassa intensità politica prende il posto del governo tecnico.

palazzo_grazioli_verticeÈ più di una suggestione, il ritorno al voto. Nel vertice serale a palazzo Grazioli con tutto lo stato maggiore del Pdl, è il punto di caduta di molti ragionamenti. L’ultimo sondaggio della Ghisleri, piombato sul tavolo del Cavaliere nel pomeriggio, suggerirebbe di imboccare la via.

Il centrodestra, nel suo insieme, è al 34,4 per cento (col Pdl al 27), il centrosinistra al 30 per cento (col Pd in discesa al 24) e il centro di Monti al 7,5, e che quindi non entrerebbe in Parlamento: “Significa – dice Renato Brunetta – che secondo questi dati il Senato diventa contendibile”. E che il centro, senza l’ex premier candidato, diventa terra di conquista.

Ecco perché Berlusconi ha intenzione di tenere alta, molto alta, l’asticella delle trattative. Il miglior modo per rompere il Pd, aumentando il fatale cortocircuito in atto nei democratici, è spingere sulla linea di un governo politico: “Deve essere stabile e duraturo” ha ripetuto per una giornata. E non può avere carta bianca sull’economia.

Non è un dettaglio che Napolitano ha lodato il programma dei saggi, mentre il Cavaliere continua a parlare dei suoi otto punti, che non sono affatto simili a quelli dei gruppi di lavoro voluti dal Quirinale. Più l’asticella è alta, più la responsabilità delle elezioni ricade sul Pd. Chissà.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – HuffingtonPost.it

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