I processi Ruby e Mediaset restano a Milano: la Cassazione stoppa Silvio. E il Governo barcolla.

Non sappiamo con certezza se l’istanza di trasferimento dei processi Ruby e Mediaset da Milano a Brescia, chiesta dalla difesa di Berlusconi e respinta dalla Cassazione, avrà immediate ripercussioni politiche. Certo è che si scherza col fuoco pidiellino, pronto a trasformare i problemi giudiziari del Cav. in cavallo di Troia per far cadere il governo, andare al voto e prendersi tutto il piatto. In ogni caso i giudici di Cassazione hanno dimostrato di non farsi condizionare dal climax arroventato che circonda il circo mediatico-politico. Nei prossimi giorni riprenderanno quindi i dibattimenti. E ci sarà da divertirsi…

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La Corte di Cassazione non accoglie il “legittimo sospetto” sollevato dai legali di Sivio Berlusconi contro il Tribunale di Milano, e respinge la richiesta di spostare a Brescia i processi sul caso Ruby e sui diritti Mediaset.

Nel primo il leader del Pdl – e aspirante padre nobile nella convezione delle riforme – è imputato di prostituzione minorile e concussione, e il dibattimento in primo grado è a un passo dalla sentenza.

Nel secondo, Berlusconi è stato condannato in primo grado a quattro anni per frode fiscale, e il processo di cui gli avvocati Ghedini e Longo chiedevano lo spostamento è quello di appello.

La decisione è arrivata dalla sesta sezione penale della Corte, che ha respinto il ricorso dopo una Camera di consiglio lampo. I difensori di Berlusconi chiedevano di spostare a Brescia i due procedimenti, argomentando che i giudici milanesi non sarebbero stati sereni nella decisione. A questo punto il processo per i diritti tv Mediaset riprenderà il prossimo 8 maggio, mentre l’udienza per la vicenda Ruby proseguirà in aula il 13 maggio prossimo.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – IlFattoQuotidiano.it 

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