Guerra alle Pari Opportunità: Letta assegna la delega alla protetta di Mario Monti

La nuova ministra per le pari opportunità è Maria Cecilia Guerra, entrata nell’Olimpo politico grazie alla nomina a viceministro del Lavoro effettuata da Mario Monti prima ed Enrico Letta dopo. Ora la sua prima esperienza da ministro in un campo dove non ha nulla nel suo curriculum ufficiale. Da marzo, quando è stata eletta, nemmeno una proposta di legge se non come cofirmataria.

 

di Viviana Pizzi

Maria_Cecilia_Guerra_ministraE dopo il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin senza laurea in medicina ora anche il ministero per le pari opportunità nelle mani di Maria Cecilia Guerra. La nomina è stata ufficializzata nelle scorse ore dal Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta che ha affidato le politiche sociali a Cecile Kyenge già titolare del Ministero dell’Integrazione.

Una divisione di deleghe nata dopo le dimissioni di Josefa Idem a causa dello scandalo sul mancato pagamento di Ici prima e Imu dopo sulla sua casa palestra di Ravenna. Di Cecile Kyenge ormai si sa quasi tutto.

Su Maria Cecilia Guerra, viceministro del Lavoro fino ad oggi e con la stessa carica nel precedente governo Monti, finora si è detto davvero poco.


LE CARATTERISTICHE DI MARIA CECILIA GUERRA: SENATRICE PD E NESSUNA ESPERIENZA IN MATERIA DI DONNE

Quello che non si è detto è che di certo è espertissima della materia di cui si è occupata finora. Importante da sapere che ha partecipato alle primarie del Pd per la candidatura alle elezioni politiche di febbraio, nel dicembre 2012, durante l’esperienza con il governo tecnico, ed eletta al senato della Repubblica dove risulta cofirmataria del disegno di legge sulla ratifica della convenzione di Istanbul di Anna Finocchiaro e del ddl sulla parità dei sessi.

Cosa lo ha spinto? Di certo la sua laurea in Economia e Commercio  all’Università di Modena e Reggio Emilia.  E la sua esperienza di professore a contratto all’ateneo bresciano in Scienza delle Finanze. Stessa materia che insegna dal 1992 ottiene anche nella stessa facoltà dove ha ottenuto il suo titolo accademico.

L’impegno nelle istituzioni politiche dal 1989 con incarichi in commissioni di lavoro nel ministero delle Finanze. Nel 2006 ha presieduto la Commissione sulla tassazione dei redditi di capitale e finanziari diversi. Al Senato ha svolto attività di consulenza sul tema del fondo delle pensioni.

E ha coordinato gruppi di lavoro per la Consob, il Cnel, il Formez, e svolto ricerche in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e con il Comune di Modena su temi della sanità, della finanza locale e del welfare locale.

È membro del CAPP – Centro di Analisi delle Politiche Pubbliche – e del CEFIN – Centro Studi di Banca e Finanza. Fa parte del comitato di redazione de lavoce.info, della direzione della rivista Politica Economica, edita da il Mulino, del Comitato scientifico della Rivista delle politiche sociali, edita da Ediesse.

Ha ricoperto anche incarichi non accademici: membro del Comitato di gestione dell’Agenzia delle Entrate; membro del CdA e del Comitato di controllo interno di Meta S.p.a.; membro del CdA di Hera Modena srl.; membro del CdA delle Farmacie Comunali di Modena S.p.a.

Un curriculum di tutto rispetto per ricoprire gli incarichi al Ministero del Lavoro che le hanno assegnato prima il premier Monti e poi il suo successore Enrico Letta.  Nulla però che parli di donne e di pari opportunità. Possiamo dire che le politiche lavorative femminili le potrà affrontare con piglio e decisione.

Sappiamo bene però che per ricoprire la carica di ministro per le pari opportunità tutto questo non basta. Occorre soprattutto avere esperienza nel campo dei diritti delle donne ed essere a conoscenza di tutte le dinamiche del ministero specifico. Che passano per forza di cose anche per le leggi sul femminicidio, sulla violenza e sulle disparità di genere.

Nulla nemmeno sui diritti degli omosessuali che vengono altresì indicati nel ministero che le è stato assegnato. Mai nessuna dichiarazione o presa di coscienza. Nulla il silenzio assoluto. E già dal primo giorno dalla nomina c’è già chi non si accontenta di un ministro che parla il linguaggio dei freddi numeri a discapito di chi a queste competenze vuole vederne accostate anche delle altre.


L’EVENTO SU FACEBOOK: “VOGLIAMO UN VERO MINISTRO PER LE PARI OPPORTUNITA”

Questa mattina il gruppo di femministe “La rete delle reti femminili” aveva chiesto al Governo Letta di nominare al più presto il ministro delle pari opportunità.

Non appena Rainews ha diffuso la nota diramata dal Governo Letta sulla redistribuzione delle deleghe che appartenevano all’ex ministro Josefa Idem, nominando Maria Cecilia Guerra alle pari opportunità il nome dell’evento da loro creato è stato immediatamente cambiato. Nominandolo “Chiediamo un vero ministero delle pari opportunità”.

Nella nota pubblicata denunciano anche loro quello che avevamo notato noi: la totale assenza di esperienza del nuovo ministro sia per le tematiche femminili che per quelli degli omosessuali.

“Dopo le dimissioni della ministra Idem – si legge nella loro nota-  anziché nominare una nuova ministra adeguatamente competente, il Governo Letta  ha svilito ulteriormente un istituto già insufficiente, scaricandone le deleghe ad altri ministri, già gravati di diverse problematiche. Se da un lato apprezziamo che la delega alle pari opportunità sia andata al viceministro Maria Cecilia Guerra (a cui riconosciamo piena stima), non apprezziamo che un istituto tanto importante, che in Italia non ha mai avuto il giusto peso, sia stato ulteriormente svilito. E qui ci chiediamo, vi chiediamo, e chiediamo al premier Letta: quale sarebbe il nesso fra le presunte condotte fiscali della ex-ministra, e la necessità di smembrare anche il Ministero stesso? In un paese ammorbato da arretratezza e tassi altissimi di femminicidio, noi chiediamo che sia istituito un vero e proprio ministero per le pari opportunità, davvero in grado di incidere. E guidato da una Ministra capace di raccogliere il metodo “dal basso” inaugurato dall’ ex-ministra Josefa Idem. E nel frattempo chiediamo fortemente alla nuova delegata che siano riattivate subito tutte le attività già avviate dal ministro Idem e ora interrotte, in tema di lotta alla violenza sulle donne”.

Il premier ne terrà conto. Noi speriamo davvero di sì.

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