Grosse koalition sì, ma senza Bersani?

Si rimescolano le carte dopo la seconda giornata di consultazioni con il Capo dello Stato per la formazione del nuovo governo. Il nome di Bersani, così fortemente pronunciato il primo giorno dai partiti minori e Sinistra Ecologia e Libertà, non si è udito nel secondo giorno. Terminato proprio con l’audizione del segretario del Pd e dei capigruppo di Camera e Senato. Chi sceglierà Napolitano? Con molta probabilità spunterà il nome di un tecnico capace di tenere insieme la grosse koalition senza problemi. Con Grillo che chiude a tutti.

 

di Viviana Pizzi

bersani_quirinale_consultazioni_2013Lo stesso Bersani ha aperto ad altri nomi sperando di riuscire a formare quel “governo di cambiamento” che tanto ha auspicato. Grillo intanto chiude a tutti e chiede per se come forza di opposizione la presidenza del Copasir e del Comitato di vigilanza Rai.

E Berlusconi? Apre come avevamo già anticipato, a un governo di larghe intese Pd- Pdl ma con una presidenza non di centrosinistra.

Un tecnico sì ma un politico no. Insomma l’ipotesi più accreditata resta comunque un governo di grosse koalition ma senza Bersani al comando con magari un tecnico del Governo Monti o lo stesso Monti.

 Quest’ultima ipotesi però sembra meno probabile perché nel caso di un governo di larghe intese Napolitano sarebbe quasi costretto a scegliere una persona terza, estranea a tutti i partiti. Per maggiore chiarezza vediamo come è andata la seconda giornata di consultazioni.


BERSANI: GOVERNO DI CAMBIAMENTO, PRIME APERTURE AL PDL

Pierluigi Bersani esce dal Colle consegnando alla stampa le sue dichiarazioni in linea con quanto affermato nella giornata precedente.

Abbiamo consegnato al Presidente della Repubblica le nostre riflessioni – ha sostenuto- che partono da quello che sentiamo venire dal Paese: un’esigenza di governo e di cambiamento. Questi due termini sono inscindibili”.

Napolitano dovrebbe comunicare entro la giornata di oggi le sue decisioni. Il Pd per facilitargli il compito e magari sperare di ottenere l’incarico ha confermato di essere il primo partito del Paese e di averlo fatto presente al Presidente Giorgio Napolitano ma ha anche aggiunto: “siamo al servizio della governabilità”.

Una frase importante che lascia pensare. Bersani potrebbe anche rinunciare al suo mandato per permettere al Paese di raggiungere immediatamente quella governabilità necessaria all’Italia.

Il percorso non è semplice– aggiunge – ci affidiamo a Napolitano”. Il Pd insiste però affinché durante questo Governo ci sia la realizzazione degli otto punti del suo programma elettorale. I tre più importanti restano la legge elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari e la realizzazione delle Camere dell’autonomia. Ed è su questi punti che apre per la prima volta al Pdl mascherandosi dietro la collaborazione istituzionale.

Per realizzare queste cose – ha continuato Bersani – c’è bisogno dell’appoggio di tutti. Anche di quella parte politica che finora ha fatto di tutto per ostacolarle”. Il chiaro riferimento era a Berlusconi.

Prime critiche anche al Movimento Cinque Stelle. La fase del corteggiamento è finita e (finalmente direbbero i piddini duri e puri) il segretario mostra ufficialmente la propria chiusura verso il Movimento. Rispondendo con dignità allo stesso comportamento mostrato verso di loro da Beppe Grillo e compagnia.

pietro-grasso--anteprima_presidente_senato_2013Noi abbiamo i nostri punti – ha risposto alle domande dei cronisti –  non sono alla rincorsa di nessuno. Abbiamo la nostra proposta di cambiamento e loro hanno la loro. Ho ascoltato la loro  curiosa  affermazione secondo la quale noi non avremmo rispetto dei nostri elettori non appoggiando i loro punti. Noi oggi (ieri ndr)  abbiamo invece dimostrato rispetto per i loro elettori con la nostra proposta cosa che non hanno dimostrato loro per i nostri”.  

Piero Grasso presidente del Senato si era dimostrato favorevole a rispondere positivamente all’eventuale chiamata di Napolitano. Noi pensiamo che questa ipotesi sia sfumata per due ordini di motivi. Il Movimento Cinque Stelle e il Pdl non direbbero sì a questo nome facendo mancare i numeri per la fiducia al Senato e Giorgio Napolitano stesso potrebbe scegliere altri nomi.

In linea con quanto fatto con Monti che da presidente del Consiglio in carica si era proposto anche come presidente del Senato. Il Capo dello Stato non gradirebbe quindi che le due funzioni si cumulassero. E quindi anche l’ipotesi Grasso potrebbe sfumare.


LA POSIZIONE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE : GOVERNO O VIGILANZA RAI

In mattinata invece abbiamo assistito a un mezzo colpo di scena di Beppe Grillo. Governo a Cinque Stelle sì ma in alternativa vigilanza Rai e Copasir in caso (noi riteniamo molto probabile) si vada all’opposizione.

Una posizione alla quale il Movimento Cinque Stelle verrà relegato anche perché ha sostenuto di non voler appoggiare alcun governo di scopo, anche se a presiederlo sarà (come appare ora più vicina) una persona diversa da Pierluigi Bersani.

Anche contro lo stesso Grasso su cui il Movimento stesso aveva avuto le sue prime divisioni interne dopo l’elezione alla presidenza del Senato.

Sul blog di Beppe Grillo è apparso un comunicato ufficiale che sintetizza l’andamento delle consultazioni che insieme a Vito Crimi e Roberta Lombardi ha avuto con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il M5S è stato il primo per numero di voti alle ultime elezioni – ha sottolineato Grillo durante la tradizionale conferenza stampa di rito –  per questo chiede ufficialmente un incarico di governo per realizzare il suo programma, in particolare per realizzare le misure per il rilancio delle piccole e medie imprese, il reddito di cittadinanza e i tagli agli sprechi della politica. Finora, nonostante le dimensioni del successo elettorale, non è stata data alcuna rappresentanza istituzionale al M5S, non la presidenza della Camera, non la presidenza del Senato, che sono stati oggetto di contrattazione e mercanteggiamento tra i partiti e non espressione del riconoscimento del consenso elettorale. Il M5S chiede quindi un mandato pieno dal presidente della Repubblica per potersi presentare in Parlamento, esporre il suo programma di Governo, per chiedere il voto di fiducia”.

Nessuna apertura verso nessuno soltanto la sottolineatura di quanto secondo loro corrisponde a verità: primo partito nessun incarico. E quindi nessuna voglia di scendere a patti se non quella di fare ferrea opposizione a qualsiasi governo. Per la prima volta però chiedono ufficialmente due incarichi. Quelli che di solito spettano sempre all’opposizione.

Nel caso il Presidente della Repubblica accordi l’incarico – ha continuato – il M5S presenterà un suo candidato alla presidenza del Consiglio. Il M5S attribuisce a questa richiesta un atto di estrema responsabilità verso il Paese. Se questa richiesta non venisse accolta, il MoVimento 5 Stelle, come forza di opposizione, chiederà la presidenza delle Commissioni del Copasir e della Vigilanza RAI. Il M5S non accorderà alcuna fiducia a governi politici o pseudo tecnici con l’ausilio delle ormai familiari “foglie di fico” come Grasso. Il M5S voterà invece ogni proposta di legge se parte del suo programma”.


BERLUSCONI: GOVERNO DI LARGHE INTESE, NO ALLA PRESIDENZA PD

silvio_consultazioni_2013_caporettoQuella di Silvio Berlusconi è invece una finta responsabilità. Dice sì a un governo di scopo ma nonostante abbia perso le elezioni non avendo la maggioranza assoluta né alla Camera né al Senato pretende invece di dire la sua sulla scelta del premier al Presidente Napolitano.

La nostra responsabilità è totale – sostiene dopo aver incontrato il Capo dello Stato – siamo a disposizione di un governo di coalizione che intervenga con misure economiche largamente condivise”.

Come è solito fare il Cavaliere però subito dopo si contraddice dimostrando tutte le sue chiusure che non sembrano affatto dimostrare responsabilità totale.

“Ci sono tre forze di pari entità: una non è disponibile a collaborare – ha continuato – quindi restiamo in campo noi e il Pd e tocca a noi la responsabilità di dare un governo al Paese. Il centrosinistra però dopo i presidenti di Camera e Senato, non può prendere tutto”.

Tutto questo significa una cosa sola: no a Bersani presidente e no anche a Piero Grasso. Sì a qualsiasi nomina non provenga dal Pd quindi anche a un possibile ritorno di un Monti bis. Il rompicapo è di quelli che Napolitano non si aspettava. Quella appena trascorsa sarà stata certo una notte insonne. Nelle prossime ore conosceremo il suo verdetto che si presta a qualsiasi tipo di sorpresa.

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