Grillo show: lo tsunami a 5 Stelle travolge tutti. Travaglio esulta: “Marziani in Parlamento.”

Chi segue L’Infiltrato sa che non siamo mai stati teneri con il M5S e ancor meno lo saremo ora che sono forza parlamentare. Ma una cosa ci chiediamo: Napolitano, stavolta, lo avrà sentito il boom? Perchè di questo si tratta, senza appellarsi al “voto di protesta”, alla “demagogia populista” e fregnacce simili. “Ora l’ingresso in Parlamento di questi marziani produrrà effetti forti, se non si disperderanno, se non si faranno comprare, se resteranno compatti.” Questo il commento di Travaglio, che sa bene come il difficile arrivi proprio adesso.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Era prevedibile il boom del Movimento 5 Stelle ma non così incisivo. Al grido di “Arrendetevi, siete circondati”, da oggi davvero al Parlamento i politici saranno circondati dalla ‘gente comune’ e dalla loro politica anti-casta.

 

TSUNAMI GRILLO – Sembra già remota l’idea del movimento visto che oggi il M5S è diventato il primo partito d’Italia grazie ad una maratona politica fuori misura. Come predetto con il loro Tour c’è stato davvero uno tsunami storico e politico. Il grande successo arriva dalla Sicilia dove il Movimento 5 Stelle, chiuse le urne, è stato registrato come primo partito dell’isola con il 31% dei voti, una rimonta rispetto all’ottobre del 2011 in cui i consensi erano del 15% e così i grillini siculi sono già a lavoro nell’ARS – Assemblea Regionale Siciliana – attraverso dei provvedimenti anti-casta. Boom di appoggi anche in Val di Susa dove addirittura il 5 stelle ha raggiunto il 41,26%. Per il M5S il consenso arriva soprattutto dai No Tav che sostengono le proposte dei grillini di abrogare l’accordo tra Francia e Italia per la ferrovia.

 

tsunami_grillo_marziani_in_parlamentoI DATI – Secondo i dato del Ministero degli Interni il vero successo è quello di Grillo. Il M5S fino a tre anni fa aveva ricevuto il 3% dei consensi, oggi l’exploit è inaspettato dagli stessi grillini e nelle migliori delle ipotesi i sondaggi avevano previsto dei consensi pari al 18- massimo 20%. In realtà il Movimento di Grillo raggiunge il 25,5% alla Camera, dove domina incontrastato Bersani, e il 23,78% al Senato guadagnandosi così 110 seggi, una buona fetta di potere politico e decisionale in Parlamento. Il problema in questo caso è il Senato dove il Pdl ha il 30,72% e dove esce vittorioso. Questa è la fotografia dell’ingovernabilità del Paese dove al Senato si è radicato il blocco berlusconiano favorito dal porcellum per cui, per essere sconfitto, c’è bisogno delle larghe intese. Bersani ha fallito la sua previsione di alleanza con Monti che ha avuto un flop enorme non arrivando neanche al 10% e così per il centrosinistra l’unica àncora di salvezza resta proprio il M5S. Ma Grillo urla  categorico: “Niente alleanze”. Un rompicapo anche per Napolitano che per ora guarda in silenzio e che alla fine del suo mandato – 16 maggio 2013 –vede la situazione politica così frammentaria e fragile. L’ombra delle future elezioni si fa sempre più prevedibile vista l’inconciliabilità tra Senato e Camera.

Governabilità o meno comunque il successo dei grillini è chiaro, i veri vincitori, insieme a Berlusconi al Senato. Felice il fervente sostenitore Dario Fo che parla di una meritata vittoria dei giovani e commenta cosi: “Pulizia e giovinezza stanno vincendo!. Il M5S ha imparato ad ascoltare qualcosa pure dai vecchi. Abbiamo bisogno di cambiare tutto. Ora si rischia una legislatura breve ma intanto bisogna reinventare il modo di stare nelle istituzioni. Io ho l’esempio di mia moglie Franca Rame che ha lasciato il Senato molto delusa”.

Arrivano commenti a caldo anche da un altro grande sostenitore Marco Travaglio che dice: “Qualche cambiamento alla politica il M5S lo aveva già imposto prima di entrare in Parlamento. Già la goccia aveva cominciato a scavare la pietra. Ora l’ingresso in Parlamento di questi marziani produrrà effetti forti, se non si disperderanno, se non si faranno comprare, se resteranno compatti”. Intanto non resta che vedere come i grillini decidono di muoversi rimandando gli italiani alle prossime elezioni e sperando, chissà, in un 51%.

Intanto esulta anche Grillo con lo slogan: “L’onestà andrà di moda”.

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