GREEN ECONOMY/ Un’Italia migliore c’è già: da nord a sud, ecco tutti i successi sostenibili

Non è un miraggio realizzare progetti che rispettino l’ambiente e migliorino il benessere delle persone. L’Italia non è solo degenerazione totale, infatti ci sono delle realtàda nord a sud – in cui la green economy è il fulcro della politica, in cui amministrazioni e cooperative collaborano con serenità, dove le imprese producono secondo la trasparenza delle norme, incentivano la cultura e sviluppano il senso di appartenenza al territorio. Tutto questo è realtà in molti comuni di quello che – per fortuna – possiamo ancora chiamare il Bel Paese. Tanti gli esempi di lungimiranza amministrativa da prendere come buon auspicio.

 

di Maria Cristina Giovannitti

L’Italia migliore non è solo un miraggio o una speranza. In molti comuni italiani è una realtà su cui si continua ad investire con perspicacia e dove tutto fila dritto. Sembra strano soprattutto in questo periodo in cui tutto va a rotoli, eppure da nord a sud tanti sono i progetti che tutelano l’ambiente e riqualificano la vita dei propri cittadini. Parlarne diventa il monito per prendere il ‘buon esempio’ e renderle una forma mentis comune ed assoluta. Esistono imprese che lavorano con trasparenza, che rispettano le regole ed emettono bassissime quantità di CO2. In molti comuni le amministrazioni locali collaborano con serenità con la cittadinanza e le cooperative per poter migliorare la situazione lavorativa e migliorare l’integrazione sociale. Tutto questo succede in Italia, da Milano a Palermo.

 

L’ITALIA DEL NORD CHE PUNTA SULLE ENERGIE RINNOVABILI E SULLE SLOW CITY – Buoni esempi da seguire: in Lombardia, a Milano, c’è un’azienda degna di lode, la Renovo che ha avviato un progetto che punta alle energie rinnovabili. L’azienda ha ben 50 centrali elettriche alimentate a biomasse dalla potenza unitaria di 1 MW elettronico: in questo modo puntano a sfruttare tutta quella energia di scarto che arriva dall’agroforestale e dall’agroindustriale. In più, per migliorare la situazione lavorativa, la Renovo ha siglato un accordo con varie cooperative locali per coinvolgere le aziende ed inserire nella produzione persone svantaggiate – con problemi economici o personali.

In Trentino Alto Adige invece la cultura della bicicletta è radicata da anni ma dal 1988 è stato realizzato un progetto di slow city che frutta alla regione ben 85 milioni di euro l’anno. E’ stata costruita una pista ciclopedonale di 410 km che attraversa ben 90 comuni ed è utilizzata da 2 milioni di cicloturisti. Ovviamente il progetto migliora la qualità dell’ambiente e delle attività locali perché sul percorso si possono trovare BiciGrillaree di sosta per la ristorazione – e BikeHotel, tutte opere svolte dalle cooperative locali.

 

i_successi_di_green_italyAL CENTRO, L’OTTIMA GREEN ECONOMY IN LAZIO ED ABRUZZO – La storia abruzzese è la bella realtà di circa 100 attività di artigianato con 240 addetti e ben 9 mila aziende agricole che diffondono i prodotti tipici locali, tutto questo accade nel Parco della Maiella. L’area è cresciuta e gode di un’ottima fama mondiale e negli ultimi tempi – nonostante la crisisono nate 7 imprese che impegnano 40 giovani inseriti nelle attività turistiche ed educative. Tutto questo migliora l’economia della regione che chiude con bilanci del tutto positivi: ogni anno arrivano 6 milioni di turisti che fruttano ben 2 milioni e 200 mila euro.

Poi c’è la regione Lazio che, a discapito dei recenti scandali, riesce a dare il buon esempio: la Provincia con la collaborazione di Legambienteha stanziato oltre 1 milione di euro per finanziare progetti lodevoli attuati, da qui a 5 anni, per quei comuni che investono in idee che salvaguardano l’ambiente e il benessere dei cittadini.

 

IL CUORE DEL SUD SALVAGUARDA PAESTUM E LIBERA LE TERRE DALLA MAFIA – Accade in Campania, precisamente a Paestum, l’area archeologica d’interesse mondiale e sito Unesco. Il progetto in questione è detto ‘Paestumanità’ che punta a salvaguardare i terreni circostanti l’area archeologica che appartengono ai privati e che sono diventati, tristemente, delle micro discariche. Il territorio è di 120 ettari di cui solo 20 sono di proprietà del Ministero delle Attività culturali, per cui il progetto prevede di comprare gli altri 100 ettari. Un passo importante per Paestum, per la tutela del patrimonio ambientale e soprattutto per combattere la piaga delle discariche abusive.

Combattere la mafia si può, succede a Palermo con il progetto ‘Libera Terra’ in collaborazione con ‘Libera Terra Mediterraneo’, una società che dal 2008 raccoglie i ‘territori difficili’. In pratica il progetto – ideato dalla Prefettura di Palermo e con il Consorzio dei Comuni Sviluppo e Legalità – libera le terre della mafia: con l’approvazione della legge del 1996 tutte le proprietà – immobili, imprese e terreni – confiscate alla criminalità vengono riutilizzate per scopi sociali.

Oggi a Palermo sono più di mille ettari confiscati e convertiti alla coltivazione biologica e gestiti da soggetti con problematiche, per favorirne l’inserimento sociale e lavorativo.

Tiriamo un respiro di sollievo perché non tutto è perduto soprattutto quando queste realtà possono diventare davvero il buon esempio. Chapeau a quelle amministrazioni dalla politica trasparente che ci tutelano e preservano la nostra terra.

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