Governo, quattro punti in cento giorni: ma il programma è la solita barzelletta targata Pd-Pdl

L’Imu? Sospesa fino a settembre, dove arriverà, molto probabilmente una super stangata. Le riforme? Ci pensa l’ennesima super commissione di esperti: i saggi non bastano più. La riforma elettorale? Meglio rimandarla, non si sa mai che appena fatta cade il Governo. Lavoro e Cig? Ecco una piccola elemosina per tirare a campare, prima di tirare le cuoia. Ecco perchè siamo di fronte all’ennesima barzelletta targata Pd-Pdl.

 

di Viviana Pizzi

enrico-letta-angelino-alfano-se_la_ridonoNiente riforma sulla giustizia. Elencati e specificati male i punti in cui il governo opererà per il lavoro. L’unico punto che sembra davvero stare a cuore al premier Letta e ai suoi ministri è quello delle riforme costituzionali e dell’abolizione del porcellum. Con metodi da utilizzare discutibili come quello della nomina dei dieci saggi effettuata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Tutto questo è quanto uscito fuori dal ritiro spirituale avvenuto all’abbazia senese di Spineto dal premier Enrico Letta e dalla sua squadra di ministri.

La prima cosa che hanno tenuto a precisare all’uscita della riunione, com’è visibile nel filmato messo a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è che nessun rappresentante del Governo deve partecipare a comizi politici o manifestazioni di partito fino al termine delle elezioni amministrative che in Italia sono previste il 26 e 27 marzo ma che in Sicilia sono state posticipare al 9 e 10 giugno quando nel resto del Paese si potrebbero svolgere i ballottaggi.

Fino ad allora – ha continuato Letta – i ministri si occupino del Governo”.

 

I QUATTRO PUNTI DEI PRIMI 100 GIORNI: L’INCOMPLETEZZA SUI TEMI DEL LAVORO  E DELLA FISCALITA’

Sempre nel video linkato Enrico Letta insieme al vicepremier Angelino Alfano e al ministro per le Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello svelano quanto si può svelare ai giornalisti della riunione segreta che hanno svolto fino a quel momento. Di certo non tutti i dettagli e chissà per quale motivo a noi sconosciuto.

Sul lavoro Letta ha sentito la necessità di sostenere l’importante punto della questione dell’occupazione giovanile. Su come arginare la disoccupazione però ancora non fa sapere nulla. Dice che il ministro Giovannini ha preparato una prima ricognizione del problema ma alla stampa non è dato ancora sapere quale sia. Almeno durante la conferenza stampa del presidente del Consiglio Letta che parla di dover dare risposte in vista del consiglio europeo. Solo in un successivo articolo pubblicato da Il Sole 24 ore il ministro ha precisato che il suo obiettivo è assumere centomila giovani con una staffetta con gli anziani lavorando attraverso mirati incentivi statali e incentivi a chi stipula contratti con giovani.

Letta parla invece di un rifinanziamento dalla cassa integrazione senza specificare come avverrà, senza dare punti chiave guida su come recuperare il denaro rimandando tutto alla prossima riunione del consiglio dei ministri. Che avverrà dopo che il capo del dicastero dell’Economia torna dalla riunione dell’eurogruppo e dopo che lui stesso tornerà da una riunione in Polonia prevista dopodomani. Un piano tutto fumoso quindi quello del Governo Letta su cui c’è più di qualche dubbio sulla possibile realizzazione in cento giorni.

 

 

IMU: TUTTO RIMANDATO A DATA DA DESTINARSI

imu_letta_alfaoIl Governo Letta ha anche stabilito che il secondo punto sul quale bisogna lavorare consiste nel piano casa e il rilancio dell’edilizia. Un punto che non si può realizzare senza pensare alla grana dell’Imu che va risolta definitivamente (anche per non creare squilibri all’interno della maggioranza di governo ndr).

Anche qui però come per la cassa integrazione nel prossimo consiglio dei ministri si saprà come coprire il mancato gettito dato dalla sospensione della rata di giugno. Per ora resta invece lettera morta a cui non si sa come dare applicazione. Il terzo punto sta nella realizzazione dei primi due: rilanciare un’azione positiva del Governo. Irrealizzabile se non si realizzano gli altri e fumoso allo stesso punto.

 

FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI  E PORCELLUM: CAMBIARE SUBITO MA COME?

Tra i sottopunti del quarto che consiste nel cambiare alcune leggi costituzionali c’è anche la questione del finanziamento pubblico ai partiti. Come sostiene Letta “l’abolizione del finanziamento pubblico è legato all’applicazione dell’articolo 49 della Costituzione”.

Una riforma che già era stata pensata nei precedenti governi ma per la quale, al pari della legge elettorale, dovrà confrontarsi con l’opposizione e i presidenti delle Camere che a breve saranno informati dei risultati delle due giorni monastica del Governo.

L’altra di cui si parla è il cambio della legge elettorale che deve avvenire “come una cosa di non ritorno” nei primo cento giorni. Una riforma da realizzare presto perché secondo Letta “con questa legge elettorale non si può andare a votare”.

Occorre ora una rete di protezione– ha aggiunto Letta per la quale non ci sia la paura, se succedesse l’imponderabile, di andare a votare con questa legge – ha detto il presidente del Consiglio – Ecco perché abbiamo dato mandato al ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello di verificare quali margini vi siano fra le forze politiche per mettere in sicurezza subito” questa questione senza aspettare i mesi necessari per le riforme costituzionali”.

Quale sarà? Non è stato specificato come non è stato detto nemmeno come dovrebbe essere modificata. L’unica certezza è quella di eliminare il Porcellum e che la cosa è urgente perché tutti i partiti già sanno che il Governo avrà vita breve.

 

RIFORME COSTITUZIONALI: SPUNTA UNA NUOVA COMMISSIONE DI ESPERTI

Per cambiare le leggi costituzionali non bastano cento giorni di governo. E per tirar fuori una legge che ad esempio abolisca le province e istituisca la Camera delle Regioni bisogna cambiare la costituzione. Per farlo occorrono 4 riunioni delle camere in tre mesi e le riforme devono essere votate dai 2/3 del parlamento. Questa è la prassi ed Enrico Letta non fa finta di dimenticarla. Si nasconde però dietro di essa per giustificare il fatto che non potrà procedere subito.

Per cambiare tutto allora cosa bisogna fare? In primis costituire una consulta parlamentare formata dai membri di quelle di Camera e Senato di Affari Costituzionali e presiedute da Sisto e Finocchiaro (presidenti rispettivamente a Montecitorio e Palazzo Madama). Poi una commissione di esperti  esterni nominata dal Governo che deve lavorare per cento giorni su una bozza di riforme che verranno poi prese in esame dalla consulta.

Insomma una nuova versione dei dieci saggi nominati per indicare le linee che il Governo doveva applicare per risollevare il Paese. Ancora una volta un ricorso a dei tecnici che devono mischiare il loro lavoro con quello dei politici. I nomi? Anche quelli verranno stabiliti in un secondo momento magari dopo un’altra riunione del consiglio dei ministri.

E la riunione al monastero che sa tanto di un calumet della pace dopo che la componente berlusconiana si era presentata a Brescia per manifestare contro i giudici che avevano condannato Berlusconi. Non ci voleva certamente una due giorni di riunioni segrete che tanto sanno di Bilderberg o di Aspen Istitute per far partorire il topolino alla montagna.

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