Governo Letta Ko? Ecco lo scenario politico in vista delle probabili elezioni

Silvio Berlusconi ha parlato chiaro: senza la riforma della Giustizia il Governo può cadere. Ora su questa eventualità si fanno avanti due ipotesi: i favorevoli e i contrari. Tra forze interne ed esterne al parlamento. Che potrebbero far pensare ad eventuali scenari futuri qualora al Cavaliere non concedano le cose che chiede e decida di rompere la pacificazione sociale.  Se così fosse ci troveremo davanti a questo scenario politico: Pdl. Pd- Scelta Civica, Sel -Rifondazione Comunista- Idv – Azione Civile e infine il Movimento Cinque Stelle.

di Viviana Pizzi

Del partito democratico e della sua scelta di rispettare il lavoro dei giudici ma non esprimersi su Berlusconi abbiamo già parlato.

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Una posizione comoda che si pone al riparo di quell’elettorato che ancora crede che, al termine del governo Letta, il Pd si possa contrapporre al Pdl. E allo stesso tempo non mette il partito in una posizione nettamente antiberlusconiana limitandosi semplicemente a riconoscere il lavoro della magistratura

Chi invece dice apertamente quello che pensa e fa capire che la tenuta del Governo è più indispensabile dell’indignazione per un politico condannato per concussione e prostituzione minorile sono gli esponenti di Scelta Civica.

I montiani hanno chiesto a Berlusconi di non mollare e di rispettare gli impegni con il Paese.

Il coordinatore politico Andrea Olivero ha sostenuto: “: ”Non commentiamo una sentenza del resto già attesa. Ci limitiamo a fare un appello a Silvio Berlusconi e al Pdl affinché non confondano i piani politico e giudiziario e non trasferiscano questioni personali, per quanto rilevanti, sulle già complesse vicende del nostro Paese.

Benedetto Della Vedova, portavoce politico aggiunge: ”Mi auguro che l’impegno di Berlusconi a preservare l’esecutivo dalle conseguenze dei suoi processi sia stato responsabilmente assunto e sarà onorato dal leader del Pdl, anche dopo la condanna in primo grado di quest’oggi”.

Andrea Mazziotti, responsabile Giustizia: “La sentenza non mi sorprende e non credo sorprenda neppure Berlusconi. Non la commento perché non l’ho letta e comunque prima di giudicare bisogna aspettare che la sentenza sia definitiva. Ora sta a Berlusconi dimostrare che è davvero responsabile come dice dalle elezioni di febbraio e non farsi tentare da chi vorrebbe trascinarlo al voto”.

Come si porranno questi due partiti in caso chi vuole elezioni anticipate abbia la meglio? Potrebbero tentare una nuova alleanza dopo aver lavorato insieme prima all’interno del Governo tecnico targato Monti e successivamente nell’appoggio del Governo attuale.

Andranno anche con il Pdl abbandonando ogni contrapposizione? Questa ipotesi sarà difficile da verificarsi. Però vedere Scelta Civica schierarsi o con il Pd o con il Pdl avendo perso quella forza e quel carisma politico che aveva dopo essere nato sotto la stella favorevole del Governo Monti. Più probabile quella con il Pd per i motivi che andremo presto a vedere.

SEL: VENDOLA PACATAMENTE CHIEDE A BERLUSCONI DI DIMETTERSI. POTREBBE TROVARE NELLE FORZE EXTRAPARLAMENTARI DI SINISTRA NUOVI ALLEATI PER IPOTETICHE ELEZIONI

Tra coloro che hanno chiesto a Berlusconi di dimettersi c’è certamente il leader di Sel Nichi Vendola. Come vediamo qui lo ha fatto pacatamente egoverno_letta_ko_2 sottolineando di non volerlo sconfiggere con armi giudiziarie ma politiche.

Come sappiamo ormai da quando si è formato il governo Letta le nozze tra Sel e Pd sembrano finite con una bella separazione consensuale. Un rapporto che qualora il Pd perseveri con le alleanze montiane potrebbe finire per sempre. E allora cosa succederebbe se si andasse al voto presto causa pacificazione finita causa Berlusconi? Che Sel, non abituata a correre da sola, potrebbe ricercare quel dialogo con l’estrema sinistra spezzatosi durante l’ultima campagna elettorale prima del voto di febbraio.

Tra coloro che sono disposti a dialogare potrebbe trovare Azione Civile di Antonio Ingroia. Che terminata l’esperienza con la Rivoluzione Civile ha ricominciato la sua esperienza politica. In Comune hanno non soltanto le battaglie referendarie sulla questione lavoro ma anche il pensiero su Silvio Berlusconi. L’ex magistrato ieri non ha fatto un commento ufficiale. Ma vale quello che ha detto a proposito della condanna in appello per il processo Mediaset.

Non sono tra coloro che fanno il tifo perché ci sia un’uscita di scena giudiziaria dalla politica del cavaliere – disse Ingroia l’otto maggio – sono convinto che i provvedimenti della sua parte politica, spesso influenzati dalle sue esigenze, siano stati una sciagura per il Paese, ma voglio tenere distinti i due piani. Secondo la legge italiana devono essere due le condizioni contemporanee che sono da ostacolo alla partecipazione alla vita politica e istituzionale del Paese. La prima è essere bocciati dagli elettori, la seconda è commettere reati che prevedono l’interdizione dai pubblici uffici. Non esiste una soluzione meno dignitosa dell’altra. Per governare, ma anche solo per fare politica nelle istituzioni si deve essere eletti e si deve essere integerrimi. Le due condizioni sono indissolubilmente legate”.

Con loro ci potrebbe essere anche Rifondazione Comunista di Paolo Ferrero che su Berlusconi ha detto: “Saluto positivamente la sentenza di condanna a Berlusconi. Nonostante la corruzione e i depistaggi, ogni tanto anche in Italia la giustizia colpisce anche i potenti. Ma il Pd non ha nessun imbarazzo a stare in maggioranza con un figuro come Berlusconi?

Piena solidarietá ai magistrati di Milano che a causa del loro lavoro saranno attaccati da tutti gli amici di Berlusconi, a destra e non solo”. 

E l’Idv ora alle prese con il congresso di fine settimana che ne ridisegnerà la geografia politica come si pone? Come ha sempre fatto nei confronti di Berlusconi con Antonio Di Pietro, ancora segretario dimissionario fino a nuove elezioni, il quale sostiene che il Cavaliere deve rimanere fuori dallo scenario politico.

“Condannato dalla giustizia assolto dalla politica” è questa la dichiarazione che campeggia sul suo sito.

Tra il silenzio complice del Pd, che risponde alla parola d’ordine “pacificazione” – ha poi aggiunto – e l’aggressione dei media nei confronti dei magistrati il cerchio si chiude. Ed è chiaro che la prossima mossa sarà la solita norma ad personam per salvare quest’individuo dai suoi guai giudiziari. In un Paese normale, dopo la sentenza di ieri, Berlusconi si sarebbe dimesso o sarebbe stato costretto a dimettersi. Ma siamo in Italia, quel Paese dove la corruzione, le mafie e l’evasione sono i cardini dell’economia, dove il Pd tace solo perché vuole mantenere le poltrone di Governo, dove ieri sera il servizio pubblico radiotelevisivo, pagato dai cittadini, si è sostituito all’Aula del Tribunale per processare i giudici di Milano, rei di aver fatto fino in fondo il loro dovere senza guardare in faccia nessuno”.

La sua posizione è certo più vicina a quella di Ferrero e meno a quelle di Ingroia e Vendola. Poi sarà il congresso che inizia venerdì e termina domenica a dire l’ultima parola sul posizionamento dell’Idv nel panorama politico nazionale.

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E Il Movimento Cinque Stelle? Su Berlusconi i pentastellati sono altrettanto categorici ma per pensare a un’alleanza con le altre forze politiche simili di vedute dovrebbero essere superati altri scogli dovuto al fatto che Beppe Grillo ha sempre parlato chiaro: andiamo da soli.

Certo parlare di alleanze elettorali ora è prestissimo soprattutto perché Berlusconi potrebbe anche non mollare la presa e non togliere al Governo Letta il proprio sostegno. Però lo scenario potrebbe essere questo: Pdl e centrodestra da un lato, Pd e Scelta Civica al centro, Sel Idv Rifondazione e Azione Civile a sinistra e il Movimento Cinque Stelle da indipendente. Con una coalizione in meno rispetto a febbraio.

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