Gli italiani, più intelligentemente, inventarono la mafia

Mi piace sentirmi cittadina del mondo, più che sentirmi una italiota , non sono buonista, non mi piacciono parole quali tolleranza, misericordia, carità perché significano pena e senso di superiorità e invece mi piacerebbe sempre parlare in termini di uguaglianza assoluta. Della storia trucida che abbiamo studiato a scuola ricordiamo solo il dato statistico e le eventuali vittorie che somigliano quasi alle partite di calcio, perché nelle battaglie i morti sono numeri e non uomini, donne e bambini.

di Donatella Petrino

il_padrinoDurante la mia adolescenza è gioventù per “fortuna” la guerra era quella fredda …..ma ai nostri figli gli dobbiamo spiegare perché quei bambini flagellati che vedono in TV  non sono paffuti, viziati e coccolati come loro e ce ne usciamo sempre con la retorica dei bambini poveri e sfortunati come da manuale dell’azione cattolica, tanto sono lontani e entrano nelle nostre case solo attraverso la televisione, quando invece la massa umana povera e diseredata ci entra fisicamente nei nostri territori,  la smettiamo di commuoverci e tiriamo fuori tutta la becera umanità della protezione dei nostri averi , perché la povertà è una minaccia per i nostri privilegi e ci mette in uno stato di allerta generale e, quindi, anche se abbiamo predicato bene… ora razzoliamo malissimo e ci trinceriamo dietro ogni ideologia che giustifichi le nostre paure ed espelli senza anestesia questo cancro con metastasi che si chiama IMMIGRAZIONE.

Questi brutti, sporchi e cattivi non li vuole nessuno, c’è chi si augura che muoiano in mare, così il problema è eliminato alla radice e tronfi della nostra pancia piena non abbiamo più la consapevolezza di quanta responsabilità i cosiddetti paesi civili hanno avuto e continuano ad avere nei confronti di questa gente. Ci siamo giustificati per le nostre missioni di pace per portare la democrazia dove c’erano i governi carnefici non nostri amici, ma abbiamo mantenuto sui loro troni, tutti i sovrani che invece massacravano la popolazione e facevano affari d’oro con l’occidente. Che i popoli abbiano avuto da soli la consapevolezza e l’ardire di ribellarsi non ci è piaciuto per niente, perchè ora che si è compiuta la nemesi il problema è nostro e le certezze di superiorità e benessere basate sull’esproprio delle risorse e addirittura anche dei territori ai popoli poveri, ci inducono alla sindrome del beduino che ci vede uniti tutti contro l’esodo selvaggio.

Che tristezza vedere il popolo italiano così solidale con i  ricchi prepotenti che ci hanno espropriato di ogni idea e di ogni dignità umana per arricchirsi fino all’inverosimile, solo perché ci danno l’illusione di poter somigliare a loro nelle nefandezze e nell’arricchimento indebito e  invece condannare e volere addirittura la morte di uomini, donne e bambini, che dovrebbero invece ricordarci i nostri padri e i nostri nonni quando scappavano dalla miseria in cerca di un futuro migliore, perché vuoi o non vuoi siamo tutti, ma proprio tutti, figli di emigranti e siamo altresì tutti genitori di figli migranti, perché i nostri figli super laureati e super “masterizzati”,  devono andare via dall’ Italia se vogliono lavorare e come ci dispiacerebbe se venissero trattati alla stregua dei migranti che invece approdano da noi.

Ma che c’entra noi andiamo a lavorare, noi siamo brava gente ……!!!! Questa è la frase tormento che mi sento ripetere continuamente e allora perché non concludere scherzosamente riportando testuale la frase del simpatico Rocco Papaleo….razzista ravveduto nel film “Nessuno mi puo’giudicare”: “I negri che andarono in America  si misero a fare gli schiavi”, mentre gli italiani più intelligentemente inventarono la mafia” !!!!!

 

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