GIORNALISTI/ Facci e il preservativo sulla penna

Quelli che… quando passano fischia tutta la città.

Tra invettive, difese, ingiurie e dichiarazioni ci si perde nei meandri dell’informazione. A far da padrone nell’ultima settimana è la posizione dei giornali vicini alla destra, che tra un adeguamento e una presa di posizione sembra quasi perdere di vista il suo scopo principale: difendere il padrone, offendere l’avversario.

facciPaese strano l’Italia. Il governo Berlusconi è in bilico per il bunga bunga. La monnezza a Terzigno è incontenibile e appare come la metafora della posizione del premier: “Come la monnezza rimane al suo posto, Berlusconi rimane al suo (nel caso delle sue dimissioni però, non c’è stata nessuna promessa). Periodo burrascoso questo per la vita privata del Cav. e la vita pubblica italiana (vedi opinioni all’estero), che tra un giro di escort, uno spinello sul jet presidenziale vede la propria immagine trasformarsi in un dramma satiresco (magari).

La battaglia sui giornali s’inasprisce. Tra invettive, difese, ingiurie e dichiarazioni ci si perde nei meandri dell’informazione. A far da padrone nell’ultima settimana è la posizione dei giornali vicini alla destra, che tra un adeguamento e una presa di posizione sembra quasi perdere di vista il suo scopo principale: difendere il padrone, offendere l’avversario.

Nel “caldo” finale ottobrino i giornali dei berluscones si trovavano di fronte l’indifendibile, eppure, tutt’ad un tratto quelli che all’apparenza appaiono come i più sessualmente distratti riscoprono una voluttà inaspettata, un’ondata di virilità celata dietro il cerone giornalistico. Il direttore di Libero Maurizio Belpietro in alcuni editoriali sembrava scrivesse con un’erezione sotto la scrivania, neanche fosse lui il “bungatore” di Ruby. Filippo Facci, nel suo appunto, invitava più volte i sinistroidi a preferire le donne (minorenni) agli editoriali di Scalfari ecc. Mario Giordano aveva acquisito un colorito rossastro colorando il suo pallido viso bianco paradiso. Poi c’era una donna, una donna in gamba. Maria Giovanna Maglie, persino lei ha difeso il Cav. assecondando quello che molti chiamano “favoreggiamento alla prostituzione”. Da una donna uno non se lo aspetta, ma su Libero, di certo non un nome a caso, questo può succedere.

Come è successo quello che davvero non ti aspetti, più di un Mario Giordano ingrifato: Filippo Facci nel suo appunto toglie il preservativo dalla penna e dichiara: «Non si può passar la vita a difendere il privato di Berlusconi se poi Berlusconi non fa niente per difendere dal suo privato noi, cittadini o giornalisti che perdiamo intere stagioni a discutere delle sue mutande: e questo solo perché lui ha sottovalutato dei rischi o perché deve affermare qualche principio […]».  Una persona (di sinistra, ma anche di destra o soprattutto di destra) abituata a svegliarsi e trovare le solite “opinioni” sui soliti giornali, si ritrova un  bel giorno un“appunto” di questa portata ed esclama: Ahhhhhhh, cosaaaa staaa succedendoooooo. Il noto giornalista prosegue: «Se dietro Berlusconi non c’è un partito (e qui una persona normale comincia a pensare che è pazzo o che forse si è offeso per la battuta sui gay) ma c’è solo lui, oltre a una serie di soldatini imbarazzanti, la colpa forse è addirittura sua». Aiuto, Aiuto.

E qui è d’obbligo una battuta scontata: Filippo, ma ci facci il piacere.

 

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