GIOCHI&SCOMMESSE/ Gli effetti della crisi: è boom di giocate in Molise, + 43%

Il boom delle scommesse non è mai un valore positivo, di solito si lega ad un aumento della povertà diffusa – dato riscontrato nel Rapporto Quars 2010 è indice di un malcontento che sfoga la sua frustrazione nella voglia di sbarcare il lunario. Scommesse in aumento = Paese in crisi? Se calano i consumi, diminuiscono i salari, aumenta l’inflazione e quindi il costo della vita, l’accanimento fiscale si fa insopportabile, com’è possibile che ci sia questo boom di scommesse?

Senza considerare l’enorme fetta di denaro che olia i circuiti delle scommesse illegali, settore che – secondo dati Eurispes – ha raggiunto nel 2010 i 23 Miliardi di €. Bisognerebbe riflettere sul bisogno impellente di giocare e vincere, bisognerebbe leggere il dato del boom molisano con occhio critico, senza farsi ingannare dai numeri…

 

scommesse“La passione per le scommesse nel 2010 e’ cresciuta in quasi tutte le regioni. Le uniche a registrare un saldo negativo sono state l’Emilia Romagna (-0,6 per cento, con giocate per 209,2 milioni), la Sicilia (-0,3 per cento, 254,3 milioni), e la Valle d’Aosta che perde piu’ di tutte (-3,6 per cento, 2,3 milioni). La maggiore crescita si e’ registrata in Molise (+43,3 per cento, anche se il valore assoluto e’ tra i piu’ bassi, 12,3 milioni circa). Ottime crescite anche per Friuli Venezia Giulia (+27,8 per cento, 30,6 milioni) e Trentino Alto Adige (+20,2 per cento, 32,2 milioni).

Balzo a due cifre anche per Calabria (11,1 per cento, 79,7 milioni), Campania (11,7 per cento, 609 milioni), Liguria (10,4 per cento 65,1 milioni), Lombardia (18,2 per cento, oltre 385 milioni), Toscana (+16 per cento circa, 197,4 milioni) e Veneto (13,4 per cento, 117,7 milioni). In termini assoluti, la Campania si conferma la regione dove si scommette maggiormente, la Lombardia invece scalza dalla seconda posizione il Lazio. Il gioco a distanza infine e’ cresciuto del 10,7 per cento, e ha raggiunto il miliardo e 353 milioni, nel 2010 ha rappresentato quindi il 30,8 per cento del comparto (nel 2009 era al 30,3 per cento).”

Tatto da Agicos


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