GENOVA OGGI/ Lutto cittadino per la città inghiottita dal fango

di Gi Lo

Alla fine è arrivata l’ora del lutto. Le scuole chiuse, la bandiera a mezz’asta, a mezzogiorno in punto un minuto di silenzio in ricordo delle vittime, e in una chiesa nel quartiere di Marassi, questa mattina alle 10, il primo funerale.

È Angela Chiaramonte, la madre che si era rifugiata all’interno di un portone con suo figlio per ripararsi dalla furia delgenova_alluvione_4_ott_2010Feraggiano esondato. Nello stesso maledetto portone in cui è morta un’altra madre con le sue due bambine. Angela suo figlio, che si è aggrappato ad un tronco offertogli da un abitante dello stabile, è riuscita appena a salvarlo prima di essere travolta dalla corrente di acqua e fango che l’ha annegata in uno scantinato. Lunghi applausi alla madre che è morta per salvare suo figlio. Fuori dalla chiesa però, Genova è ancora invasa dal fango.

Un esercito di volontari sta ancora lottando, nonostante l’allerta estesa alle 18 di oggi, per liberare dalla melma e dalla terra il capoluogo ligure sommerso. Si dice che ieri fossero 20000 gli “angeli del fango”, cittadini genovesi e non, pensionati e ragazzini, camalli del porto, operai cassintegrati di Fincantieri, boyscout, ultras di Genoa e Samp, dei giocatori di rugby, anche un nazionale. Talmente tante persone che molte di loro sono state allontanate perché d’intralcio ai lavori. Il comune ha fatto sapere che i volontari per il momento sono sufficienti a gestire l’emergenza. Chi si è reso disponibile sarà richiamato in caso di bisogno.

Intanto il sindaco Marta Vincenzi, che nel corso della sua visita nelle zone più colpite, la mattina subito dopo la tragedia, era stato letteralmente maledetto dai suoi cittadini, pare essere intenzionata a rimanere ben salda al suo posto nonostante le polemiche, e soprattutto nonostante gli insulti da parte di quelli che la città la stanno ripulendo con la pala in mano ed il fango alle ginocchia. E’ vero che non bisogna fare del sindaco un capro espiatorio di tutti i mali, come ha suggerito il segratario del PD Bersani, ma è vero che un sindaco deve saper prendere delle decisioni e assumersi delle responsabilità. Ed è vero che se avesse semplicemente chiuso le scuole, visto l’allarme della protezione civile, i sei morti di Genova non ci sarebbero stati, e non c’è richiamo allo tsunami che tenga.

Domani i funerali di Serena Costa, e di Evelina Pietranera, in forma privata. Sono state rimpatriate in Albania le salme della mamma Shpresa Djala e le sue figlie Gianissa e Gioia.

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