GAY PRIDE 2012/ Dedicato a Marcella Di Folco, l’attrice felliniana nata uomo

L’attrice felliniana nata uomo è stata la prima trans a ottenere una carica pubblica in Italia. Il Gay Pride 2012 non avrà una madrina o un padrino ma sarà dedicata alla valorizzazione della famiglia omosessuale rispetto a quella etero già ampiamente riconosciuta. Il che assume un valore importantissimo, soprattutto in un momento in cui vescovi e politici come Scilipoti e Giovanardi dicono che essere gay significa essere “diversi”.

di Viviana Pizzi

marcelladifolcoIn un anno difficile per gli omosessuali, in Italia il Gay Pride 2012 di Bologna, in programma il 6 giugno, non avrà un padrino o una madrina. Dopo il silenzio di Gianni Morandi, che aveva dichiarato apertura verso gli omosessuali durante Sanremo 2012, la macchina organizzativa ha deciso di non accostare la propria immagine a una starlet, stabilendo invece di dedicare la manifestazione a Marcella Di Folco, storica attivista trans che ha segnato le lotte dell’Emilia Romagna, scomparsa  tragicamente a Bologna nel 2010. E’ stata una delle protagoniste del cinema di Federico Fellini negli anni ’70.

Per nascita appartenente al sesso maschile, nel 1987 si sottopone all’operazione di riattribuzione chirurgica del sesso. Nel 1988 diventa Presidente del Movimento Identità Transessuale. Nella politica nazionale è stata più volte candidata alle elezioni parlamentari ed è stata consigliere comunale alle politiche sociali di Bologna dal 1995 al 1999, prima trans eletta ad una carica pubblica al mondo.

Dagli organizzatori un solo grido: “Punteremo sulla rivendicazione delle nostre famiglie”, in un anno dove la Chiesa cattolica e i suoi rappresentanti più fervidi invitano i genitori degli omosessuali a farli curare.

Non ci interessano più madrine e padrini – hanno dichiarato gli organizzatori – ma vogliamo puntare sulla rivendicazione delle nostre famiglie. Non a caso sarà un trenino con bambini, delle associazioni ‘Famiglie arcobaleno’ e ‘Agedo’, ad aprire il corteo”.

La manifestazione prenderà il via da porta Saragozza, luogo fortemente simbolico, non solo perché all’interno di una delle mura cittadine Arcigay ha ottenuto la sua prima sede nel 1982 (primo caso in Italia di struttura assegnata da un Comune; 10 anni fa il trasferimento nell’attuale Salara), ma anche perché a Porta Saragozza oggi c’é il museo della Beata Vergine di San Luca, faro per i credenti bolognesi.

 Nessun dettaglio, invece, sul resto del percorso della parata che comunque attraverserà il centro: “non è ancora definito ma di certo i carri non passeranno nella zona T ma arriveranno a piazza Maggiore”.

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