GAETANO FERRIERI/ È solo un grande bluff la storiella del Robin Hood moderno?

Starebbero venendo a galla tutte le magagne che il consulente immobiliare Gaetano Ferrieri avrebbe commesso durante gli 11 mesi di presidio ad oltranza in piazza Montecitorio a Roma. L’uomo che diceva di protestare contro i privilegi della casta in realtà avrebbe messo in scena una farsa: lo sciopero della fame non sarebbe durato da giugno dello scorso anno, per molti mesi non avrebbe dormito nel gazebo e soprattutto, di fronte alla richiesta esplicita di rendere pubblici i movimenti dei soldi che riceveva come donazioni su PostePay, Gaetano avrebbe risposto con un silenzio che non giova alla sua tanto diffusa “politica della trasparenza”. E stavolta a parlare sono alcuni dei suoi (ex) fedelissimi …

di Maria Cristina Giovannitti

gaetano_ferrieri_youreporterParla l’entourage di Gaetano Ferrieri e stavolta quei dubbi che aleggiavano intorno a questo Robin Hood dei tempi moderni si potrebbero trasformare in certezze. Il 1maggio 2012 è calato il sipario sul presidio ad oltranza cominciato 11 mesi fa dal Ferrieri, insieme ad alcune persone comuni che lo sostenevano, e ufficialmente il consulente veneto ha smesso anche lo sciopero della fame, cominciato il 4 giugno dello scorso anno. In realtà ufficiosamente questo digiuno volontario sarebbe finito da tempo, secondo quanto ci è stato riferito da persone a lui vicine e Gaetano, che a noi ha dichiarato di assumere integratori a base di alghe e proteine e di bere comunque caffè, avrebbe sempre mangiato – “eppure parecchio” –, come per esempio tramezzini al bar.

Sembravano voci volte a screditare un personaggio scomodo ma questa volta a parlare sono alcuni dei suoi (ex) sostenitori, quelli che hanno condiviso con lui i motivi della protesta e che hanno vissuto per giorni, fianco a fianco, con l’indignato del Presidio. Ora a quanto pare gli indignati sono loro.

Primo punto oscuro: Gaetano Ferrieri per affrontare le piccole spese durante tutti questi mesi ha chiesto aiuto ai cittadini attraverso delle donazioni da inviare su un conto PostePay. Ha dichiarato di usare queste modiche cifre (50/100 euro massimo) per far fronte ad esigenze primarie come visite mediche fondamentali, visto che è cardiopatico, pagare la pennetta internet per rimanere in contatto con il popolo e comprare gli integratori. “Nulla di più falso”, affermano quelli che sono stati con lui.

Questi famosi integratori non sono mai stati visti e l’unica medicina che assume quotidianamente è la cardioaspirina, che al massimo costa 1euro e 20 e dura 20 giorni. Inoltre neanche le ricevute delle visite private a cui il Ferrieri diceva di sottoporsi sono state viste dai suoi. Ma il vero punto di discordia tra il Ferrieri e le persone che lo supportavano è stato quando questi ultimi gli hanno chiesto, per trasparenza e correttezza verso i cittadini, di pubblicare l’estratto conto della PostePay, documentare i movimenti in denaro dal giugno 2011 e devolvere il denaro rimasto alla fine del Presidio a qualche associazione senza scopo di lucro.

Ad oggi il Ferrieri non ha pubblicato nessuno dei movimenti che ha svolto con il denaro dei cittadini e già solo il silenzio, per i suoi ex sostenitori, è una conferma di qualche anomalia nella gestione del denaro.

Secondo punto oscuro: la tanto professata democrazia si sarebbe rivelata come una dittatura all’interno del suo gruppo. Molti parlano di un atteggiamento dispotico, di un uomo dittatoriale ed egocentrico, che se contraddetto elimina, banna, oscura e blocca i suoi contatti su Facebook. Una censura a tutti gli effetti ed una dittatura che è stata assecondata dai suoi sostenitori, “per rispetto – dicono – perché lui era lì da 11 mesi mentre gli altri arrivavano a blocchi ed erano delle presenze altalenanti. Ogni volta che qualcuno proponeva qualche unione lui diceva no ed era una cosa che dava fastidio a molti”.

Terzo punto oscuro: il Presidio che lui ha tanto sostenuto con convinzione dicendo di essersi piantato lì giorno e notte allontanandosi solo per andare nelle toilette pubbliche o per lavarsi in hotel che offrivano ospitalità, vengono smentite da persone che gli sono state vicine. Sembrerebbe che per circa 150- 200 notti ( 5 o 6 mesi più o meno) non abbia dormito nel gazebo davanti al Parlamento ma bensì a casa di un’amica romana. Ci sarebbe un suo fedele sostenitore che dice, invece, di aver dormito per ben due mesi con Gaetano mentre secondo altri ci sarebbe la certezza che Gaetano, per lunghi periodi, abbia dormito lontano dalla piazza.

Comunque si parla di suoi allontanamenti dal gazebo di solito intorno alle ore 22.30 / 23.00, dopo essere stato nella solita pensione per fare la doccia, andando in giro per le zone di Roma. Questi suoi spostamenti avevano cominciato ad insidiare dei dubbi soprattutto perché diceva di sentirsi minacciato di morte e poi, senza timori, si allontanava di sera.

Insomma stando a quanto ci dicono queste persone bene informate sui fatti, il Ferrieri con i soldi che arrivavano sulle PostePay, non solo non sarebbe andato a fare visite mediche ma li avrebbe usati per ricariche telefoniche, stando ore al telefono, comprandosi da mangiare, i giornali e pure le sigarette, altra anomalia per un uomo che da mesi sta in sciopero per la fame.

Avrebbe mentito su tante, troppe cose, Gaetano Ferrieri come per esempio sulla storia dell’infarto causato da uno scontro diretto con la Polizia e documentato da un video su Youtube, per molti una messa in scena anche perché non è stato in ospedale ma è stato solo portato via dalla DIGOS e dopo un’ora di nuovo lì in piazza Montecitorio.

Il 30 aprile 2012 c’è stata una cena di “fine sciopero” con una decina di membri del suo gruppo. Alcuni erano anche preoccupati che mangiando tutto di fretta e tanto, dopo 11 mesi di digiuno (non totale ma pur sempre digiuno), Gaetano si potesse sentir male. Invece: antipasto, pastasciutta e bistecca mangiati tutti davanti a testimoni e senza nessuna difficoltà sotto gli occhi stupiti dei suoi compagni. Ma la domanda che resta è: che fine hanno fatto i soldi dei cittadini donati a Gaetano? Come sono stati usati? Perché non pubblicarli visto che la sua è stata una “lotta per i cittadini italiani”? Queste sono le risposte che aspettano i suoi (ex) sostenitori … e i cittadini italiani.

Intanto il Ferrieri sulla sua pagina di Facebook annuncia che il 1 giugno 212 sarà in piazza Montecitorio pronto a quello che lui stesso preannuncia come un “rogo in piazza”.

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