FREDIANO MANZI/ Minacciato e isolato: quando lo Stato ti uccide prima della Mafia

di Carlo Flai

Frediano Manzi è uno dei nostri bloggers. Presidente dell’Associazione Sos Racket e Usura, nel blog “Cose di Cosa Nostra” porta avanti la sua battaglia di legalità, denunciando, anche con uno sciopero della fame ancora in atto, che “l’omertà delle vittime di usura ed estorsione è colpa soprattutto dello Stato“. “Questa mattina tra le 7,00 e le 8,00 sono stati rinvenuti quattro biglietti con minacce di morte nei suoi confronti (…) I biglietti sono stati trovati all’interno delle attività di proprietà della sua famiglia ed ossia: presso il negozio di fiori a Garbagnate Milanese, presso il chiosco di fiori dinanzi al cimitero a Garbagnate Milanese, presso il chiosco di fiori dinanzi il cimitero di Cesate ed infine presso il negozio di fiori sito in Solaro. Inoltre questa notte, e per la quinta volta consecutiva, sconosciuti hanno telefonato presso le utenze cellulari in uso a Manzi proferendo ancora minacce di morte. L’accento era di provenienza meridionale.” E fino ad ora le Forze dell’Ordine, informate di quanto accaduto, non hanno ritenuto opportuno muovere un dito…

manzi_minacciato_e_isolatoSecondo Manzi è chiaro che “se lo Stato vuole liberarsi di me basta dire chiaro e tondo che ho rotto i coglioni con le mie denunce, ho fatto arrestare l’ex Presidente del Comitato Nazionale Anti Racket, Carlo Ferrigno, uomo legato ai servizi segreti, ho portato alla luce lo scandalo dell’Annonaria (39 vigili arrestati), ho messo in crisi un Sistema intero, non posso certo aspettarmi che mi proteggano.”

Gli hanno tolto la tutela, non ha una scorta, riceve minacce continue. Sente un pericolo costante crescere attorno alla sua famiglia. Da tempo il nord Italia è divenuto terra di mafia e Manzi ha sempre provato a mettersi di traverso, rappresentando un avamposto territoriale contro l’avanzata del crimine organizzato

Certo, una parte della società civile e delle istituzioni si professa dalla sua parte (a proposito: quali istituzioni?) ma sappiamo tutti che se vogliono colpirlo, se vogliono ammazzarlo, se i criminali che oggigiorno spadroneggiano a Milano e dintorni vogliono liberarsene una volta e per sempre, non basta avere una pagina Facebook seguita, un sito e qualche amico che ti aiuta. No di certo. 

L’alibi che viene utilizzato, la scusa che tanti adoperano per isolare Manzi riguarda il suo “avvicinamento” a Forza Nuova, l’unico partito (ammesso che sia un partito) ad interessarsi alle sue battaglie. Per interesse? Per visibilità? Per smuovere le acque? Poco importa. La sostanza è che negli ultimi venti anni gli appelli di Manzi alla sinistra, alla “sua” sinistra, sono caduti nel vuoto. E all’ennessimo appello, cui nessuno ha risposto, ecco spuntare Forza Nuova che gli dice:”Ok, ti aiutiamo noi.”

C’è una considerazione storica da fare: l’antimafia è stata spesso prerogativa di destra, da Mussolini a Borsellino (che non era fascista, ma votava a destra). Non è questione di ideologia o di riabilitazione storica, non stiamo parlando di quanto bravi siano quelli di Forza Nuova (che bravi non sono, sia chiaro!) ma di quanto solo sia rimasto un uomo di fronte alle proprie denunce. 

E più passano i giorni più si avvicina l’ora della sua morte.

Nonostante la storia di Manzi si riveli, in alcuni passaggi, controversa, nonostante abbia accettato l’aiuto politico di Forza Nuova, nonostante sia una persona che attacca a testa bassa, a volte forse perdendo di lucidità, la domanda che ci facciamo – e che giriamo alle istituzioni – è: vogliamo lasciarlo morire? Vogliamo farne un martire dell’Antimafia in Lombardia? 

O, piuttosto, vogliamo prendere atto della veridicità delle sue denunce e proteggere un uomo che si sforza, anche con perdonabili errori, di essere un esempio per i propri figli?

Questo il comunicato integrale dell’Associazione Sos Racket e Usura dopo l’ennesima intimidazione subita dal suo Presidente.

“Questa mattina tra le 7,00 e le 8,00 sono stati rinvenuti  4 biglietti con minacce di morte nei confronti del Presidente dell’Associazione “Sos Racket e Usura” Frediano Manzi.  I biglietti sono stati trovati all’interno delle attività di proprietà della sua famiglia ed ossia: presso il negozio di fiori a Garbagnate Milanese, presso il chiosco di fiori dinanzi al cimitero  a Garbagnate Milanese, presso il chiosco di fiori dinanzi il cimitero di Cesate ed infine presso il negozio di fiori sito in Solaro.

Inoltre  questa notte, e per la quinta volta consecutiva, sconosciuti hanno telefonato presso le utenze cellulari in uso a Frediano Manzi proferendo ancora minacce di morte. L’accento era di provenienza meridionale.

Alle 8.00 di questa mattina ovviamente sono state informate le Forze dell’Ordine di quanto accaduto e sino a questo momento nessuno si è presentato presso le nostre attività.  Ecco per quale motivo l’Associazione Sos Racket e Usura ritiene anche questa volta di non sporgere denuncia visto il totale menefreghismo e l’inefficienza nell’intervenire tempestivamente dopo tali gravi segnalazioni, quanto meno per acquisire la documentazione.

Vorrei ricordare inoltre che a Frediano Manzi il 21 dicembre 2011 è stata revocata una tutela, scoprendolo esclusivamente perché i dipendenti delle sue attività gli hanno segnalato che non c’era più il passaggio delle Forze dell’Ordine. il 24 dicembre 2011 abbiamo avuto conferma, tramite la telefonata che noi abbiamo dovuto fare al Comando dei Carabinieri di Legnano,  che effettivamente la tutela farsa gli era stata revocata, e ad oggi non abbiamo ancora avuto comunicazione scritta ed istituzionale di tutto ciò.

Il 25 dicembre 2011 l’Associazione Sos Racket e Usura viene a conoscenza che due emissari del boss del locale della ‘Ndrangheta Vincenzo Mandalari, condannato a 14 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso, mandano un chiaro ed inequivocabile messaggio: Giulio Cavalli, Consigliere Regionale Sel, Frediano Manzi, e un’altra persona verranno ammazzate. Nessuno, né delle Forze dell’Ordine, né delle Istituzioni hanno ritenuto opportuno comunicare questo gravissimo episodio.

Tutto ciò che sta accadendo oramai è diventata una farsa, indegna di un paese civile, dove le Istituzioni decidono dietro pressioni politiche chi merita di avere scorte e tutele e chi invece viene lasciato al totale sbando.

Di tutto ciò se ne  assumeranno la totale responsabilità.”

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