FISCO/ Imu, redditometro, tasse, patrimoniale: ecco le posizioni dei 5 candidati a confronto

Le tasse che ricadono su milioni di italiani sono oramai un cavallo di battaglia dei cinque principali candidati premier, all’alba della Terza Repubblica. Ed è proprio dalla questione fisco, forse la più delicata, sicuramente quella che interessa più da vicino e in maniera più diretta le tasche degli italiani, che decidiamo di partire nel nostro viaggio di confronto tra i cinque: per ogni tematica sviluppata andremo a spulciare, da vicino e in profondità, quello che Berlusconi, Bersani, Grillo, Ingroia e Monti – in rigoroso ordine alfabetico – propongono agli elettori.

 

di Viviana Pizzi

fisco_elezioni_2013_5_candidati_a_confrontoA sentirli parlare sembrano tutti d’accordo sulla riduzione della tassa e sull’eliminazione su quella sulla prima abitazione. Salvo poi dimenticarsi (il riferimento è a Berlusconi, Bersani e Monti) che sono stati proprio loro durante il governo tecnico, a introdurre la tassa e applicarla anche su chi ha un’abitazione sola. Magari ereditandola dai genitori e non avendo uno stipendio utile per poter pagare la tassa.

Le elezioni sono alle porte e tutti e cinque i candidati premier, nei loro programmi, hanno inserito questa voce e come fare per renderla accessibile ai cittadini. Peccato che in alcuni casi si potrebbe trattare di pura e semplice campagna elettorale.

 

MONTI E LA MANOVRA DA 130 MILIONI DI EURO

Partiamo da chi ne ha nei fatti garantito l’entrata in vigore sperando di recuperare denaro utile all’estinzione del debito pubblico. Sulle tasse parte dall’Imu e ora, a un mese dalle elezioni, non parla di eliminare la tassa dalla prima casa e ci mancherebbe. Farlo significherebbe disorientare i cittadini che, nonostante le lacrime e il sangue, hanno creduto nelle sue riforme.

Monti però, tornando lo stesso sui suoi passi, parla di aumentare la detrazione sulla prima casa da 200 a 400 euro per arrivare a un raddoppio delle detrazioni per i figli a carico da 100 a 200 euro. Il costo dell’operazione è stimato in 2,5 miliardi di euro da coprire con il contenimento della spesa corrente primaria.

Sull’Irap si parla invece di eliminare il calcolo dalla base imponibile del costo del lavoro. È una manovra da 11,5 miliardi di euro. Monti stesso vuole ridurre anche le aliquote Irpef  sui redditi medio bassi aumentando le detrazioni sui carichi familiari e riducendo quelle sui redditi più bassi. Con un costo 15 miliardi e mezzo di euro. Dove trovare i soldi? Il professore dice di voler congelare la spesa corrente al netto degli interessi. Non si sa se si potranno recuperare trenta miliardi. Per quanto riguarda il redditometro così come applicato Monti è convinto che vadano applicati dei correttivi soprattutto sui parametri applicati. Una specie di riparazione di quanto messo in campo nei mesi scorsi che convince davvero poco gli elettori.

E allora a  cosa serve? Ad attrarre elettori sul suo cammino per accontentare il Bilderberg e riuscire a garantire al congresso dei 130 potenti al mondo il sostegno dell’Italia alle banche come hanno chiesto nella riunione di Roma del novembre 2012.


BERLUSCONI E LA TASSAZIONE DI GIOCHI E TABACCHI

Silvio Berlusconi, memore della campagna elettorale del 2006, risponde da par suo e annuncia tagli alle tasse a più non posso. Partendo dall’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Per farlo però deve reperire immediatamente quattro miliardi di euro altrove. L’idea del Cavaliere  è quella di tassare gli immobili di lusso e di aumentare tasse sui cosiddetti vizi: sigarette, alcol e giochi. Cose di cui una persona indigente potrebbe fare anche a meno secondo la sua teoria. Più care anche le tasse di imbarco aeroportuale.

L’obiettivo del Pdl è quello di ridurre la pressione fiscale dal 44% al 40%. Berlusconi ha promesso anche l’eliminazione dell’Irap alle imprese prefiggendosi di approdare a due aliquote 23% con redditi fino a 43mila euro e 33% per chi va oltre questo importo. I berlusconiani pensano che sia possibile anche eliminare l’Iva dell’1%. Le favole di Pinocchio inapplicabili non finiscono qui perché Berlusconi parla di non applicare a nessuno la tassa patrimoniale.

Oltre all’applicazione della maggiorazione delle tasse sui beni di lusso Berlusconi ha anche  sottolineato che si potrebbe arginare il debito pubblico creando una società avente come patrimonio beni dello Stato capaci di emettere obbligazioni recuperando così 15 o 20 miliardi di euro.

E il redditometro? I pidiellini ne danno una soluzione massimalista: Berlusconi l’ha disconosciuto, Alfano ne chiede il ritiro  e tutti e due si nascondono dietro questa dichiarazione:”Il nuovo governo, munito di sovranità farà la sua scelta” .

Redditometro a parte quasi tutto il programma faceva già parte dei piani di Berlusconi nel 2006 e nel 2008 soprattutto l’abolizione dell’Ici (ora ribattezzata come Imu).

A cosa ha portato?  Nel 2008 il debito pubblico era di un miliardo e 665 milioni di euro mentre nel 2011 ammontava a un miliardo e 897 milioni di euro. Con un aumento di più di duecento milioni di euro.

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BERSANI E LA SOVRAPPOSIZIONE IMU E PATRIMONIALE

Anche Pierluigi Bersani punta tutta la sua campagna elettorale sul sistema fiscale. Sull’Imu ha specificato che la vorrebbe eliminare per chi paga fino a 400 – 500 euro. Il mancato gettito dovrebbe essere coperto con un’imposta sugli immobili che valore catastale sopra gli 1,5 milioni di euro.

A quanto ammonterebbe l’esenzione e chi riguarda? Si tratta di eliminare l’Imu al 45% delle persone che ora pagano la tassa e comporterebbe un introito diminuito di 2,8 miliardi di euro. Bersani ha anche sottolineato di non voler essere “il Robespierre di turno” dicendo che l’aggravio dell’Imu su questi “immobili di lusso” dovrebbe essere anche la soluzione per evitare l’applicazione della cosiddetta “patrimoniale”.

L’operazione però prevede una revisione totale degli estimi catastali che potrebbe procurare non pochi problemi. Chi però possiede immobili per un valore di più di 1,5 miliardi di euro? Stando ai numeri de lavoce.info soltanto duecentomila famiglie su tutto lo stivale con una percentuale dello 0,8%. Recuperare quindi tutto il gettito risparmiato con l’Imu diventa una vera e propria impresa. mai più condoni agli evasori fiscali e l avvio di una Maastricht della fedeltà fiscale.

Per quanto riguarda l’Irpef si parla esclusivamente di una rimodulazione delle aliquote proponendo  lo schema 20-20-20: 20 aliquota Irpef minima, 20 l’imposta sulla finanza e il capitale, 20 la tassazione del reddito che rimane in azienda.

Posizione simile al Pdl quella di Bersani sul redditometro che non ne riconosce un’efficacia risolutiva per il recupero delle finanze.

Come recuperare sul debito pubblico? Una visione ampia dell’argomento non c’è ma si parla anche della revisione delle spese per le armi e gli F 35. Peccato però che quando era al governo tecnico nulla ha fatto per evitare le spese pazze di Mario Monti.

 

GRILLO: NO ALL’IMU E NO AL FINANZIAMENTO ALLE ARMI

Beppe Grillo e il suo movimento Cinque Stelle ha idee chiare almeno in apparenza. Nei suoi comizi elettorali il leader di piazza ha sostenuto che “la casa è come il fegato e la prima casa è sacra”.

Altro non è che una dichiarazione che si è trasformata in uno slogan elettorale per dire sì all’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Alle parole però spesso non seguono i fatti perché nemmeno il sindaco di Parma Pizzarotti è riuscito ad eliminare l’odiosa tassa e non farla pagare.

Cosa è successo nella cittadina emiliana? Pizzarotti aveva promesso di ridurre l’aliquota dallo 0,6% (il massimo consentito), a un tasso più ragionevole. L’attualità registra che 0,6% era con la giunta precedente e 0,6% è con quella attuale. “Prima di tutto dovevamo mettere in sicurezza i conti del Comune” ha spiegato però il sindaco facendosi scudo con le parole dell’assessore  al welfare, Laura Rossi,  la quale si è affrettata a tranquillizzare tutti spiegando che verranno adottate nuove misure a sostegno delle fasce deboli, aggiungendo comunque che la priorità è quella di abbassare l’Imu.

Tornando dal particolare al generale Grillo pensa di trovare il denaro che mancherà a causa del gettito mancato rinunciando alla realizzazione della Tav, recuperando 2,2 miliardi di euro e alle forniture militari del ministero della Difesa.

Parole molto teoriche perché è noto che le due cose fanno parte di patti che devono essere rispettate. Grillo vorrebbe recuperare tasse dall’evasione fiscale ma non indica una strada da seguire per farlo. E sul redditometro ironizza : “In un paese incapace di far pagare le tasse agli evasori è iniziata l’era del terrore fiscale per le famiglie”.

 

INGROIA: LA CHIESA PAGHI L’IMU E RECUPERIAMO DENARO DAI CONTI SVIZZERI E DAI BENI CONFISCATI ALLE MAFIE

Rivoluzione Civile, movimento nato dal dicembre scorso e forte di sondaggi che lo vedono entrare in parlamento ha la sua ricetta di economia.

Il suo leader Antonio Ingroia ha sostenuto di voler eliminare l’Imu sulla prima casa. L’intenzione è uguale a quella del Pdl ma non il modo con il quale si devono recuperare i soldi persi. Innanzitutto parla di estendere l’Imu agli immobili commerciali della Chiesa che finora sono stati esentati. Si tratta quindi di eliminare un privilegio scomodo contro il quale i cittadini stanno combattendo. L’Imu andrebbe introdotta anche per le fondazioni bancarie recuperando immediatamente un patrimonio che va dai 5 ai 10 milioni di euro.

Ingroia parla anche di colpire l’evasione fiscale e alleggerire la pressione nei confronti dei redditi medio bassi cercando di permettere loro di arrivare a fine mese.  Il leader della nuova coalizione è favorevole anche all’istituzione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze capace di far rientrare nelle casse dello Stato il denaro che non viene più tassato alla povera gente. Una sorta di teoria di Robin Hood che toglie ai ricchi per dare ai poveri.

Rivoluzione Civile ha nel suo programma il punto del recupero del capitale frutto di evasione fiscale che va a finire nelle casse delle banche svizzere. Solo trovando un accordo con Berna si potrebbero recuperare 150 miliardi di euro che ogni anno vanno a finire nei forzieri elvetici. Sul redditometro è aperto alle posizioni del Pd sostenendo che “il redditometro da solo non basta per recuperare sull’evasione fiscale”.

Bisognerebbe mirare non a tutti e in maniera indiscriminata ma a quei 40 o 50 mila italiani che vivono in una maniera palesemente incongrua. Si può recuperare anche tagliando sulle spese militari e sui caccia bombardieri F 35. Al contrario di Grillo però non si parla di abolizione di queste ultime ma soltanto di una riduzione. Rivoluzione Civile dice no anche al Fiscal compact che toglie 47 miliardi di euro dalle tasche dei cittadini per i prossimi 20 anni.

Come recuperare quindi denaro? Semplice prenderlo dal costo della corruzione e delle mafie e riottenere subito 330 miliardi di euro. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ma basterebbe un po’ di cultura della legalità per sanare il debito pubblico e stare tutti meglio. L’importante è crederci.

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