Finisce sul Fatto Quotidiano la nostra inchiesta sul “bilancio sospetto” dell’Udc di Casini

La nostra inchiesta esclusiva pubblicata ieri sul bilancio sospetto dell’Udc, a firma Carmine Gazzanni, finisce anche su Il Fatto Quotidiano. È Loredana De Cesare ad occuparsene: “A denunciare che i conti dei centristi laziali non tornano – scrive la giornalista – è il sito web infiltrato.it”. Come documentato, infatti, il partito di Casini ha dichiarato di aver ricevuto contributi privati da 39 società, ma manca la documentazione per ben 25 di queste. Molte delle quali sono imprese di costruzioni legate a Francesco Gaetano Caltagirone, suocero di Pierferdinando Casini.

 

Ecco il pezzo pubblicato dal Fatto Quotidiano.

di Loredana Di Cesare

il_fatto_linfiltrato_logoC’è un passaggio, nell’istruttoria sulle spese sostenute da tutti i partiti che hanno partecipato alle regionali del marzo 2010, che non ha convinto la Corte dei Conti. Secondo la magistratura contabile – che ad agosto scorso ha pubblicato un rapporto di 700 pagine – l’Udc non ha presentato i documenti di ben 25 gruppi sponsor dei candidati centristi.

A denunciare che i conti dei centristi laziali non tornano è il sito web infiltrato.it. Stiamo parlando della parte che riguarda i versamenti dei privati: 1 milione 495mila euro. Il partito di Casini dichiara di aver ricevuto contributi privati da 39 società, ma ne certifica soltanto 14. E l’anomalia si riscontra in particolare nell’attività del tesoriere dell’Udc, Vittorio Bonavita, che è anche direttore generale dell’Asl Roma B.

Infatti, nella relazione si legge: “Il dott. Vittorio Bonavita, segretario amministrativo dell’Udc Lazio pro tempore, con nota in data 3 luglio 2012 ha trasmesso solo una parte (14 delibere societarie) della documentazione relativa alle società eroganti (in tutto 39 società) previste dalla predetta legge n. 195 del 1974”.

Le 25 società per cui il partito centrista non ha prodotto la documentazione necessaria sono riportate in una tabella. In totale, la cifra ammonta a 170mila euro: si va da un minimo di mille euro di finanziamento, offerti per esempio da Futura srl, Darco Consulting, Trasporti S.&C. e altri, fino a un massimo di 20mila, elargiti da Todini costruzioni spa, Edil casa edilizia, Ini Istituto Neurotraumatologico. Insomma, una serie di gruppi, che operano nel campo della sanità e dell’edilizia.

Anche se la Corte dei Conti “non ritiene che la mancata trasmissione della documentazione, relativa ai contributi di che trattasi, sia, di per sé sola, atta a concretizzare un fumus di sussistenza del reato”, si è riservata di riferire i fatti alla Procura di Roma. E la procura quindi, sulla vicenda degli ammanchi del partito di Casini, potrebbe aprire un fascicolo.

Un concetto che la Corte dei Conti sottolinea anche nelle conclusioni generali della relazione, riferita a tutti i partiti, in cui evidenzia un rimborso elettorale superiore alle spese sostenute. Poi precisa: “Soltanto in un caso la documentazione prodotta è risultata incompleta al capitolo dei contributi privati”. E il caso è proprio quello dei centristi laziali.

Tratto da Il Fatto Quotidiano

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