FINANZIAMENTO AI PARTITI/ La porcata continua, Lega e IdV contro, Di Pietro denuncia il ritorno di Mazzettopoli

A palazzo c’è il trucco, come sempre. Mentre la piazza soffre, vuole rigore, fatti e pulizia. In un solo colpo, furbo e da suicidio, visti i risultati delle ultime amministrative, la Camera ha ridotto della metà i rimborsi elettorali ai partiti. Ma ha rimesso in circolo il finanziamento pubblico, abrogato dal referendum del ’93 e affondato dai giudici di Mani pulite.

 

di Francesco Puoti

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A Montecitorio è passato l’articolo 1 della riforma dei partiti, che taglia in modo strano i fondi. I sì sono stati 372, 97 i no e 17 gli astenuti. Contro hanno votato Lega, Radicali, Noi Sud e Italia dei Valori.

Ecco come cambia il sistema dei soldi pubblici alla politica: il 70% del fondo per i partiti, fin qui di 63,7 milioni, sarà erogato come rimborso per le spese elettorali; il 30%, invece (cioè 27,3 milioni) è legato alla capacità di raccolta del singolo partito e verrà concesso proporzionalmente alle risorse private ricevute. Vediamo in che modo. Lo Stato corrisponderà ai partiti 50 centesimi per ogni euro che provenga da quote associative o donazioni di singoli o enti. Esiste un limite di 10mila euro a quota. Nelle intenzioni dovrebbe evitare il controllo sul partito ad opera di un solo soggetto.

Il risultato, in realtà, è un disastro. Un incentivo alle tangenti, come è già successo per il gioco d’azzardo. Lì i concessionari, che hanno finanziato campagne elettorali, aiutati dai poteri forti hanno evitato di pagare 90 miliardi di euro, dovuti all’erario. Eludere la nuova norma sul limite delle donazioni è semplicissimo. Bastano i soliti prestanomi. Così, riprende il vecchio istituto della mazzetta, come altrimenti denunciato da Antonio Di Pietro. La politica, allora, rimarrà affare privato dei potenti.

Nulla di nuovo, allora. L’ennesimo aggiustamento che accenderà il popolo, già scontento e alla fame. La Lega, costretta a far dimenticare i lussi di casa Bossi, e IdV, che in parlamento lotta contro sprechi e porcherie, hanno dato battaglia. Di Pietro e il suo partito hanno rifiutato il gioco della Casta. Si ricorderà che nei giorni scorsi, nonostante il silenzio di tanti media, Italia dei Valori ha portato alla Camera una legge d’iniziativa popolare: duecentomila firme per abolire definitivamente il sistema dei rimborsi. L’ex magistrato dimostra ancora, e purtroppo in solitudine, di essere anticasta. Nel palazzo, dove si prendono le posizioni e assumono le decisioni, che tutti possono verificare.

Dopo la bocciatura del referendum contro la legge elettorale Porcellum, proposto da IdV, adesso la grigia e pericolosa lobby in Parlamento difende il privilegio dei rimborsi, pronta a ripetere le avventure di Lusi, Belsito e Bonferroni. I primi due sotto la lente dei magistrati per l’uso disinvolto dei nostri soldi; l’ultimo per una mazzetta doc, salva la pronuncia definitiva della giustizia.

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