FIAT/ La Fiom rientra a Pomigliano e vince anche a Termoli. Mentre la industrial si sposta in Olanda

Benefici fiscali e guadagni migliori. A questo ambiscono i vertici Fiat con la fusione della industrial con la Case New Hollande. Risparmi che servono all’azienda per pagare le spese della riassunzione dei 19 operai di Pomigliano appartenenti alla Fiom Cgil e degli altri 2.300 che aspettano fuori dai cancelli dello stabilimento campano. Fabbrica Italia commenta negativamente: “Non era un fatto aziendalmente previsto.”

 

di Viviana Pizzi

vittoria_operai_fiom_pomigliano_e_termoliNonostante avesse tutti contro – fabbrica Cisl e Uil – la Fiom Cgil è finalmente rientrata in fabbrica a Pomigliano. E’ delle ultime ore l’assunzione di Ciro D’Alessio, 32 anni. Sarà lui il primo a varcare i cancelli della Fiat perché ad ore scadranno i termini stabiliti dalla sentenza di reintegro della Corte d’appello di Roma. Presto rientrerà anche Raffaele Manzo.

La sentenza farà ritornare pian piano anche gli altri diciassette lavoratori coinvolti nella sentenza e il 28 dicembre percepiranno anche la liquidazione per essersi dimessi dal gruppo Fiat. Il dieci invece, giorno della ripresa dell’attività produttiva, dovranno incontrarsi con i delegati di fabbrica per stabilire cosa andranno a fare.

Il primo pensiero va ai 2300 ancora fuori – ha detto Ciro D’Alessio – siamo soddisfatti, ma non contenti, perché attendiamo il rientro di tutti. Oggi comincia il passo successivo. Adesso dentro la fabbrica c’è anche la voce di chi è fuori”.

A Termoli invece per la prima volta dopo maggio, fra due giorni  i 29 resistenti della Fiom riotterranno il salario senza la decurtazione di 250 euro decisa in un primo momento dalla Fiat proprio perché erano iscritti al sindacato.

 

IL PARERE NEGATIVO DELLA FIAT

Fabbrica Italia tuttavia non si dice contenta del provvedimento che la Corte d’Appello di Roma l’ha costretta ad applicare nel “caso Pomigliano”.

Per l’azienda il provvedimento altro non è che “un’ulteriore penalizzazione per un gruppo che opera in un contest di mercato molto sfavorevole”. I vertici campani giudicano del tutto ingiustificate queste assunzioni dal punto di vista gestionale “che da una posizione di privilegio che non ha alcuna ragionevolezza di esistere” e che porta gli operai della Fiom a essere trattati diversamente da altri.

Lo stesso parere sfavorevole che probabilmente arriverà anche dall’azienda termolese quando si troverà a dover sborsare oltre allo stipendio intero agli operai della Fiom anche la differenza di salario che non ha pagato da maggio ad oggi. Il Tribunale di Larino doveva pronunciarsi qualche giorno fa ma la decisione è stata rinviata ai primi di dicembre.

FIAT INDUSTRIAL CAMBIA NAZIONALITÀ

La Fiat, costretta dai tribunali a spendere di più di quanto vorrebbe, si pone sempre di più sul mercato internazionale. Dopo aver aperto la produzione in Serbia ed essersi scontrata anche lì con i sindacati per lo scandalo dello stipendio di soli 320 euro al mese ha scelto un’altra strada per risparmiare denaro.

Il ramo industrial, che fattura circa 25 miliardi di euro, non batterà più bandiera italiana ma verserà le tasse in Olanda. L’idea di Sergio Marchionne ha convinto gli amministratori indipendenti di Case New Hollande, a cui spettava l’ultima parola sulla fusione con la casa madre.

L’unione tra la Industrial e la Cnh permetterà di risparmiare sugli interessi sul debito (una cifra pari a 150milioni di euro in meno) e avrà più vantaggi per gli altri portatori di interesse in Fiat.

Si tratta di aver ottenuto una maxi cedola da 10 dollari in contanti per azione a Sergio Marchionne. Ora gli unici che potrebbero bloccare l’operazione sono gli Agnelli che però hanno annunciato pieno sostegno alla fusione tra Fiat industriale e Cnh.

 

I BENEFICI SOCIETARI E FISCALI

I principali sono quelle di avere azioni con privilegi diversi e risparmiare in tasse. Gli azionisti che parteciperanno alle assemblee di Fiat Industrial e Case New Hollande rimarranno tali fino a quando la fusione non sarà ultimata. Un diritto che sarà valido fino a quando le due società non saranno sciolte e le azioni saranno cedute.

Il fine di tutto questo è ottenere un beneficio fiscale, fino all’esenzione sui dividendi prodotti e di avere minori aliquote d’imposta.

Il beneficio più grande deriva dal fatto che in Olanda i dividendi della produzione delle azioni non viene tassata a differenza dell’Italia dove l’esenzione riguarda solo il 95% di essi. Sul 5% che resta si pagano tasse parti al 27,5% . Nel Belpaese è inoltre applicata un’aliquota pari all’1,375% che su milioni e milioni di euro non è certo irrilevante.

Tutto questo significa spendere meno in marchi e brevetti e c’è di più:  con questo accordo si può avere a disposizione accordi con paesi esteri sulla doppia imposizione più numerosi rispetto a quelli siglati in Italia. Tutto questo tradotto in parole povere significa incremento di denaro per un’azienda che ormai Marchionne definisce in crisi.

La sfida dell’amministratore delegato di Fiat è quella di risparmiare il più possibile per rilanciare la fabbrica. Ci riesce spostando l’azienda sempre più in campo internazionale. La sfida è aperta e tutta l’Italia spera però che questi risparmi possano servire non soltanto al rilancio dei profitti ma a condizioni di vita e di lavoro migliori per tutti gli operai che lavorano nelle fabbriche.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.