FIAT / In Appello vince Pomigliano. E a Termoli arrivano i primi soldi del “Fondo Antimarchionne”

Mentre la Fiat annuncia auto nuove anche a Cassino, a Pomigliano d’Arco devono essere riassunti i 145 lavoratori Fiat licenziati perché appartenenti alla Fiom (la foto usata per l’articolo è di Dario Stelitano, qui il link alla fonte originaria). Una vittoria sancita dalla Corte d’appello di Roma. A Termoli invece grazie al Fondo Antimarchionne lanciato dalla nostra testata insieme al sindacato di Landini gli operai penalizzati per sei mesi per lo stesso motivo dei colleghi campani riotterranno 200 dei duemila euro di cui sono stati privati, attendendo anche la sentenza del Tribunale di Larino che ripristini le vecchie condizioni lavorative. Sempre nel Molise, intanto, arriva l’ultima ingiustizia: la fabbrica nega l’assemblea alla Fiom per parlare di Fabbrica Italia.

di Viviana Pizzi

fiomme9Mentre trapelano le prime novità del piano industriale pensato per Fiat da Sergio Marchionne, arriva una nuova vittoria sindacale da parte della Fiom Cgil. I 145 lavoratori licenziati a Pomigliano D’Arco vanno reintegrati. Lo ha sancito la Corte d’appello respingendo il ricorso del Lingotto contro la decisione avvenuta in primo grado. A Termoli, però, ecco un’altra ingiustizia nei confronti degli iscritti al sindacato di Landini: la negazione di un’assemblea per conoscere le sorti della fabbrica.

IL PIANO INDUSTRIALE: MIRAFIORI NON CHIUDERÀ, VETTURA NUOVA ANCHE A CASSINO – Sergio Marchionne presenterà tutte le novità del piano industriale il 30 ottobre, ma la prima rassicurazione arriva per lo stabilimento di Mirafiori che non chiuderà. Nonostante il provvedimento, stando alle stime del Lingotto, avrebbe potuto ridurre di 700 milioni di euro le perdite stimate nel 2012.

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Ecco invece le prime novità che arrivano per i prossimi anni: nel 2014 è previsto il lancio della Fiat 500X e la gemella con marchio Jeep. Nessuno dei due modelli verrà costruito a Mirafiori, per uno di essi la destinazione dovrebbe essere lo stabilimento lucano di Melfi dove dovrebbero essere prodotte anche la nuova Punto e dei piccoli Suv. In cantiere anche il progetto della Topolino city car, vettura questa destinata alla fabbrica di Torino. Tra le novità anche una vettura da produrre a Cassino: si tratta di una Chrysler 100 destinata mediamente a 2.200 concessionari Usa. In Europa lo stesso tipo di vettura manterrebbe invece il marchio Lancia per sostituire la Delta.

Tutto questo potrebbe comunque non bastare a risolvere la crisi che si prevede ancora lunga e difficile da superare, nonostante possa contribuire alla ristrutturazione della fabbrica. Dal piano, però, rischia di restare fuori lo stabilimento campano di Pomigliano D’Arco. Dove il Lingotto ha subito una nuova pesante sconfitta.

POMIGLIANO D’ARCO, LA CORTE D’APPELLO DI ROMA CONFERMA LA VITTORIA FIOM – La fabbrica non è nei pensieri di Sergio Marchionne: nessuna novità riguarda infatti Pomigliano. Che però è nella mente dei giudici della Corte d’appello di Roma, i quali in queste ore hanno confermato la sentenza di primo grado nei confronti dei 145 lavoratori licenziati perché iscritti alla Fiom Cgil.

In altre parole, la Fiat deve provvedere a riassumere le maestranze rimaste finora fuori dai cancelli. È quasi scontato, però, che la Fiat faccia ricorso in Cassazione tentando per l’ultima volta, e in maniera definitiva, di rendere valido il suo provvedimento. Cisl e Uil non avevano espresso alcuna posizione in merito, anzi si erano coalizzate contro la Cgil. Ad ora su 2.093 lavoratori assunti dalla Fiat alla Fabbrica Italia Pomigliano, nessuno risulta iscritto alla Fiom. Presto questa situazione potrebbe cambiare, ma non sappiamo ancora quali saranno i tempi.

TERMOLI: LA FIAT NEGA L’ASSEMBLEMA, MA VINCE LA SOLIDARIETÀ – Vittoria e sconfitta assieme a Termoli nello stabilimento Fiat Powetrain. Lo ha annunciato il segretario regionale della Fiom Giuseppe Tarantino. Partiamo dalla bella notizia. Noi di Infiltrato.it, insieme al sindacato nazionale, avevamo lanciato l’idea di un Fondo Antimarchionne: in questi giorni abbiamo raggiunto tutti insieme i primi risultati.

Nella giornata di oggi il fondo è stato destinato agli operai, ai ventitre resistenti che hanno scelto di non lasciare la Fiom nonostante la Fiatavesse deciso di tagliare i loro stipendi di 250 euro mensili. Si tratta di duecento euro presi dai quasi tremila euro arrivati sul conto del fondo. Tutto frutto del sostegno delle persone comuni e degli iscritti a Rifondazione Comunista, compreso il suo segretario Italo Di Sabato.

L’altra parte della politica è stata ancora poco presente, ma i lavoratori hanno lo stesso recuperato il divario di salario di quasi un mese. L’amarezza invece risiede nel fatto che il Tribunale di Larino non si è ancora espresso sul provvedimento della Fiat ritenuto dai legali Fiom antisindacale. I lavoratori ad oggi hanno ricevuto per sei mesi uno stipendio inferiore a quello di chi è iscritto a Cisl e Uil.  Tradotto in euro si tratta di duemila in meno. Ma in attesa dei giudici è ancora possibile effettuare versamenti.

Ecco la procedura da seguire: la FIOM CGIL  nazionale ha  già operante il conto corrente con codice IBAN n. IT 33 O 03127 05011 000000000259 presso UNIPOL  BANCA Filiale 157 Via Messina, 24  00198 Roma intestato alla FIOM-CGIL nazionale, per la solidarietà ai lavoratori FIAT iscritti alla FIOM.

Per il MOLISE bisognerà indicare come causale : a sostegno  dei lavoratori iscritti alla FIOM della FIAT di Termoli.

Ecco però la cattiva notizia (l’ennesima): il nove ottobre la Fiom regionale ha indetto un’ assemblea per il 19 sulla tematica “Fabbrica Italia”, alla luce delle conseguenze sociali e lavorative assunte a livello nazionale da parte di Fiat.

Ma dal lingotto è arrivato il no secco per tre motivazioni: le disposizioni legislative vigenti in materie non attribuiscono alle organizzazioni sindacali la prerogativa di indire assemblee retribuite; la fabbrica non aderisce al sistema confindustriale e dunque non riconosce ne è tenuta ad applicare le disposizioni dell’accordo interconfederale del 93; la richiesta supera per il 2012 il limite di dieci ore annue retribuite previste dall’articolo 20 della legge 300/1970 ecc…

La cosa più grave è però che la   Fim-Cisl  Molise asserisce di aver prenotato un’assemblea lo stesso giorno fin dal mese di luglio. La Fiat per l’ennesima volta si è rifiutata di dare esecuzione ad un provvedimento del giudice. E continua  la rappresaglia e la guerriglia nei confronti della Fiom. Il sindacato ha già informato dell’accaduto il segretario nazionale Landini ribandendo la volontà che venga rispettato il diritto di poter esprimere la propria opinione. Verrà rispettato? I lavoratori non vogliono arrendersi.

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