Festa IDV a Vasto: “No a Fini e Casini. Siamo noi l’alternativa.”

Inizia la festa IDV a Vasto. Di Pietro mattatore: chiude la porta a Fini e Casini, apre al PD, attacca Berlusconi e apre ai giovani: “Vogliamo essere l’alternativa!”

di_pietro_showE’ iniziata la tre giorni di Vasto. L’incontro nazionale dell’Italia dei Valori, a cui siamo stati invitati, è partito nel migliore dei modi e all’insegna dei giovani. Dopo i saluti di rito (sono saliti sul palco il coordinatore regionale Alfonso Mascitelli, il sindaco di Vasto Luciano Lapenna e il capogruppo Idv del Consiglio regionale Carlo Costantini) a parlare, infatti, sono stati Rudi Russo, coordinatore nazionale dell’Idv Giovani, Giulio Cavalli ed un eterno sempreverde come Don Antonio Mazzi.

Il dibattito,che ha coinvolto la platea per gli argomenti affrontati, ha toccato problemi quali il precariato, il ruolo delle donne (troppe volte escluse dai primissimi ruoli istituzionali) e infine i giovani. Ed è proprio su quest’ultimo argomento che Don Mazzi ha scaldato gli animi e gli applausi si sono fatti sentire sempre più forti: “Che scuola è questa?”, si chiedeva Don Mazzi. E poi l’importanza delle esperienze formative per gli adolescenti: “Il periodo più critico è dai 16 ai 18 anni ed è in quel periodo che i giovani devono fare determinate esperienze”.

E allora Don Mazzi coinvolge tutti con una storia toccante: Cecilia, sedicenne, si era chiusa in se stessa e non parlava più con la propria famiglia, spaventata dagli enormi problemi davanti ai quali si era trovata. “E’ venuta con noi in Etiopia ed è rinata”. Ma è stato un Don Mazzi a 360 gradi, che ha parlato anche di politica: “Mi piace il partito di Antonio (Di Pietro, ndr), perché è un partito strano, è il sassolino nella scarpa!”.

Insomma, gli animi erano già caldi quando, intorno alle undici, è salito sul palco il Presidente dell’Idv, Antonio Di Pietro. Il suo intervento, tanto atteso, non ha scontentato le aspettative. “Il nostro non è solo antiberlusconismo, ma vogliamo essere l’alternativa!”. Ed è questo il motivo della tre giorni: “noi abbiamo un programma e vogliamo essere giudicati da voi, vogliamo parlarvi e al tempo stesso ascoltarvi!”. Per questo non c’è alcun “professore”, chiarisce Di Pietro ai saccenti che gliel’hanno fatto notare: “non ci serve che venga qualcuno e col microfonino faccia la sua lezioncina e se ne vada!”.

Accanto all’antiberlusconismo dunque, “il macigno da cui dobbiamo liberarci”, ecco il progetto, il nuovo, l’alternativa. Diversi i punti che saranno discussi più dettagliatamente nel corso dei tre giorni: ambiente, giovani, salute, giustizia. E su tutti il lavoro (“Noi siamo con gli operai di Pomigliano, siamo con gli operai di Melfi. Non siamo con la Fiat di Pomigliano, non siamo con la Fiat di Melfi”) e la scuola (“la riforma Gelmini offende il futuro dei giovani. I giovani, in questo modo, non avranno futuro se non nasceranno con la camicia!”).

E’ un Di Pietro, ancora, che chiarisce alcune questioni fondamentali e che annuncia le prossime mosse del suo partito: “Presenteremo una mozione di sfiducia contro il Governo, ma sono necessarie 63 firme da raccogliere nei partiti di opposizione o che si dicono di opposizione”. Ma non è finita qui: ci sarà, dichiara Di Pietro, un’altra mozione contro Berlusconi ministro dello Sviluppo Economico, “e lì bastiamo solo noi, non servono nemmeno le 63 firme”. E ancora “l’emendamento de Il Fatto Quotidiano che l’Idv ha intenzione di portare in Parlamento per sconfiggere la corruzione (emendamento che, sottolinea l’ex magistrato, riprende il programma Mani Pulite presentato nel’94).

Ma è un Di Pietro che ne ha per tutti, ad iniziare dal Pd: “vedremo se sono dell’opposizione o solo della posizione”. L’Italia dei Valori chiaramente apre, come già confermato nei giorni scorsi, all’idea lanciata da Bersani di creare un’alleanza tra i partiti di centrosinistra. Ma attenzione: “cercare il dialogo con Udc o Fini equivale a tagliarsi le gambe”. E Di Pietro giustifica anche quanto detto: “Casini per definizione è uno che cerca soltanto un posto al sole”.

E Gianfranco Fini? In alcuni momenti del suo discorso, il leader dell’Idv sembra apprezzare la “svolta” del Presidente della Camera, senza mai abbandonare, tuttavia, una sottile vena ironica: “quando ho sentito il discorso di Mirabello, pensavo ci fossi io sul palco. Consiglierò a Fini di fare il suo discorso l’anno prossimo a Vasto!”. Ma non mancano anche le critiche: “Oggi proprio sui giornali si parla di un ravvicinamento di Pdl e finiani anche per la questione ‘lodo’. Come la mettiamo allora?”.

Ma comunque sia per Di Pietro sarebbe innaturale un’alleanza del centrosinistra con Fini: “per definizione Fini può essere soltanto un nostro futuro antagonista!”. Insomma, Di Pietro consiglia al Pd di abbandonare le ideologie e di parlare alla gente, senza tramiti: “anche Berlusconi dice di essere un liberale! Ma quando mai? Dove?” E ancora, riferendosi all’Udc: “anche io sono cristiano e fiero di esserlo. Ho fatto il seminario qui vicino a Termoli. Lo stesso Gesù può essere considerato il primo socialista”. E, d’altronde, anche l’Idv vuole abbandonare qualsiasi riferimento ad ideologie: “noi non vogliamo essere pensati come un partito di sinistra, noi vogliamo una Rivoluzione liberale e solidale!”.

Insomma, un Di Pietro che scalda gli animi come solo lui sa fare. E gli applausi diventano quasi ininterrotti nel momento in cui si comincia a parlare di Lodi e leggi ad personas: “C’è chi dice ‘vabbè, se il lodo lo fanno costituzionale …’”. La risposta di Di Pietro è inequivocabile: “Ma chi se ne frega!? Non tutto ciò che è costituzionale, è morale per il diritto naturale!”.

Il pomeriggio si continua con la stessa voglia, lo stesso entusiasmo, lo stesso desiderio di arrivare ad una svolta. E non solo in Italia, ma anche in Europa. E allora sale sul palco Guy Verhofstadt, presidente del gruppo ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) al Consiglio Europeo.  E il tema principale è la scelta tanto discussa di Sarkozy di cacciare i rom dalla Francia: “Anche sulla stigmatizzazione degli immigrati l’Unione Europea ha aspettato troppo. Berlusconi è il precursore di questa caccia alle streghe. Non è un caso che sia stato l’unico presidente a difendere Sarkozy”. E ancora: “Non ci può essere partito che usa il razzismo per coprire la propria incapacità di governare”.

Ma Verhofstadt commenta anche la situazione italiana, guardando tanto al Governo di Berlusconi (“La situazione italiana mi sembra un po’ confusa. Alcuni miei amici mi dicevano che è vicina la fine di un regno un po’ troppo lungo”), quanto alla proposta dell’Idv (“L’IDV non è solo la risposta, ma anche la speranza di riforme per un futuro diverso. E l’Italia ha bisogno di te, Antonio!”).

Dopo il Parlamentare europeo, si entra nel vivo del programma del partito di Di Pietro. Punto per punto. Il primo incontro è sulla cosiddetta “green economy”, l’economia che tiene conto del rispetto dell’ambiente, con Paolo Brutti, responsabile Idv ambiente, territorio e infrastrutture. Si parla, poi, dell’importanza dei referendum, a cui molte volte l’Italia dei Valori ha fatto riferimento, raccogliendo firme, che, purtroppo, come troppo spesso accade in Italia, sono finite nel dimenticatoio.

L’atmosfera si fa incandescente al successivo dibattito: “Crescita economica e difesa del posto di lavoro: quali prospettive oggi in Italia?”. Sandro Trento (resp. Idv economia) di certo non le manda a dire: “Nel corso degli anni ogni anno il governo Berlusconi ha fatto un condono di qualche tipo. Che credibilità può avere un governo il cui primo ministro dice che in questo paese si può evadere? Zero!”. E non mancano le provocazioni dirette anche alla Marcegaglia: “Faccio una proposta un po’ provocatoria: come Confindustria Sicilia espelle chi paga il pizzo, sarebbe bello che Confindustria espellesse chi evade il fisco”.

Il momento più alto del dibattito, tuttavia, si raggiunge con l’intervento di Maurizio Landini, segretario generale FIOM, che analizza la situazione della Fiat, una situazione molto critica perché “in Italia non c’è la serietà di affrontare il problema FIAT” e allora è più che legittimo che “che i lavoratori si allontanano dalla politica. Se non si discute mai dei miei problemi, io per forza mi allontano. E’ normale se sento parlare solo di processo breve, processo corto e così via!”.

Insomma, per Landini la situazione è questa: “Tutti discutono di lavoro o di politica. Gli unici che non possono decidere sul loro futuro sono i lavoratori”. E non mancano frecciate dirette alla Cgil: “Mi permetto di dire questo: un sindacato è tale se ha cognizione dei lavoratori che rappresenta”.

Spazio, poi, anche alla libera informazione. L’Italia dei Valori, infatti, ha messo a disposizione anche una web Tv, tramite la quale sono stati organizzati diversi incontri con blogger, giornalisti, persone con lunghe ed importanti storie nel sociale. Basti pensare all’intervento di Salvo Altodonna, il precario della scuola siciliano che portò avanti uno sciopero della fame per manifestare il suo dissenso contro la riforma Gelmini.

Insomma, quest’incontro nazionale inizia nel migliore dei modi: un calderone di idee che devono essere discusse, confrontate, ripensate, rinnovate. Da questi tre giorni, chissà, potrà uscire la ricetta, nuova ed alternativa, per sconfiggere il berlusconismo. Ma le parole sono una cosa, i fatti un’altra. La strada sembra quella giusta, ma, come sempre, staremo a vedere.

 

SULLO STESSO ARGOMENTO

Continua la Festa IDV a Vasto – 2° Giorno :“Fuori la mafia dallo Stato”!

Termina la Festa IDV a Vasto:“Berlusconi è un asino”!

 

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.