FACEBOOK CENSURA/ Il curioso caso del blog “Lo Specchio”

Facebook censura. La notizia è di una gravità assoluta se consideriamo la portata dei social network nella diffusione delle notizie. Cosa censura? Lo Specchio Blog, tanto per cominciare. Ascoltiamo dalla “voce” di Carmine Gazzanni & Gianluca Di Vincenzo (i due responsabili del blog “Lo Specchio”) come sono andati i fatti. E se è vero quanto diceva Giovenale, che “la censura perdona i corvi, ma non risparmia le colombe”, auguriamo ai nostri amici blogger di riprendere al più presto il volo di una colomba.

C’è chi adora essere censurato e chi invece si autocensura ancor prima di correre il rischio; c’è chi nasce schiavo di un padrone inesistente e chi la censura la sbandiera ai quattro venti. Tira più una censura che… Con un piccolo particolare: chi riesce a sbandierarla, magari ogni settimana in televisione, in realtà non la subisce. E gira e rigira, il tanto fumo copre l’ottimo arrosto, cucinato – in questo caso – da quei furbacchioni di Facebook, che in Tunisia, Egitto e Libia avrebbero contribuito all’esportazione della democrazia ma che in Italia stanno contribuendo – non poco – al poco democratico bavaglio. E pochi, pochissimi lo sanno, perché questo è il vero effetto della censura: nascondere, occultare, fiaccare, piuttosto che andare in televisione a spacciare per mancanza di libertà di stampa quella che in realtà è soltanto una mossetta pubblicitaria.

Facebook censura. La notizia è di una gravità assoluta se consideriamo la portata dei social network nella diffusione delle notizie. Cosa censura? Lo Specchio Blog, tanto per cominciare.

Ascoltiamo dalla “voce” di Carmine Gazzanni & Gianluca Di Vincenzo (i due responsabili del blog “Lo Specchio”) come sono andati i fatti. E se è vero quanto diceva Giovenale, che “la censura perdona i corvi, ma non risparmia le colombe”, auguriamo ai nostri amici blogger di riprendere al più presto il volo. Di una colomba…

 

di “Lo Specchio”

facebook_censura__lo_specchio_blogIl link che stai tentando di visitare è stato considerato offensivo dagli utenti di Facebook”. Questo è quanto si legge su Facebook nel momento in cui si clicca su uno dei link che rimanderebbero agli articoli del Blog “Lo Specchio”. Censura? Non lo sappiamo. Fatto sta che è molto strano quanto ci sta accadendo. Per diversi motivi. Cerchiamo di capire meglio.

Bisogna innanzitutto precisare che l’articolo “incriminato”, il primo che Facebook  ha bloccato – pensiamo in seguito ad una segnalazione da parte di qualcuno – è un articolo assolutamente innocente e soprattutto inoffensivo, nel quale semplicemente si commentavano le manifestazioni organizzate le scorse settimane dai Berluscones in difesa e in appoggio del Presidente del Consiglio, visti i prossimi processi a cui sarà sottoposto. Nell’articolo si diceva semplicemente che la manifestazione organizzata lo scorso 11 febbraio davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, manifestazione annunciata a gran voce anche da “Il Giornale”, oltreché da importanti esponenti pidiellini (Ignazio La Russa, Mariastella Gelmini, Paolo Romani e Michela Brambilla), era stata un incredibile flop: nessun politico era sceso in piazza e solo un totale di 100, 150 militanti del Pdl stazionava davanti al Palazzo di Giustizia in difesa di Berlusconi. Dopodichè si faceva riferimento all’altra manifestazione, “In mutande, ma vivi”, organizzata il giorno dopo da Giuliano Ferrara, manifestazione contro i “neopuritani”, come li hanno chiamati loro. Un evento che certamente ha riempito il teatro, ma probabilmente è stato ancora più tragicomico del precedente, con appelli che hanno lasciato assolutamente esterrefatti (“Presidente, noi la sosteniamo, ma deve ascoltarci – ha affermato Ferrara – Non riduca le sue giornate alle giornate di un imputato. Lei deve fare il presidente del Consiglio, il capo dell’Italia”).

Ebbene questo articolo è stato giudicato da Facebook “offensivo”. Le domande sono alquanto ovvie: perché mai? Quali sono i punti nei quali si concentrano le offese? E soprattutto: chi sono questi “utenti” che hanno segnalato l’articolo? Con quali motivazioni l’hanno considerato “offensivo”? Domande legittime, che tuttavia non riceveranno mai risposta.

E qui passiamo al secondo punto dell’incredibile questione che ci è capitata. Noi non possiamo assolutamente far nulla per poter in qualche modo “sbloccare” i link dei nostri articoli. Assolutamente nulla. Si dirà: potreste contattare i gestori di Facebook. Impossibile: non esiste alcun modo per contattarli. Non un servizio, non un contatto diretto, non un e-mail disponibile. Nulla. Hai problemi? L’unica possibilità è consultare delle pagine di informazione nelle quali sono riportate le domande più frequenti, i problemi più frequenti con le relative risposte. Peccato che un problema di tale genere non sia presente.

Altra questione assolutamente imbarazzante. Abbiamo già parlato dell’articolo “incriminato” e “considerato offensivo dagli utenti di Facebook” (?). A questo punto si potrebbe pensare che Facebook abbia bloccato soltanto l’articolo segnalato. E invece no: sono stati bloccati tutti i link de “Lo Specchio Blog. Tutti gli articoli: quelli nuovi e anche quelli vecchi. In pratica ad oggi è assolutamente inutile postare un articolo del nostro Blog, sia esso vecchio sia esso nuovo, su Facebook perché, comunque sia, uscirebbe sempre la medesima schermata con le medesime parole: “Il link che stai tentando di visitare è stato considerato offensivo dagli utenti di Facebook”. Anche se scrivessimo, che so, una ricetta di cucina. Oramai Facebook ci ha bloccato e non c’è modo di cambiare la situazione attuale: nessun contatto possibile, nessun articolo che possa essere accettato per via di questa sorta di “censura preventiva.

Ultima questione che vogliamo sottolineare. Molti, contattandoci, ci hanno detto: “ci dispiace, ma Facebook non è un servizio pubblico e dunque è libero di chiudere le pagine che vuole, proprio perché non deve dar conto a nessuno”. Verissimo: non è un servizio pubblico. Ma attenzione: non è un servizio pubblico neanche la Mediaset. Secondo questa linea di pensiero non dovremmo criticare nemmeno i servizi giornalistici Mediaset (pensiamo, per esempio, agli assurdi commenti di Emilio Fede su Roberto Saviano o al servizio-pedinamento di “Mattino Cinque” sul giudice Mesiano); eppure l’abbiamo fatto (a giusta ragione), non tanto perché reti private, quanto per ciò che si diceva, per quello che stava accadendo in quel preciso istante e davanti al quale, pubblico o privato che fosse, non potevamo rimanere zitti. Ebbene la questione qui dovrebbe essere affrontata allo stesso modo: Facebook è libero di bloccare i link? Vero. Non è altrettanto “normale”, però, che non si dia modo di protestare, che non ci sia un contatto diretto e che si blocchino senza alcuna ragione tutti gli articoli, presenti, passati e futuri.

È importante far circolare questa notizia. E non perché vogliamo presentarci come vittime o, peggio, come eroi che hanno subito una censura. Il fatto che ci abbiano censurato non è un problema soltanto per noi, ma per tutti: è la testimonianza (di certo non la prima) che viviamo in un Paese nel quale risulta sempre più difficile commentare autonomamente, dire la propria, avere una testa critica. Anche se si è semplici blogger.

 

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