Esplode l’insofferenza della Casta contro i martellanti “grillini”: se i ladroni temono il cambiamento

All’inizio li hanno trattati con superficialità e quell’affetto tipico di chi si sente nettamente superiore. Poi, capito che non c’era trippa per gatti, alias nessuna disponibilità agli inciuci, è iniziata una sorta di indifferenza istituzionale verso il M5S. Ma è nella giornata di ieri, dove i grillini hanno picchiato duro sui pianisti, doppi incarichi e commissioni, che la Casta si è compattata contro il cambiamento e ha svelato la sua vera faccia: ecco perché i ladroni iniziano a tremare. E, soprattutto, se gli inciucisti perdono la pazienza vuol dire una cosa sola: che la strada è quella giusta.

 

occupy_parlamento_m5s_tuttacronacaE alla fine i parlamentari hanno perso la pazienza. Pd, Pdl, Scelta Civica, tutti insieme contro i nuovi arrivati del Movimento Cinque Stelle. Perché va bene il rispetto istituzionale, ma adesso è troppo. Le larghe intese auspicate dal Quirinale si saldano sull’insofferenza verso i grillini. Arroganti, maleducati, saccenti e un po’ permalosi. Per non parlare dell’ultima trovata di occupare le Aule parlamentari. Una sceneggiata che a molti colleghi non è andata giù.

E così, archiviati il sospetto e la curiosità dei primi giorni, a Montecitorio ormai prevale il fastidio. E tra i deputati iniziano a manifestarsi i primi segni di nervosismo. La battaglia che i grillini combattono per avviare i lavori in commissione è riuscita a fare irritare persino l’Udc Rocco Buttiglione. Uno che la calma l’avrà persa un paio di volte in tutta la vita. Sono da poco passate le 15 quando, di fronte all’ennesima richiesta del M5S, l’ex vicepresidente della Camera sbotta.

«Signor presidente – prende la parola il deputato in Aula – mi rendo conto che per qualcuno qui è difficile capire un discorso un filo più articolato e che non parli di poltrone». Dopo una lunga lezione di diritto costituzionale sulla differenza tra democrazie parlamentari e assembleari, il centrista si innervosisce: «Qualcuno qui (ovviamente si tratta sempre dei colleghi a cinque stelle, ndr) non vuole assumersi la responsabilità del proprio ostruzionismo che impedisce di formare il Governo e dice “facciamo le commissioni”. Non è possibile, è contrario al buonsenso, è contrario alla struttura della Costituzione italiana».

È solo il primo infastidito intervento di un lungo pomeriggio. Da destra a sinistra, nessuno sembra più disposto a sopportare in silenzio le accuse dei grillini. «Non esiste una situazione per cui da un lato ci sono i volenterosi che vogliono lavorare e costituire le commissioni e dall’altro i brutti, cattivi e magari fannulloni che vogliono bloccare tutto per chi sa quali trame oscure o giochi di potere», si lamenta il berlusconiano Simone Baldelli.

maria_marzana_m5sPoco dopo tocca ai titolari di doppio incarico. È la pentastellata Maria Marzana a prendersela con “gli incompatibili”. Quei colleghi che oltre a sedere a Montecitorio conservano la poltrona in Regione. «È eticamente inaccettabile che questi parlamentari continuino imperterriti a percepire una doppia retribuzione» denuncia tra gli applausi dei vicini. La risposta, gelida, arriva dopo pochi istanti. Il montiano Andrea Causin spiega infastidito come in realtà il doppio stipendio sia già vietato dalla legge. «Massima disponibilità ad affrontare anche il tema dei doppi incarichi – chiarisce l’ex consigliere regionale veneto – però dovremmo farlo in modo circostanziato (…), il sottoscritto è decaduto il 24 marzo e non percepisce l’indennità dal giorno 15, giorno della proclamazione». La stilettata finale: «Quindi bene questo dibattito – si rivolge ai colleghi M5S – però preparatevi».

La seduta riprende. Fino a quando il grillino Andrea Colletti non solleva una questione. «Signor presidente, purtroppo, come spesso accade in questa Assemblea, vi sono deputati che votano anche per deputati assenti. Questo comportamento rasenta la truffa ed è un comportamento vergognoso». Il presidente di turno Maurizio Lupi prende nota della denuncia. «Se il comportamento è avvenuto è vergognoso», ammette. Ma il grillino non gradisce: «Signor presidente, prima di tutto, chiedo che mi sia concessa la parola e quindi la invito a non interrompere, grazie». A questo punto la solidarietà della vecchia guardia parlamentare ha il sopravvento. Si alzano grida di disapprovazione. Dai banchi di centrosinistra qualcuno continua a strillare «Buffone!». È la rivincita dei pianisti. Lupi risponde stizzito: «Mi scusi, ma il presidente la può interrompere». A fine seduta confiderà a un collega: «Ma questi sono pazzi».

beatrice_lorenzin_pdlE ancora. In Aula l’ordine del giorno prevede l’esame del decreto su Roma Capitale. Dopo un luogo intervento della grillina Carla Ruocco, a perdere la pazienza è la deputata Pdl Beatrice Lorenzin. «Devo dire che sono rimasta molto impressionata dall’intervento della collega del Movimento 5 Stelle – esordisce sarcastica la berlusconiana – Perché se ha annunciato in tutto il suo intervento di essere appena entrata in Parlamento, accusando il Parlamento stesso di retorica, devo dire che il suo intervento brilla per una certa retorica parlamentare, e potrebbe dettare legge in quanto a dialettica politica». Tra gli applausi bipartisan di Pd e Pdl, la Lorenzin non risparmia l’insulto più grave. «Benvenuti nella Casta!» si rivolge ironica ai grillini tra l’approvazione dei colleghi.

Le ore passano, i lavori proseguono. A fine serata, poco prima della sospensione della seduta, diversi deputati Cinque Stelle prendono la parola. Si cerca di tirarla per le lunghe. Tanto il gruppo M5S ha già deciso di rimanere in Aula fino a mezzanotte per protestare contro il mancato avvio delle commissioni. Per l’onorevole cittadino Filippo Gallinella l’occasione è propizia per ricordare ai colleghi la presenza di 49 indagati in Parlamento. È un vecchio cavallo di battaglia: «Altro che liste pulite!» si lamenta.

L’Udc Angelo Cera perde le staffe. «Se questo è un nuovo modo di ghigliottinare le persone assenti, io credo che vi state proprio sbagliando – attacca i colleghi a Cinque Stelle – Tirate fuori, se siete capaci, oltre alle denunzie a persone assenti, situazioni e cose nelle quali la gente italiana può incominciare a capire che cosa proponete. Incominciate ad essere seri perché qui dentro, tra le altre cose, per ascoltarvi ci sono anche persone oneste. Fate capire di che pasta siete».

È il turno del Pd Ivan Scalfarotto. «Pongo soltanto una domanda: su quale base voi pensate che qui possano esserci persone poco oneste mentre voi statisticamente siete tutti onesti?». Ormai non ci sono più timori reverenziali. «Lo sconcerto è grande rispetto a questo ergersi a tribuni del popolo – prende la parola indignata la democrat Alessia Morani – Continuare con questo atteggiamento nei confronti di coloro che vi siedono davanti e che hanno la stessa passione civica che avete voi, lo stesso entusiasmo che avete voi, la stessa voglia di fare che avete voi, non credo sia un atteggiamento costruttivo in questo momento». È il grido di dolore di tanti parlamentari. «Dopodiché – conclude la deputata – A coloro che hanno detto che ci sono degli indagati e dei condannati in quest’Aula, vorrei ricordare la differenza sostanziale tra un indagato e un condannato». Ora basta. I grillini sono avvertiti, la Casta ha perso la pazienza.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Linkiesta.it 

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