CRISTIANO DI PIETRO/ “Colpiscono me per colpire mio padre.”

di Pasquale Di Bello

Cristiano Di Pietro, al centro di una polemica nazionale che lo vorrebbe trotizzato” perché candidato al Consiglio regionale del Molise, vuota il sacco in un’intervista esclusiva a Infiltrato.it .

Cristiano Di Pietro, candidato in Molise“Il mio lavoro è quello di poliziotto – dice – e quindi mi muovo con riscontri oggettivi, ma non posso escludere che ad armare la mano dei miei detrattori sia stata qualche manina interessata a colpire mio padre”. E’ un fiume in piena Di Pietro junior, che annuncia una vastissima operazione trasparenza sugli atti della regione, non escludendo il ricorso alla Procura della Repubblica qualora emergessero fatti e documenti in odore di reato. “Noi dell’Idv – dice – siamo garantisti ma non vorremmo che in questa regione il garantismo fosse stato scambiato per impunità”.


Di Pietro, quanto le pesa portare questo cognome?

Sono sempre stato orgoglioso del mio cognome. Nessun peso, ne vado fiero.

Eppure in queste ore a causa del suo cognome la stampa e le Tv nazionali si stanno occupando di lei. Ci sono dei mal di pancia attorno alla sua candidatura alle regionali.

Francamente non mi spiego come ciò possa essere avvenuto. La mia candidatura non nasce così, ma è il frutto di due deliberati: quello del circolo dell’Idv di Montenero di Bisaccia, al quale sono iscritto, e del coordinamento regionale del partito. In quelle due sedi nessuno ha fatto obiezioni sul mio nome. Era quella la sede dove parlare.

Eppure, Di Pietro, il circolo di Termoli sembra contestarle proprio questo: il nome.

La ritengo una polemica strumentale. Colpiscono me perché vogliono colpire mio padre.

Questo però è un metodo di moda in certa Sicilia. Da malavitosi, per capirci.

No, questo non direi, ma qualcosa non quadra. Guardi, io sono un poliziotto, e lavoro quindi con riscontri oggettivi. Tuttavia ho l’impressione che qualche manina sia intervenuta ad arte per scatenare la polemica.

Da Termoli, dal circolo che l’ha contestata, ha sentito qualcuno?

No. Ho provato a rintracciare Tommaso Capella, il referente locale, ma non c’è stato verso di parlargli. Mi sarebbe piaciuto capire a che titolo si sono espressi, posto che a Termoli ci sono quattro tessere, quattro soli iscritti al partito e quindi ben sotto la soglia statutaria per la composizione di organi dirigenti e l’espressione dei relativi quadri.

Può essere più preciso?

Il nostro statuto prevede che nei comuni con oltre 10mila abitanti, e questo è il caso di Termoli, per costituire un Circolo, sono necessari minimo 20 iscritti. A Termoli ce ne sono soltanto 4 e quindi non capisco a che titolo si siano espressi. Detto questo aggiungo che sto lavorando e bene con molta gente di Termoli.

Però a Termoli c’è stato un cortocircuito.

No, probabilmente agli amici di Termoli che hanno espresso critiche, e con i quali mi ripropongo di avere un chiarimento, non è chiara la bocciatura dell’ex sindaco Vicenzo Greco che era in predicato di entrare nel listino del candidato presidente del centrosinistra, Paolo Frattura. Purtroppo Greco, che noi dell’Idv abbiamo sostenuto in questa prospettiva, è risultato un candidato bocciato da tutti i segretari della coalizione.

Senta, non può però negare che il cognome Di Pietro in qualche modo le abbia spianato la strada.

Posso capirlo la prima volta, alla prima prova elettorale. Poi però la gente mi ha votato nuovamente, al Comune di Montenero e alla Provincia di Campobasso e questo è un dato significativo. Evidentemente è stato apprezzato il mio lavoro. Guardi, quello che mi ha stupito è l’attacco personale, per il solo nome che porto, ma non alla mia attività politica. Avrei capito critiche che nascessero dal mio operato. Invece nulla. Per questo vado avanti per la mia strada.

Ecco, parliamo di questo. Perché si è candidato al Consiglio regionale del Molise.

Perché è venuta l’ora di dire basta al servilismo voluto da Michele Iorio. Per mandare a casa l’attuale presidente della Regione è necessario svegliare le coscienze e portare tutti a votare. Sarà fondamentale recuperare la fascia delle astensioni.

Insomma, un Di Pietro sul piede di guerra.

Esatto. Iorio è il sultano che gestisce tutto. Pensi ad esempio all’informazione istituzionale. Centinaia di migliaia di euro gestiti senza alcun bando pubblico. Il sospetto che da questo Iorio abbia un tornaconto in termini mediatici è fortissimo. Ma apriremo gli occhi anche su questo.

E’ questo il senso del suo manifesto elettorale che la vede accanto ad una sveglia da comodino? Il Molise secondo lei dorme?

Dopo dieci anni di Iorio, ribadisco, occorre dare la sveglia alle coscienze. Si può fare, come dice lo slogan del candidato presidente, Paolo Di Laura Frattura.

Pensa che Berlusconi verrà a dare man forte a Iorio?

(ride) Credo proprio che Iorio farà di tutto per non farlo venire. Non credo proprio gli convenga farsi vedere insieme a Berlusconi. E sarà un’altra prova della frana del centrodestra, a Roma come in periferia.

Cosa si propone di fare concretamente?

Fondamentali saranno i primi cento giorni, nei quali dovremo lavorare molto di ramazza e spazzare via tutti i detriti prodotti da Iorio. Analizzeremo tutte le carte, provvedimento per provvedimento e se qualcosa non ci convincerà la porteremo nelle sedi opportune.

Dove, sia più preciso, in Procura?

Certo.

Gli scandali di questa Regione ormai sono tanti. Noi dell’Infiltrato abbiamo pubblicato un’inchiesta sullo Zuccherificio del Molise da far tremare i polsi. Tutto tace, non si muove nessuno. In altre regioni le cose, per molto meno, hanno preso pieghe diverse.

Guardi, noi dell’Italia dei Valori siamo garantisti, e per questo guarderemo le carte, comprese quelle dello Zuccherificio, con cento occhi. Partendo anche dall’egregio lavoro svolto da Massimo Romano, a cui va dato atto di un impegno eccezionale. Partiremo anche da quel lavoro e andremo oltre perché un conto è il garantismo, altra cosa è l’impunità.

Vuol dire allora che ci sono casi di impunità?

(ride) Vedremo, io ho il “vizio” del poliziotto, come le ho detto: lavoro con le carte in mano. Solo allora potrò risponderle.

In conclusione della nostra chiacchierata, mi dica tre cose che si impegna a fare.

Nei primi cento giorni abbiamo concordato con Frattura tre cose: riduzione del 50% delle indennità dei Consiglieri regionali; chiusura di tutti i Consigli di Amministrazione inutili e di tutti i carrozzoni clientelari; operazione palazzo di vetro. I cittadini dovranno sapere cosa accade nei palazzi di governo, che dovranno essere trasparenti e accessibili a tutti. Insomma, l’esatto contrario di quello che ha fatto Iorio.

 

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