Elio Veltri, il Ministro Maroni, la Lega e la mafia: “Mettiamo le cose in chiaro”

Alcune citta’ italiane sono tappezzate di manifesti della Lega che ringrazia Roberto Maroni per la sconfitta certa della mafia. Io li ho visti affissi a Roma e a Pavia: 7000 mafiosi arrestati e 18 miliardi di euro tolti alla mafia. Trascrivo testualmente. Mi sembrano numeri al lotto. E comunque scritti fidando nella distrazione e nella scarsa conoscenza del problema da parte dei cittadini. Infatti, dal momento che le tv non ne parlano, la gente non sa come stanno le cose.

 

di Elio Veltri – La Voce delle Voci

elio_veltri_vs_maroniI 7000 arresti mi sembrano molti e non mi risultano. Dal momento che nelle carceri italiane sono rinchiusi 65 mila detenuti, uno su nove dovrebbe essere mafioso. Ma poi, gli arresti li decidono i magistrati e li eseguono le forze dell’ordine, o li decide il ministro dell’interno e li eseguono i suoi amici?

Quanto ai 18 miliardi, qui il discorso e’ piu’ serio. Sono 18 miliardi di soldi? Sono soldi sequestrati o confiscati? Il che non e’ la stessa cosa. O sono beni sequestrati in attesa di confisca? Cerchiamo di essere seri e dire come stanno le cose. Il manifesto confonde i beni con i soldi. I sequestri con le confische. Forse chi l’ha scritto non sa che tra il sequestro e la confisca di un bene spesso passano da 10 a 12 anni, perche’ la legge non funziona e bisognerebbe cambiarla. Nei giorni scorsi si sono verificati due fatti che voglio ricordare a chi e’ attento ai problemi riguardanti la lotta alla mafia, e raccontare a chi e’ meno attento.

Il ministro della giustizia Angelino Alfano e il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Palamara sono stati protagonisti di una polemica della quale si sono occupati tutti i canali televisivi e i giornali. Oggetto della polemica: la mancanza di finanziamenti per garantire il funzionamento del sistema informatico della giustizia. Per cui si e’ corso il rischio di non potere fare nemmeno un certificato penale. Ora, la somma necessaria era di 20 milioni di euro circa. Una miseria, rispetto ai 18 miliardi di cui parlano i manifesti della Lega. Alfano poi ha risolto il problema trovando i soldi nelle pieghe del bilancio del suo ministero, perche’ Tremonti gli ha detto, come fa da qualche tempo con tutti i ministri, che il Tesoro non ha soldi e lui vuole tenere i conti sotto controllo.

L’equivoco e l’imbroglio pero’ c’erano e vanno chiariti, perche’ somigliano ai 18 miliardi di “soldi tolti alla mafia” di cui parlano i manifesti. Maroni aveva detto pubblicamente, e non una sola volta, che nel Fug (il fondo per la giustizia appositamente costituito, nel quale confluiscono i soldi liquidi sequestrati e confiscati alle mafie, meta’ dei quali vengono ripartiti equamente tra ministero della giustizia e dell’interno), c’erano 2 miliardi e 200 milioni subito spendibili. Il che evidentemente non era vero, altrimenti non si capirebbe perche’ Alfano avrebbe dovuto tribolare per trovare 20 milioni per garantire un servizio essenziale. 

La verita’ e’ che di quei soldi era stata confiscata solo una piccola parte e il resto era stato solo sequestrato, quindi non potevano essere usati. Dei famosi 2 miliardi e 200 milioni, i due ministeri avevano potuto utilizzare solo 79 milioni a testa, che peraltro erano stati gia’ spesi. Domanda: quanti soldi arriveranno nelle casse del Fug dei 18 miliardi di cui parlano i manifesti leghisti? Seconda domanda: se il ministro non spiega come stanno le cose, perche’ non lo fanno i giornalisti?

Secondo fatto: gli organi di informazione hanno dato grande rilievo ad una evasione fiscale di 50 miliardi circa, scoperta dalla guardia di finanza. In realta’ i 50 miliardi si riferiscono all’imponibile evaso e non all’evasione, quindi quest’ultima si aggira sui 20 miliardi, dei quali normalmente nelle casse dello Stato arriva attorno al 5 per cento. Ma nella stessa operazione sono stati sequetrati beni alle mafie per il valore di tre miliardi di euro e confiscati beni per il valore di 146 milioni di euro. Queste sono le proporzioni reali tra sequestri e confische.

Nei giorni scorsi ho rivolto dieci domande al ministro dell’interno riguardanti i vari aspetti della lotta alle mafie. Arresti, sequestri dei beni e confische, sequestri e confische delle azioni, di altri titoli e di soldi, quantita’ dei beni utilizzati e dell’uso che se ne fa; ancora, riciclaggio del denaro sporco, paradisi fiscali, rifugio certo delle ricchezze mafiose. Nella lettera con le dieci domande, inviata anche al ministro, chiedo a Maroni di dire agli italiani come stanno effettivamente le cose. Naturalmente non ho alcuna illusione sul fatto che il ministro risponda. Cosi’ come non ne ho riguardo alle opposizioni. Non a caso il titolo della lettera e’: “Lo strabismo del governo, il silenzio delle opposizioni, le omissioni dell’informazione”.

Ma che razza di opposizioni abbiamo? Sanno parlare solo di Ruby e di mignotte? Perche’ non studiano, non leggono, non inchiodano il premier e il suo governo sui problemi seri? Ma lo sanno, Bersani e i suoi, che prima di lasciare la Casa Bianca George Bush ha incluso la ‘ndrangheta nella lista nera delle organizzazioni canaglia, perche’ «pericolosa per la democrazia e l’economia americana»? E se questa opposizione va al governo lo sa che soldi non ne trova e trovera’ invece milioni di precari e di lavoratori che chiederanno di migliorare le loro condizioni di vita, per cui ci vorranno tanti soldi?

 

Tratto da La Voce delle Voci di Marzo 2011

 

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