ELEZIONI/ Urne aperte e esempi di buona politica: tra gli scrutatori precedenza a giovani e disoccupati

Dalle Alpi alle Piramidi avrebbe detto Alessandro Manzoni. Noi ci fermiamo dal Piemonte alla Puglia per sottolineare un aspetto positivo delle elezioni 2013, quello di aver inserito tra gli scrutatori giovani e disoccupati. Tra le grandi città che hanno aderito all’iniziativa anche il Comune di Milano. Nel piccolo comune friulano di Cavasso Nuovo fuori gli amministratori e i loro parenti. Esempi di buona politica che cercano di tamponare la crisi.

 

di Viviana Pizzi

I giochi sono fatti, ora bisogna andare soltanto alle urne per sapere chi vincerà e chi perderà queste elezioni politiche e regionali in programma domani e dopodomani. Il lavoro che comincia da questo pomeriggio alle 15 è quello di vidimare le schede e aprire di fatto i seggi elettorali.

In tutta Italia quest’anno saranno 61.596 (371 in più rispetto al 2008). Stando ai dati de  “Il Sole 24 Ore” ognuno di essi costerà circa 6.315 euro, con un aumento del 13,2% rispetto alle votazioni di cinque anni fa (quando il costo era di 5.578 euro).

Quante saranno le persone impegnate nei seggi? In ognuno di essi ci sarà un presidente, un segretario di nomina diretta del presidente e quattro scrutatori. Si parla quindi di 61596 tra presidenti e segretari e 246.384 scrutatori per un totale di 369.576 lavoratori impegnati.

Ad ogni presidente andranno 170 euro e agli altri 145 euro. In Lombardia, Lazio e Molise dove si svolgeranno anche le regionali e conseguentemente anche nei 2058 comuni coinvolti al presidente toccheranno 224 euro e agli altri 170 euro.

 

IL CASO MILANO E L’IMPIEGO DEI DISOCCUPATI

Per fortuna non tutto il mondo è paese e c’è anche chi pensa che le elezioni possano diventare una fonte di guadagno che possa tamponare gli effetti disastrosi di crisi e disoccupazione. E’ il caso del Comune di Milano che ha cercato di offrire il gettone da 170 euro e  per gli scrutatori a chi ha perso il lavoro. I 1310 presidenti di seggio sono di nomina esclusiva della Corte d’Appello come nel resto d’Italia.

La decisione è stata dell’assessore ai servizi civici Daniela Benelli che ha inserito la disoccupazione tra i criteri necessari per ottenere il “posto di lavoro” al seggio che in questo caso dura presumibilmente quattro giorni: sabato per le operazioni di vidimazione, domenica e lunedì tra elezioni e primi spogli di Camera e Senato e presumibilmente martedì mattina per procedere allo spoglio delle schede per le regionali. Che con la grana del voto disgiunto daranno non pochi grattacapi agli “addetti ai lavori”.

La condizione principale per accedere al seggio è rimasta però quella della vicinanza tra quest’ultimo e le abitazioni di presidenti e scrutatori.

COME SONO STATE EFFETTUATE LE DOMANDE

Cosa hanno dovuto fare gli aspiranti scrutatori per accedere ottenere un posto al seggio? Hanno presentato domanda all’ufficio anagrafe indicando lo Stato lavorativo e le condizioni di difficoltà economica. Queste ultime sono state basilari nel formare l’elenco dei candidati che poi sono stati estratti a sorte davanti a testimoni che hanno potuto verificare la corretta procedura di quanto avvenuto.

Oltre cinquecento disoccupati hanno presentato domanda il 10% di tutti gli scrutatori presenti nei seggi a Milano. Nel 2008, si segnala dal Comune, su 5mila scrutatori circa la metà rinunciava. A questa tornata elettorale le rinunce sono state soltanto 900.  Il Comune tra l’altro per far si che tutto vada bene nelle 211 sedi e nelle 1250 sezioni elettorali di Milano impiegherà anche 2500 dipendenti tra vigili, pronto intervento tecnico, addetti alla raccolta plichi, referenti di sede elettorale e personale dell’anagrafe. Per i rimborsi di queste attività l’amministrazione Comunale ha sostenuto che spenderà 6 milioni di euro a carico di Stato e Regione Lombardia.

 

NON SOLO MILANO… LOMBARDIA REGIONE VIRTUOSA

scrutatori_di_seggioNon solo Milano. Anche in due comuni del bresciano la selezione degli scrutatori è avvenuta con gli stessi criteri.

I Comuni segnalati sono Cardano del Campo e Castellanza che al pari del capoluogo di regione hanno sentito la necessità di privilegiare, nella nomina degli scrutatori, persone  giovani e con necessità di liquidità e disoccupati.

Il criterio di selezione è stato questo: prima le persone giovani di età, successivamente quelli che non hanno mai partecipato alla composizione di seggi elettorali e coloro che, su segnalazione dell’assessorato alle politiche sociali, si trovano in condizioni di disagio economico.

Una scelta che, in particolare a Castellanza, è stata ampiamente condivisa dalla Commissione Elettorale  che ha voluto dare un segnale di apertura nei confronti di chi è attanagliato dalla crisi e dallo spettro della perdita del lavoro.

Una sorta di ammortizzatore sociale che permetterà ai più sfortunati di vivere più serenamente almeno nel mese successivo alle elezioni. Non è moltissimo ma non è nemmeno poco.

 

E NEL FRIULANO SI ESCLUDONO ANCHE I PARENTI DEGLI AMMINISTRATORI

In provincia di Pordenone, nel piccolo comune di Cavasso Nuovo (1610 abitanti) il sindaco Emanuele Zanon non soltanto ha deciso, al pari dei colleghi bresciani, di dare spazio a giovani e disoccupati ma anche di escludere dal sorteggio i parenti degli amministratori ( pratica che invece viene utilizzata in molte altre località)

La scelta di escludere dalla selezione amministratori e loro congiunti – ha dichiarato il primo cittadino – è legata a ragioni di opportunità. Per non dare adito a illazioni da parte di quanti potrebbero pensare che esistano vie preferenziali per chi riveste un ruolo pubblico in un ente pubblico e le persone a loro vicine”.

Al contrario del bresciano comunque qui nel friulano il primo cittadino ha dovuto vedersela con l’opposizione che si è dimostrata contraria a questo provvedimento.  Della serie: qualsiasi cosa si faccia non ci va mai bene. Un detto praticato in molti piccoli comuni italiani.

VIRTUOSISMO ANCHE IN PIEMONTE: ECCO IL CASO MONDOVÌ

Anche il Piemonte ha il suo “caso virtuoso” che si chiama Mondovì.

L’amministrazione comunale ha deciso, in linea con quanto avvenuto in molti altri comuni d’Italia, di inserire disoccupati, cassintegrati e lavoratori in mobilità. Per il sindaco Stefano Viglione è un modo per sostenere chi vive in difficoltà economiche, un piccolo aiuto concreto verso chi oggi è senza lavoro.

Dalla Commissione elettorale non ha avuto nessuna difficoltà ed è riuscito ad aiutare circa quindici persone.

NEL CENTRO ITALIA IL CASO VIRTUOSO E’  IL COMUNE MARCHIGIANO DI RECANATI

Nel centro Italia, l’esempio virtuoso è Recanati. E lo ha fatto tramite la volontà del sindaco Francesco Fiordomo.

Su 22mila abitanti sono arrivate più di 1200 domande per accedere all’albo degli scrutatori. Ne sono stati nominati 80 effettivi scegliendo tra i disoccupati, gli studenti e quanti beneficiano dei servizi sociali dei Comuni. Il 30% di essi infatti è composto da disoccupati e il 70% da giovani. Un segnale verso i cittadini che la politica ha voluto dare.

 

ADERISCE ANCHE IL SUD: L’ESEMPIO VIRTUOSO DEL COMUNE DI LECCE

Da Nord a Sud la crisi è la stessa. Le difficoltà per i disoccupati non cambiano e per questo anche il Comune di Lecce ha deciso di seguire la stessa strada di quello di Milano e dei piccoli di Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

E’ accaduto nel giorno della riunione della Commissione Elettorale che Luciano Battista, assessore allo sviluppo economico e i componenti di quest’ultima si sono visti arrivare in Comune 40 disoccupati che hanno chiesto di essere inseriti nelle liste degli scrutatori per queste elezioni. Erano tutti giovani. Siccome la linea seguita dalla commissione elettorale di Lecce era la stessa di Milano, ossia dare spazio prima alle persone in difficoltà economiche non si è potuto fare altro che inserire le 40 persone negli organici dei seggi.

Lo stesso è avvenuto anche  nei comuni pugliesi di Policoro e Altamura. Insomma dopo tante polemiche e una campagna elettorale al vetriolo definire quante persone disoccupate sono entrate nei seggi è quasi impossibile. Si tratta comunque di migliaia di  persone senza lavoro che almeno per il prossimo mese vivranno con meno affanni.

La politica buona almeno a questo è servita. A tamponare gli effetti di una crisi che ha impoverito un paese intero. Chapeau a tutti i sindaci e le commissioni elettorali che hanno voluto seguire questo criterio per le nomine degli scrutatori.

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