Elezioni Sicilia, M5S vince a Ragusa, a Messina il “miracolo”Accorinti, Pd ePdl continuano a perdere

E nel giorno della condanna di Silvio Berlusconi a 7 anni di reclusione per concussione e prostituzione minorile alla coalizione Crocetta non va meglio. Un solo capoluogo su tre conquistato come per dire che le larghe intese non convincono più soprattutto considerando che meno di un siciliano su due si è recato alle urne per eleggere i sindaci di Ragusa, Messina e Siracusa. Il centrosinistra vince soltanto nell’ultima città mentre nella città iblea il cielo acquista Cinque Stelle in più. La città dello stretto è invece della sinistra radicale.

DI Viviana Pizzi

RAGUSA: IL CINQUESTELLE CON L’APPOGGIO ESTERNO DI SEL BATTE IL PARTITO DELLE LARGHE INTESE

A votare si era recato soltanto il 49% degli elettori. Tutto perché in città la candidatura di Giovanni Cosentini non era piaciuta a molti ecomunali_sicilia_2013_miracolo nemmeno ai rappresentanti di Sel che appoggiavano il sindaco Federico Piccitto.

Il risultato è stato bulgaro. Il 69,35% dei voti è andato al neo primo cittadino del Movimento Cinque Stelle mentre il 30,65% al candidato di Pd- Udc e Megafono di Crocetta e appoggiato esternamente anche dal Pdl di Berlusconi.

Tutto questo vuol dire una sola cosa: le larghe intese non piacciono agli elettori che appena si coalizzano riescono a sconfiggerle e proporre il cambiamento.

A Ragusa a far perdere terreno alla coalizione di Crocetta è stata anche la questione dell’espulsione della candidata del Pd e dirigente del Partito Valentina Spata per aver sostenuto e votato al secondo turno il  sindaco eletto. Il commento di Beppe Grillo alla vittoria del suo candidato è uno solo: “Ragusa è 5 Stelle! Spargete il verbo! Federico Piccitto ha vinto e con lui tutti i cittadini ragusani”.

MESSINA: VINCE STEFANO ACCORINTI… NONOSTANTE RENZI

Le larghe intese perdono colpi anche a Messina. Stefano Accorinti, rappresentante di una lista civica in sostegno della sinistra estrema, sconfigge con 5 punti di distacco il suo avversario Felice Calabrò

In un testa a testa durato circa un paio di ore si impone con un 52,86% contro il 47,14% di Calabrò. Qui l’appoggio del Pdl non è stato ufficiale come a Ragusa verso la coalizione di centrosinistra ma il sospetto ha portato Accorinti, la cui lista al primo turno aveva ottenuto meno del 10% delle preferenze, a vincere clamorosamente la partita dello stretto.

Già al primo turno aveva sorpreso con il suo triplicare i voti di lista ora regala l’ennesima sorpresa ai messinesi che hanno voluto dire basta al gattopardismo (almeno quelli che hanno votato pari al 45,81%)  e si a un cambiamento reale delle cose. Nonostante il candidato Calabrò nell’ultima giornata di campagna elettorale si sia fatto appoggiare niente poco di meno che dal sindaco di Firenze in odore di segreteria nazionale Pd Matteo Renzi.

Nonostante lui e la sua gioventù vince l’esperienza del cambiamento. In un risultato che nella vicina Catania avrebbero commentato così: clamoroso al Cibali. E il fondatore del comitato No Ponte ora si troverà a doversi destreggiare con il problema dell’anatra zoppa. Ossia una maggioranza consiliare di centrosinistra e il sindaco di un’altra lista.

SIRACUSA: IL SINDACO E’ GIANCARLO GAROZZO, SCONFITTO IL PDL NON UFFICIALE

La città di Dioniso è l’unica nella quale il centrosinistra targato Pd- Crocetta riesce a superare il turno. Ce la fa perché comecomunali_sicilia_2013_miracolo_2 avversario ha un candidato ex Pdl che con la sua discesa in campo ha provocato la frattura del centrodestra. E a differenza di Ragusa il Movimento al primo turno non aveva avuto una grande affermazione.

Dove a votare si reca soltanto il 35% degli elettori facendo registrare un meno 28.61% rispetto al primo turno.

Gian Carlo Garozzo ha vinto con il 53,3% contro il 46,70% di Ezechia Reale. Qui la maggioranza al Comune sarà solida perché Garozzo aveva vinto anche al primo turno con le sue liste cosa che non avverrà nei comuni dove c’è stato il recupero dei secondi classificati.

Tutto questo però ha un solo significato: le larghe intese al voto sono sconfitte. Anche da piccoli partiti da percentuali a una cifra come a Messina. Un dato che dovrebbe far riflettere quelle realtà locali che si alleano pure col diavolo pur di vincere. Questo tipo di politica non premia più.

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