ELEZIONI SICILIA/ Crocetta vince ma non convince e il M5S scassa il Pdl. Il boom? È degli astensionisti

Elezioni siciliane da brividi: rispetto al 2008 il partito dell’astensionismo è cresciuto del 20%, passando dal 34,4% al 53%. Secondo il sindaco di Palermo Leoluca Orlando siamo di fronte alla “morte dei partiti”. Da questi numeri esce però il quadro di una Sicilia rassegnata e con poca voglia di lottare per cambiare. E l’effetto Grillo – se lo intendiamo come un riavvicinare i delusi alla politica – non c’è stato. In buona sostanza, sono diminuiti gli elettori e quei pochi rimasti passano da un partito all’altro, cercando e sperando di trovare un lido sicuro. Che, forse, non esiste…

 

di Viviana Pizzi e Andrea Succi

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Brevemente, i fatti politici più rilevanti.

Rosario Crocetta, ex sindaco antimafia di Gela, parlamentare europeo nelle fila del Pd, omosessuale dichiarato, è il nuovo Presidente della Regione Sicilia: l’asse Pd-Udc ha funzionato, almeno nel caos siciliano, portando a casa il 30,50% dei voti, rispetto ai quali non è stato sufficiente nè il 25,70% di Nello Musumeci, il candidato di Alfano, nè tantomeno il 15,40% di Gianfranco Miccicché, l’esule pidiellino fuoriuscito tempo fa dal partito berlusconiano, fondatore di Grande Sud e grande alleato di Lombardo. Risultato: Miccicché ha preso meno voti di Cancelleri (18,20%), la vera sorpresa delle regionali siciliane 2012. 

Perchè, altro fatto rilevante dopo la vittoria del Pd e la “morte” del Pdl, la terra di Camilleri, Sciascia, Verga, Falcone e Borsellino forse sta cambiando davvero se il Movimento 5 Stelle è diventato il primo partito dell’isola, con un 14,90% che tiene a debita distanza i colossi targati Pd (13,40%), Pdl (12,90%), Udc (10,80%), Mpa (9,50%). 

Ma questi dati ci portano spediti verso la sola conclusione possibile: come si potrà governare una regione fondamentale e problematica come la Sicilia con questi numeri frazionati in mille partiti e partitini? Inciucio in vista? Si vedrà. Anche perchè, a guardar bene, un vincitore c’è già…

astensionismo_elezioni_sicilia_2012

E sono i numeri dell’affluenza alle urne che hanno decretato il primo vero vincitore di questa tornata elettorale. Alle 22, orario di chiusura dei seggi, l’affluenza è stata molto bassa, arrestandosi al 47,42% degli aventi diritto, pari a 2.203.885 elettori.

L’astensionismo, di conseguenza, è schizzato al 52,58%. In pratica più di un siciliano su due ha scelto di non recarsi alle urne, lasciando nelle mani di altri il proprio destino.

Non sono quindi bastate le piazze piene ai comizi di Beppe Grillo per invogliare il popolo siciliano, soprattutto quello scontento dalla politica, dei presidenti alla Cuffaro e Lombardo, a esprimere il proprio diritto al voto.

Quello di ieri è infatti il dato più alto dell’astensionismo raggiunto sull’isola a livello regionale dall’inizio del secolo. Nel 2008 (quando fu eletto Lombardo) si recò alle urne il 66,68% degli elettori. Bisogna però tener presente che allora le urne restarono aperte anche di lunedì e si votava in contemporanea anche per le Politiche.

Nel 2006 alla vittoria di Cuffaro, quando le urne, come adesso, rimasero aperte solo di domenica, votò il 59,16%. Prima ancora, nel 2001, la percentuale era stata del 63,47%.

Analizzando i dati comune per comune l’affluenza più alta spetta a Maniace (Catania) con il 77,76%, cui fa da contraltare Acquaviva Platani (Caltanissetta) con il 20,68%. La Provincia con la percentuale di affluenza più alta è Messina, con il 51,32%, quella con la più bassa Caltanissetta con il 41,34%.

Basterà ottenere più preferenze degli altri candidati per aggiudicarsi la poltrona di presidente dell’assemblea regionale siciliana: infatti nonostante le candidature siano undici non è previsto alcun turno di ballottaggio.

È presumibile quindi che anche con il 29% dei voti – cioè il 14,5% degli aventi diritto – si possa conquistare la poltrona più alta della politica siciliana. E questo è un dato che fa accapponare la pelle: meno di un quinto della popolazione potrebbe decidere per tutti. I greci si rivolterebbero nella tomba a sentir parlare ancora di democrazia, potere del popolo e bla bla bla…

Al di là di un facile cinismo, quali saranno i risultati di ogni singolo partito probabilmente lo si saprà soltanto in tarda serata e solo allora vedremo se il Movimento Cinque Stelle sarà capace di rosicchiare voti agli scontenti dei partiti tradizionali ma soprattutto da chi l’ha fatta da padrone quattro anni fa.

La chiosa spetta al sindaco di Palermo Leoluca Orlando su twitter: “L’astensionismo conferma la morte dei partiti”.

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