ELEZIONI LOMBARDIA/ Tutti i fallimenti della Regione. E Maroni è stato a guardare

La Lombardia va verso il voto per le regionali. Secondo i sondaggi Ipsos il candidato della Lega, Roberto Maroni, sarebbe uno sei favoriti con il 40%. Un’eredità, quella lasciata da PdL di Formigoni, che non lascia dormire sonni sereni: in sequenza la Lombardia ha incassato rovinosi fallimenti che hanno inquinato anche la regione più ricca di Italia. Aziende sul lastrico, infiltrazioni mafiose, alto tasso di inquinamento, paralisi dei trasporti e sicurezza in calo: questa la Lombardia di Formigoni e la Lega Nord non ha fatto nulla per salvarla.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Per le prossime regionali torna la candidatura di Roberto Maroni e l’asse Lega Nord-PdL con grandi promesse per il futuro della Lombardia. Peccato, però, che questa regione esce già a pezzi dalla politica di Formigoni e negli anni di governo della Lega con il PdL non è stato fatto nulla per salvare una delle regioni più ricche d’Italia. Un escalation di fallimenti che partono dalla ‘ndrangheta al nord per arrivare all’inefficienza nei trasposti e tutto questo mentre i leghisti stavano a guardare. Per la candidatura di Maroni come Presidente della Regione i consensi, secondo Ipsos, sfiorano il 40%.

 

MAFIA AL NORD – Esiste ed è sempre più radicata la presenza dei clan della malavita che si sono trapiantati al nord ed hanno impiantato le loro radici, spesso, attraverso infiltrazioni nei lavori pubblici. Mentre tutti denunciavano la mafia al nord, compreso Roberto Saviano, l’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni –due anni fa– s’indignava, protestando con queste parole: “Come ministro e ancora di più come leghista mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Roberto Saviano, animate da un evidente pregiudizio contro la Lega“. In realtà non erano solo pregiudizi e tra gli ultimi casi c’è anche quello dell’assessore lombardo, Domenico Zambetti, arrestato dopo le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia, insieme ad Ambrogio Crespi, fratello di Luigi Crespi, ex sondaggista presso Berlusconi. Per Zambetti l’accusa mossa dalla DDA è quella di ‘voto di scambio’: sembra che l’assessore –per le elezioni 2010- avesse pagato 200 mila euro ai clan Mancuso e Morabito per ricevere in cambio 4 mila voti. Sempre secondo l’inchiesta della DDA Crespi, invece, sarebbe stato incaricato di raccogliere i voti.

 

INQUINAMENTO AL TOP – La denuncia è di Legambiente: le città lombarde raggiungono il record di smog nel 2011. In particolare l’allarme è per la provincia di Brescia, un territorio logorato da industrie tossiche e legato da anni alla politica leghista. Ebbene qui la Lega Nord non ha fatto molto per migliorare la situazione ambientale ed a Brioni, per esempio, ogni anno si registra un alto tasso di mortalità –40 morti– legato alla grande quantità di amianto, industrie tossiche, inquinamento dell’aria. La bonifica procede a rilento.

 

bobo_maroni_lega_elezioni_lombardia_2013CULTURA DIMENTICATA – La Biblioteca europea di informazione e cultura, ideata e finanziata per la Lombardia, resta ancora una di quelle ‘opere fantasma’. La Beic dovrebbe essere una quelle strutture di orgoglio regionale ed invece viene sbandierata dal 2000 in ogni campagna elettorale. Con il governo Berlusconi e Formigoni, il progetto ha ricevuto un primo finanziamento di 16 miliardi di lire per poi entrare, nel 2009, negli investimenti straordinari in vista del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Solo il 30 novembre 2012 è stata inaugurata la parte digitale del progetto ma a livello strutturale la BIEC non è stata ancora realizzata.

 

SICUREZZA IN CALO – E’ un nuovo allarme lanciato dal ‘Sole24ore’ che denuncia una microcriminalità in aumento: in crescita i casi di scippi, rapine in casa e soprattutto stupri. Nella provincia di Milano sono stati denunciati ben 293 mila reati, circa 20 mila in più rispetto al 2008. Anche in questo caso Maroni, allora Ministro dell’Interno, aveva fatto poco per la messa in sicurezza: nessun finanziamento a polizia e carabinieri ma milioni destinati alle polizie locali. Così, mentre le forze dell’Ordine restavano con pochi mezzi per pattugliare le strade, soprattutto nelle ore notturne, Maroni ha ben pensato di comprare ai vigili urbani di Chiari, in provincia di Brescia, addirittura un aereo da ricognizione, costato ben 400 mila euro.

 

PARALISI DEI TRASORTI – Con un dossier di Legambiente, si è denunciata l’inefficienza dei trasporti in tutt Italia di cui abbiamo già parlato. Non meglio in Lombardia dove a dicembre 2012 un black out di una settimana ha mandato in tilt tutto il sistema dei trasporti regionali e ha evidenziato l’inefficienza del sistema ferroviario. Considerato l’alto tasso di inquinamento, tenuto conto che la Lombardia è una delle regioni a maggiore tassi di produttività, investire sul trasporto su rotaie sarebbe l’ideale ed invece la Lega non ha mai messo bocca sul problema dei trasporti. Al massimo Maroni, quando era Ministro degli Interni, firmò un protocollo d’intesa con l’Autogrill Spa e le Ferrovie dello Stato in cui, tramite il Dipartimento di Sicurezza, ci si impegnava ad attuare un piano di prevenzione per i trasporti stradali e ferroviari, questo solo per le giornate di campionato per garantire sicurezza durante le trasferte.

Insomma l’unica considerazione legista del sistema ferroviario è stata in relazione al campionato.

L’elenco degli insuccessi del governo Formigoni, non ostacolati da Maroni, all’epoca Ministro dell’Interno,lasciano poco spazio alla speranza per la ripresa della Lombardia.

E intanto in tutta la regione campeggiano gli slogan leghisti di Maroni che sarebbe opportuno modifica ad hoc: “La Lombardia in testa … ai fallimenti”.

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