ELEZIONI/ Il candidato ubiquo: in Lombardia con Monti, al Senato con B.. Ecco a voi Stefano Zecchi

Chi è? Un filosofo (?), attuale consigliere comunale a Venezia, che ha il barbaro coraggio di candidarsi non soltanto con liste diverse ma addirittura con schieramenti opposti (?). Infatti, l’obiquo Stefano Zecchi è capolista a Milano – dove sostiene il montiano Gabriele Albertini – per le regionali lombarde ma risulta anche numero due in Friuli con i berluscone di Fratelli d’Italia. Solo in Italia può accadere una simile amenità.

Chi è? Un filosofo (?), attuale consigliere comunale a Venezia, che ha il barbaro coraggio di candidarsi non soltanto con liste diverse ma addirittura con schieramenti opposti (?). Infatti, l’ubiquo Stefano Zecchi è capolista a Milano – dove sostiene il montiano Gabriele Albertini – per le regionali lombarde ma risulta anche numero due in Friuli con i berluscones di Fratelli d’Italia. Solo in Italia può accadere una simile amenità.

 

di Viviana Pizzi

Ha quasi settant’anni ed è un filosofo. Si chiama Stefano Zecchi ha insegnato filosofia teoretica all’Università di Padova dal 1979 fino  diventare professore ordinario di estetica nel 1984 all’Università di Milano. Fin qui nulla di strano e non è strano nemmeno che l’illuminato veneziano sia consigliere comunale nella città lagunare eletto nella lista Brunetta.

Quella che ora dovrebbe spiegare con le sue doti di pensatore è il suo modo singolare di scendere in politica durante queste ultime elezioni di febbraio.  Ha scelto di candidarsi infatti sia alle regionali della Lombardia che alle politiche. E già questa è una bella contraddizione perché molti altri suoi colleghi delle regioni in cui si vota (Lazio, Lombardia e Molise) hanno dovuto optare se correre alle politiche o alle elezioni dei parlamentini.

La cosa più grave è che è candidato addirittura in due partiti diversi e in coalizioni diverse: in Lombardia con i centristi di Monti in particolare capolista con Albertini e in Friuli Venezia Giulia corre al Senato con la lista di Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto “Fratelli d’Italia”.


ZECCHI: “IO? NESSUNA INCOERENZA.”

In un’intervista rilasciata al quotidiano “La Stampa” il filosofo ha spiegato che nella scelta da lui effettuata non si ravvisa alcun tipo di incoerenza.

Politicamente vengo dal centrodestra– ha risposto alla domanda di Marco Bresolin- e anche Albertini era nel Pdl. Nessuna incoerenza”.

Peccato però che il professore finga di non sapere che ormai l’ex sindaco di Milano non ha più nulla a che fare con Berlusconi e abbia scelto un’altra strada politica: quella dell’appoggio a Monti, Casini e i centristi. Cosa che, tra l’altro, non ha fatto Ignazio La Russa che pur uscendo dal Pdl, così come ha fatto lo stesso Albertini, ha scelto comunque la strada comoda di rimanere nella coalizione di centrodestra per mettere in pratica uno sport conosciuto da tanti politici: salvare la propria poltrona.

Dimenticando tra l’altro che La Russa in Lombardia è proprio uno tra i principali contestatori di Albertini. E per giustificare anche questa cosa esce fuori con questa risposta: “Sono tutti conflitti da cui io mi sento fuori, non vivo questo scontro”.


ZECCHI E ALBERTINI: UNA SCELTA DI OPPORTUNITÀ

stefano_zecchi_obiquoIl filosofo consigliere comunale a Venezia si candida a Milano perché a suo dire la Lombardia dovrebbe tenere presente un personaggio come lui. Ricordando tra l’altro di essere stato suo assessore a Milano. Facendo venir fuori un’altra cosa che dimostra la voglia di Zecchi di poltrona. Per lui essere a Milano o a Venezia nelle amministrazioni comunali non fa differenza: basta esserci.

Il filosofo dalle mille contraddizioni se ne lascia scappare anche un’altra. Dice di essere convinto che l’ex sindaco di Milano sia la migliore scelta per la Regione Lombardia e poi, soltanto un attimo dopo si rimangia la parola dicendo: “tanto lo so che non vincerà”.

La possibilità di essere eletto esiste. In tal caso dovrebbe dividersi tra il consiglio regionale della Lombardia e il Comune di Venezia. Ma lui chiosa e dice: “ se vengo eletto è bene sennò non ne faccio un dramma”. Sostenendo di essersi candidato “facendosi fregare da chi lo vuole in lista”.

Candidatura convinta e di campo? Tutt’altro. Sembra proprio che di convinzione nella mente del professore universitario ci sia ben poco.

 

ZECCHI E FRATELLI D’ITALIA: LA RUSSA MI PIACE PERCHÈ IL PARTITO NON HA NOMI NEL SIMBOLO

Le contraddizioni di questo personaggio a dir poco grottesco non finiscono mai. Perché mentre a Milano si candida nella Lista Albertini addirittura come numero uno nel caso di Fratelli d’Italia adduce tra le motivazioni della candidatura uno che fa a pugni con la prima scelta.

Preferisco Fratelli d’Italia – ha sostenuto- perché insieme al Pd è l’unico che non riporta il nome del leader nel simbolo”.

A questa grottesca ha aggiunto una motivazione ancora più fantascientifica: “mi hanno assicurato che le possibilità di essere eletto sono vicine allo zero virgola”.

Allora i più si chiederanno come mai una persona si candida al Senato della Repubblica con un partito diverso da quello che si è scelto per le Regionali in Lombardia se poi si è sicuri di non essere eletti. I suoi stessi colleghi filosofi in Latino potrebbero dire: cui prodest?

E allora ecco che viene fuori l’improbabile storia del legame con il Friuli Venezia Giulia, sua terra di origine e alla quale dice di essere molto legato. Una scelta di cuore a cui non ha saputo dire di no. Chissà in quanti sono disposti però a crederci?

Il suo collega Pascal  forse gli avrebbe creduto e avrebbe pensato a lui nel pronunciare la famosa frase: il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.

Però giocarsi la credibilità di professore universitario e di politico per un affetto antico a noi sembra davvero troppo.

 

CAMPAGNA ELETTORALE TRA FRIULI E FACEBOOK

La domanda sorge spontanea: dove Zecchi ha pensato di svolgere la propria campagna elettorale?

E’ costretto a farla a Milano dove si trova a letto con spalle e bacino rotti. Per ora sta svolgendo su facebook soprattutto quella che riguarda le regionali in Lombardia. Per il Friuli Venezia Giulia assicura: “prima o poi ci andrò, numerosi amici sono pronti ad ospitarmi”.

La coerenza, almeno quella del cuore l’ha dimostrata soltanto in questo modo. Nonostante i malanni e gli impedimenti fisici vuole essere nella sua terra preferita. Anche giocandosi una buona fetta della sua credibilità politica.

Rischia l’elezione? Dopo le sue contraddizioni e dopo aver dichiarato lui per primo di non crederci pensiamo di no. Almeno in questo caso non si rischierebbe di dover rinunciare a qualcosa o cadere nel classico conflitto di interessi e di poteri.

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