Elezioni Friuli, vince la Serracchiani: Idv decisiva. M5S non sfonda. Il 1° partito? L’astensionismo

La neo presidente Serracchiani riesce nel miracolo di non pagare lo scotto della disfatta romana del Pd. Non avrebbe potuto, perché si era schierata a favore dell’elezione di Stefano Rodotà e contro l’inciucio col Pdl. La sua è un’affermazione sul filo di lana che cambia il volto del Friuli Venezia Giulia. Netta sconfitta del governatore uscente Renzo Tondo, che perde il 15% dei voti rispetto a cinque anni fa e che ne prende il 6% in meno rispetto alle sue liste. Anche se il distacco dalla vincitrice è di appena 0,3 punti percentuali. “Strana” la performance del Movimento 5 Stelle che passa dal 27,22% di voti alle scorse politiche al 13% di oggi, anche se i voti di Saverio Galluccio sono arrivati al 19% e, soprattutto, paragonare amministrative e politiche non è mai troppo indicativo. Verrebbe da pensare che l’altissima percentuale di astensionisti, praticamente un elettore su due, sia talmente sfiduciato da non votare “nemmeno” il M5S. 

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di Viviana Pizzi

Abbiamo vinto”: questo è il secco commento del neo presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani che con poco meno di duemila voti di scarto ha battuto l’ex governatore Renzo Tondo. Il testa a testa è durato dalle 15 fino alle 20.30 quando la donna, uscendo dalla sede del Pd, ha ufficializzato la sua vittoria. Il Movimento Cinque Stelle entra in consiglio ma non convince. Dalle elezioni politiche ad oggi  ha perso centomila voti.

Sull’affermazione della Serracchiani potrebbe pesare anche il suo schierarsi a favore di Stefano Rodotà durante la tre giorni di Romanzo Quirinale. Pesa anche il non essersi detta a favore dell’inciucio ma di un cambiamento davvero significativo. La percentuale di crescita di preferenze del Pd la dice tutta. In Friuli Venezia Giulia l’onda anomala che ha travolto il Partito Democratico nazionale non è arrivata neppure. Splende il sole e si respira aria di vittoria.

Con il 39,36% delle preferenze Debora Serracchiani si porta a casa tutta la posta in palio. Renzo Tondo, di poco distaccato, si ferma al 39,01% dei voti. Per lui grazie allo scandalo rimborsi e il calo vistoso del Pdl è una vera e propria sconfitta. Quando si scontrò con Riccardo Illy la sua percentuale arrivò al 53, 8%. Certo a livello numerico conta che cinque anni fa gli sfidanti erano solo 2 mentre oggi sono 4 ma quella di oggi per lui è una vera Caporetto.

Saverio Galluccio del Movimento Cinque Stelle la fa da terzo incomodo. Con il 19,27% (e voti di lista al 13,8%) perde circa la metà delle preferenze che aveva conquistato alle politiche di febbraio. Fanalino di coda Franco Bandelli con il 2,42% della civica “Un’altra regione”. Non pervenuta l’estrema sinistra che non riesce nemmeno a presentare un proprio candidato.

 

IL VOTO DISGIUNTO PENALIZZA IL CENTRODESTRA E PREMIA LA SERRACCHIANI

Anche in Friuli Venezia Giulia è possibile l’opzione del voto disgiunto. Ha premiato di certo Saverio Galluccio che ha ottenuto il 6% in più rispetto alla sua lista.

Ha dato anche ragione al neopresidente Debora Serracchiani che da sola ha raggiunto il 39,36% di voti, la sua coalizione però ha raggiunto soltanto il 38,98%. Si tratta di quel piccolo 0,3% che le ha permesso di superare il suo avversario e di dire che la vittoria è un risultato tutto suo.

Il disgiunto ha penalizzato però Tondo: lui infatti  si è attestato sul  39, 01% dei voti mentre il risultato di delle sue liste  è del 45,19%. Un fatto che dimostra la forza del centrodestra e dei movimenti di Autonomia Responsabile e Lega Nord che da soli hanno raggruppato il 19% dei voti.

QUI CENTROSINISTRA: IL PD RESTA INTATTO NONOSTANTE LA DISFATTA ROMANA E GLI INDAGATI PER I RIMBORSI.

Chi pensava che il Partito Democratico subisse un calo dopo le recenti avventure romane, che hanno portato alle dimissioni dell’intero apparato burocratico di presidenza e segreteria, è rimasto deluso.

Il Pd non soltanto tiene rispetto al 2008 ma aumenta addirittura la percentuale rispetto alle ultime politiche. Cinque anni fa arrivò alla percentuale del 29,9% ma oggi si ferma al 26,72%. Alle politiche di febbraio, stando ai dati del Ministero degli Interni relativi alla Camera dei Deputati (lo stesso tipo di elettorato delle regionali) il Pd aveva raggiunto quota 24,71%.

Nonostante gli sconvolgimenti della politica nazionale Sinistra Ecologia e Libertà in Friuli Venezia Giulia ha appoggiato la candidatura della piddina Serracchiani. Impossibile fare un confronto con il 2008 perché il partito allora faceva parte del manifesto elettorale Sinistra Arcobaleno che raggiunse il 5,7%. Ora Sel invece arriva al 4,57%. Rispetto alle politiche di due mesi fa però aumenta di due punti il suo elettorato. Allora  si fermò al 2,45%. Segno che questa è l’alleanza vincente non l’inciucio Pd- Pdl.

Con il 5,27% la civica  “Per Serracchiani presidente” è il secondo partito della coalizione. Gli autonomisti di Slovenska Snupost si aggiudicano la percentuale del 1,54% , stabili o quasi rispetto all’1,2% di cinque anni fa.

Ecatombe per l’Italia dei Valori che dopo la scomparsa nei consigli regionali di Lombardia e Lazio vede svanire la propria rappresentanza anche in Friuli Venezia Giulia. La sua percentuale è appena dello 0.95%. Cinque anni fa i numeri erano ben altri quando si arrivava al 4,5%.

 

QUI CENTRODESTRA: CROLLO VERTICALE DEL PDL DI BERLUSCONI CHE PERDE IL PRIMATO REGIONALE

Silvio_Basetta_il_comSia la frammentazione politica o la disaffezione dei cittadini dalle urne ma il Pdl di Silvio Berlusconi perde 13 punti rispetto a cinque anni fa. Oggi il Popolo della Libertà ha raggiunto una percentuale del 19,95 mentre cinque anni fa i numeri erano del 33%. Rispetto a due mesi fa comunque i berlusconiani recuperano. Allora i numeri furono del 18,65%.  Un piccolo aumento che deriva forse anche dall’assenza della lista di Fratelli d’Italia alle regionali che invece alle politiche si era attestata proprio sull’1,77%.

Secondo partito della coalizione è “Autonomia Responsabile” che arriva al 10, 86%. Cinque anni fa non era presente nello scacchiere del centrodestra e oggi potrebbe aver preso quei voti che prima erano del Pdl.

Superando anche la Lega Nord che si ferma all’8,22%. Cinque anni fa la premiata ditta Bossi e Maroni però arrivò al 12,9%. Oggi quindi si perdono 4,7 punti di percentuale. Come il Pdl e anche le camicie verdi pagano il coinvolgimento nell’inchiesta della procura di Trieste e della Corte dei Conti sui rimborsi regionali. Due mesi fa comunque la percentuale era più bassa perché i bossiani arrivarono al 6,72%.

Perde consenso anche l’Udc segno che l’alleanza con il Pdl viene giudicata una cosa vecchia e passata. Oggi la sua percentuale è del 3,67% contro il 6,1% di cinque anni fa. Due mesi fa la percentuale del partito di Casini alla Camera era dell’1,61% ma il dato da considerare è quello di Scelta Civica e dell’area montiana che arriva al 10,75%.

Dopo dell’Udc c’è la Destra che raggiunge l’1,51% mentre i pensionati lo 0,95% perdendo una piccola fetta di consensi dal 2008 quando la percentuale era dell’1,1%.

 

MOVIMENTO CINQUE STELLE: DOPO IL BOOM DELLE POLITICHE IL CALO FISIOLOGICO FA MALE

Il partito di Beppe Grillo, rappresentato da Saverio Galluccio in Friuli Venezia Giulia, non convince. Lo tsunami romano non ha toccato le sponde dell’Adriatico settentrionale. Anzi: il mare forza 9 si è ridotto a forza 7, il numero dei consiglieri che entreranno nel palazzo regionale.

Naturalmente il confronto con 5 anni fa non esiste ma quello con le politiche di febbraio fa male. Allora la novità arrivo a quota 27,22% attestandosi alla Camera come primo partito. Ora invece  il consenso si è dimezzato raggiungendo, con i voti di lista, soltanto il 13,8%. Galluccio da solo ha raggranellato il 19,27%. Questo significa che oltre 40mila elettori  non hanno capito come votare apponendo la crocetta solo sul nome del presidente e non contrassegnando la lista.

A cosa è attribuibile il calo? Forse alle colpe che i cittadini friulani attribuiscono a Grillo: quelle di aver impedito la formazione di un governo stabile per il Paese. E al diavolo le ruberie dei partiti tradizionali.

Chi non ha creduto più nel Movimento cosa ha fatto? Ha preferito rimanere a casa e lontano dalle urne.


PARTITO ASTENSIONISTI VERO VINCITORE

astensionismo_elezioni_sicilia_2012Al di là dei numeri dei partiti, sia se confrontati con quelli delle scorse regionali che con quelli delle recenti politiche, il vero vincitore è l’astensionismo. In Friuli Venezia Giulia infatti si è registrato il record di fuga degli elettori. A votare infatti si è recato soltanto il 50, 51% facendo registrare una non volontà di partecipazione del 49,49%.

Tutto questo vuol dire che un elettore su due non si è recato alle urne. Probabilmente perché è sfiduciato dal caos politico degli ultimi due mesi ma anche considerando lo scandalo dei rimborsi regionali in cui è stata coinvolta l’ex assemblea legislativa guidata da Renzo Tondo.

La stessa che ha ospitato consiglieri del Pd, Pdl e Lega Nord che con i fondi regionali hanno comperato la carne per la propria casa, hanno speso soldi per la pasticceria e come chi legge infiltrato.it ricorderà bene c’è stato il consigliere Enore Picco in quota camicia verde che ha utilizzato il denaro per acquistare una pistola scacciacani.

Alle scorse regionali, quelle del 2008 in cui Renzo Tondo sconfisse Riccardo Illy, si recarono alle urne il 72, 33% degli elettori. Il 21,50% di voti in meno significano disaffezione soprattutto se si fa il confronto con le politiche di febbraio, dove nell’entroterra c’erano state difficoltà oggettive per raggiungere i seggi a causa delle nevicate. In quel caso l’affluenza aveva registrato addirittura il 77, 19%.

Una disaffezione che fa quindi rima con la corruzione. E alle urne si sono recate soltanto le persone che avevano a cuore questa frase: Affinchè tutto cambi tutto deve restare uguale.

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