Elezioni Friuli 2013: si va alle urne tra scandali, incandidabili e un porcellum elettorale.

Ultimo giro di boa in Friuli Venezia Giulia: il 21 e 22 aprile si terranno le votazioni per le elezioni regionali 2013. Grillo è convinto di vincere – forte dei risultati di febbraio – al punto che ha accantonato l’interesse per la corsa al Quirinale e si sta dedicando anima e corpo al ‘Tour de Force’. Il vicepresidente Swg scommette sul M5S che incassa consensi grazie, soprattutto, allo scandalo dei rimorsi elettorali. A tutto questo si aggiungono gli in candidabili, comunque candidati: 5 politici indagati – 4 del Pdl e 1 de La Destra – dalla Procura di Trieste per aver speso i soldi pubblici per pagarsi i conti in macelleria, cene romantiche ed ingressi alle terme. Mentre la campagna elettorale della ‘professorina’ del Pd, amica di Matteo Renzi, Debora Serracchiani sembra essere finanziata con soldi pubblici dell’UE.

 

di Maria Cristina Giovannitti

serracchiani_elezioni_friuliDomenica e lunedì – 21 e 22 aprile – i friulani saranno chiamati alle urne per le elezioni regionali 2013: nelle stesse giornate si voterà per il presidente della Regione, per il presidente della provincia di Udine e per le elezioni in tredici comuni. I candidati alla presidenza regionale sono l’uscente Renzo Tondo – Pdl – Debora Serracchiani – Pd – Saverio Galluccio – M5S – e Franco Bandelli – Un’Altra Regione. Una situazione elettorale, per la Regione a Statuto autonomo, non tanto diversa da quella del resto del Paese: scandali, sperperi e ‘incandidabili’ che comunque si candidano, fanno ben sperare ai ‘figliocci di Casaleggio’ nella totale vittoria.


IL ‘TOUR DE FORCE’ DI GRILLO E LE PREVISIONI SWG – Si sente forte Grillo. Ancora gongola per i risultati che la regione Friuli ha fatto incassare al Movimento 5 Stelle per le elezioni di febbraio. E’ così sicuro di sé al punto che, dopo il summit indetto con i suoi per trovare una linea comune per le elezioni del Presidente della Repubblica, fa dietro front e si ritira in Friuli per il suo ‘Tour de Force’ a sostegno del candidato Saverio Galluccio. Il Friuli è il suo investimento per decretare il M5S come primo partito del Paese. Il quadro generale sembra non dare torto al comico e la conferma arriva anche da Maurizio Pessato, vicepresidente Swg: i grillini si fortificano sugli scandali ed è proprio in quel momento che arriva ad hoc l’urlo goliardico di Grillo: “Mandiamoli tutti a casa”. Lo scandalo friulano c’è. Non è equiparabile alle speculazioni compiute nel Lazio della Polverini o nella Lombardia di Formigoni ma comunque è uno scandalo che permette a ‘Casalggio&Co.’ di acquistare i consensi.

LO SCANDALO DEL FRIULI. TORNANO GLI IMPRESENTABILI SENZA VERGOGNA – La Procura di Trieste ha scoperto un giro di rimborsi elettorali con 20 politici indagati per peculato. La solita storia dove i consiglieri regionali usavano i soldi pubblici dei partiti – quindi dei cittadini contribuenti – per pagarsi serate e passioni private. Nel calderone dello scandalo sono finiti soprattutto i politici del Pdl, alla maggioranza con il presidente – oggi uscente – Renzo Tondo. Ma senza vergogna, ben 5 dei 20 indagati, concorrono per le prossime elezioni. Ancora la storia di in candidabili che, nonostante tutto, si candidano.

Paolo Santin consigliere regionale del Pdl è stato travolto dallo scandalo rimborsi elettorali perché, secondo la Procura, avrebbe comprato alla squadra giovanile di calcio da lui sostenuta, 15 felpe del valore di 400 euro. Si è difeso dalle accuse dicendo: “Anche ai dipendenti in azienda compro l’acqua minerale”. Una passione per il calcio che si ripropone con la campagna elettorale: i suoi ‘santini’ sono le figurine adesive stile Panini e i punti del programma politico li ha riassunti nei numeri delle maglie. Si ricandida.

Berlusconi-contestato_a_udineAlessandro Colautti è il consigliere Pdl ‘romanticone’, quello che con i soldi del partito ha portato a cena la propria partner a San Valentino spendendo 58 euro. Si ricandida.

L’altro in candidabile, candidato è Roberto Marin – Pdl- , l’appassionato di montagna che per pernottare in albergo a San Cassino ha pagato 399 euro. In più ha usato 104 euro di rimborsi elettorali per pagare il conto in macelleria e comprarsi degli abiti al costo di 48 euro. Si ricandida.

Non si sarà voluto sentire da meno Franco Dal Mas – Pdl- che ha utilizzato 119 euro per comprarsi un paio di scarpe, più 67 euro per accontentare la moglie e comprare i pezzi di ricambio della batteria di pentole Lagostina. Si ricandida.

Il quinto in candidabile, candidato è Franco Baritussio con la Destra di Storace indagato per aver usato 52 euro di rimborsi elettorali per essersi pagato l’ingresso al centro termale austriaco Bad Kleinkirchheim il 18 febbraio 2011. Baritussio fa un mea culpa e restituisce al partito i soldi anche se si giustifica parlando del suo ‘mal di schiena’ e dicendo che ha sbagliato ma non se n’è poi approfittato chissà quanto. Si ricandida.

La Lega nord candida Federica Seganti, assessore alle attività produttive. Il suo caso non ha a che fare con lo scandalo rimborsi elettorali però la rende comunque in candidabile: su di lei pende un’indagine per abuso d’ufficio e per aver affidato – senza normale bando di gara – una campagna pubblicitaria a radio RTL 102,5. Si ricandida alle comunali.

Per lo schieramento di centro sinistra, il Pd concorre con la ‘professorina’ Debora Serracchiani, sostenuta da Matteo Renzi. Anche lei fa come suo cavallo di battaglia la lotta a questi scandali del centrodestra e il suo motto diventa la ‘trasparenza’.

friuli_venezia_giulia_election_porcellumPeccato che, stando a quanto riportato dai grillini, la sua campagna elettorale viene finanziata fior di quattrini pubblici e provenienti dall’Unione Europea, visto che i suoi assistenti – ben 6 – lavorano presso il Parlamento Europeo.

La suspense, in questo week end friulano, è assicurata soprattutto per un sistema elettorale, quello delle Regioni autonome, che non prevede il ballottaggio. Un Porcellum anche in questo caso che penalizza chi non fa parte di una coalizione ma partecipa con una lista singola, come Galuccio e Bandelli.

Una legge elettorale che poteva essere cambiata dal 2007 ma che è rimasta così. Forse perché, come per il Parlamento, certi ‘Porcellum’ fanno comodo. Molto comodo.

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