ELEZIONI 2013/ Vendola abbandonato dalla base: i sinistrorsi corrono da Tonino e Grillo

Il Presidente con l’orecchino, dopo l’apertura a Casini, viene preso a sberle (mediatiche) dai suoi elettori, che non sopportano lontano un miglio il puzzo di corruzione e montismo proveniente dall’Udc. Sono tanti, tantissimi, i sinistrorsi sedotti e abbandonati da Nichi che salteranno a piè pari tra le braccia di Antonio Di Pietro. Il quale non perde tempo in chiacchiere e continua il suo sfiancante lavoro – sfiancante per gli altri – di concretizzare le battaglie politiche.

di Antonio Acerbis

Vendola-Grillo-Di-Pietro1“Non mi sono tesserato a SEL per fare una stupida e becera alleanza con un democristiano come Casini. Già mal digerisco una alleanza con il PD …”; “Trovare accordi con Pd e Udc vuol dire andare contro quegli ideali proprio da te espressi..”; “Che delusione. E non c’è marcia indietro che tenga.”; “Con la Binetti e Buttiglione?! Eccolo il colpo di CILICIO alla sinistra!”; “Con tutto il rispetto meglio mille volte un Di Pietro che non “ci azzecca” che un Casini e un Bersani che sanno parlare “molto bene”.

Questi sono solo alcuni tra i migliaia di commenti postati dagli (ex) elettori di Sel, sedotti e abbandonati dal loro leader, che ieri ha sciolto le riserve, svelando di correre alle prossime primarie per la Presidenza del Consiglio.

E ancora: “Venduto”; “Vendola, ma siete sicuri che escludendo l’Italia dei Valori in favore dell’UDC gli elettori di centrosinistra riguadagneranno la speranza?”; “Personalmente l’alleanza con l’UDC non mi da nessuna speranza, anzi mi pare un cattivissimo presagio. Il mio voto ve lo potete scordare.”; “questo è un tradimento inaccettabile………..addio Nichi è stato bello credere in te”; “ci credevo al progetto fabbrica italia….deluso, non voterò mai una lista dove è presente un’accozzaglia di democristiani e, se vanno avanti così anche finiani e rutelliani!!!”; “Anche solo il fatto di pensare ad una coalizione con Casini, ti ha fatto perdere il mio voto! E non sono la sola…”.

Si potrebbe continuare all’infinito ma questo ci sembra il modo migliore per raccontare la scelta di Vendola, che ha aperto all’Udc (“Nessun veto”) e bacchettato Di Pietro (“un polemista”). L’incontro con Bersani è stato, secondo Nichi, talmente proficuo da delineare i contorni di un futuro “Partito della Speranza” – oddio, la sigla Pds porta con sé rigurgiti disgustosi… – in cui ci stanno dentro tutti quelli che con la sinistra hanno poco o nulla a che vedere e che sostengono l’attuale Governo Monti.

Di Pietro, che proprio ieri ha presentato 4 referendum, due anticasta e due sull’articolo 18, quasi non ci voleva credere allo scherzetto di Nichi. “Impossibile che spezzi l’alleanza con Idv, tradirebbe i suoi elettori.”

Detto, fatto: Vendola abbandona la scialuppa dei sinistrorsi, lasciando in balia delle onde migliaia di aficionados che ora – molto probabilmente – salteranno a piè pari nella scialuppa di Di Pietro, l’unico che almeno ci prova a difendere i cosiddetti temi della gauche italienne (lavoro, costi della politica, legalità, equità e via dicendo).

La linea che sta passando è che se e Pd e Sel abbandonano l’Idv allora vuol dire che Di Pietro è sulla buona strada. Tanto da spingerlo a candidarsi “premier del centrosinistra” (e siamo già a due: chi sarà il terzo?). Andare in direzione ostinata e contraria, così come fa Grillo, è una scelta che paga, nonostante i miserabili attacchi tecnocratici, perché l’elettorato non vuole più (e forse non li ha mai accettati) accordi sottobanco, giochi di potere, coalizioni allargate.

Tutti dentro – Pdl, Pd, Udc e ora anche Sel (e chissà, la Lega) – fuori dai maroni Di Pietro e Grillo. Che, a furia di bastonate alla malapolitica, stanno conquistando i voti di quanti non credono più in Bersani, Vendola, Casini, Berlusconi, Alfano, Bossi, Maroni…insomma quei due si stanno prendendo i voti degli italiani. E chissà che non sia un bene.

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