ELEZIONI 2013/ Monti e Casini separati in casa: l’ex premier vuole l’eliminazione politica di Pierfurby

Il matrimonio d’amore tra Pierferdinando Casini e Mario Monti sta naufragando ancor prima di sbocciare. L’ex premier, tramite Enrico Bondi, punta a realizzare il sogno di una leadership incondizionata senza l’ingombro politico del presidente Udc. Se il divorzio dovesse avvenire e il piano di Monti naufragare, potrebbe andarci di mezzo una coalizione che abortirebbe prima di nascere.

 

di Viviana Pizzi

Lista “Scelta Civica con Monti per l’Italia” come soggetto politico unico al Senato con l’obiettivo di arrivare agevolmente alla soglia dell’8% e invece alleanza tra lo stesso simbolo che appoggia l’ex premier tecnico in alleanza con Udc e Fli alla Camera dei Deputati. Una combina che aveva già procurato qualche discussione prima di essere presentata ufficialmente alla stampa il 23 dicembre scorso e di comporre le liste.

Ora, in piena campagna elettorale, quando per ottenere voti si dovrebbe lavorare in sinergia specialmente al Senato dove i nomi sono stati presentati tutti insieme nascono però le prime importanti grane di coalizione. Se porteranno nell’immediato dopo voto a qualche scissione interna lo vedremo prossimamente. Fatto sta però che i consulenti di Monti stanno facendo di tutto per rafforzare la loro posizione all’interno dell’alleanza indebolendo l’apparato politico che li sta sostenendo, in particolar modo quel Pierferdinando Casini che non solo ha messo a disposizione tutta la sua struttura politica per il progetto Monti ma anche il potere della stampa controllata dal gruppo del suocero Francesco Caltagirone e della moglie Azzurra.

 

C’ERAVAMO TANTO AMATI (AL PARTY DEL MESSAGGERO)

Negli ultimi giorni sembrano ormai lontane e patinate le foto che hanno ritratto Mario Monti insieme alla moglie di Casini nel parterre romano del Messaggero. Era novembre e in materia di alleanze politiche poco o nulla sembrava essere stato scritto. L’allora premier tecnico, che aveva in mente di scendere in politica (il Bilderberg romano si era svolto da pochi giorni) non lo aveva ancora esplicitato.

Quale occasione migliore allora di farsi vedere al fianco dell’alleato di sempre, quel Pierferdinando Casini che lo ha appoggiato durante i tredici mesi di governo tecnico. E’ proprio in occasione del party organizzato per il restyling grafico del “Messaggero” che avviene informalmente il patto tra i due leader. E’ lì che la famiglia Caltagirone si consegna a Mario Monti e al suo progetto politico. Proprio in quella sede gli mette a disposizione tutta la catena di quotidiani di cui dispone.

I frutti di quella serata si vedranno nel periodo natalizio su un altro dei giornali di proprietà della famiglia Caltagirone, il “Mattino” di Napoli che in occasione della decisione di Monti di scendere in politica, non solo gli dedica quattro pagine di spazio (la scusa ufficiale è la visita del premier a Napoli) ma ricostruisce fedelmente nello speciale prenatalizio tutte le cose positive che il governo dei tecnici ha fatto esaltando soprattutto la ritrovata credibilità del Paese Italia all’esterno all’indomani della caduta del Governo Berlusconi.


RICORDI LONTANI… ORA C’È UNA LEADERSHIP DI COALIZIONE DA AFFERMARE

casini_monti_separati_in_casaA poco più di un mese dalla discesa in campo di Monti come candidato premier della coalizione dei moderati soprattutto nelle liste del Senato c’è una cosa importante che deve essere cristallizzata. Un qualcosa che servirà a stabilire una volta per tutte chi è l’uomo forte della coalizione.

Per farlo Mario Monti è disposto anche a gettar via alle ortiche un passato recente di accordi e matrimoni politici. La separazione, non ancora ufficiale e nascosta e conosciuta soltanto tra le mura di casa, ha un unico regista politico che si chiama Enrico Bondi.

Chi è costui? I più lo ricorderanno come responsabile della spending review nel governo tecnico del professore. Ora il suo è un ruolo ingrato: deve verificare quali dei candidati al Senato è più vicino alle idee politiche di Monti e chi invece rimane fedele alla linea di Casini. Naturalmente questo screening viene effettuato soltanto sui nomi che rischiano di essere eletti. Una volta effettuata questa analisi il suo compito è quello di riferire tutto a Monti che, in base alla cartina politica che ne viene fuori, decide come agire per confermare la sua leadeship nell’ambito della lista “Scelta Civica”.

Questa la strategia: intensificare la campagna elettorale dove i montiani possono finire a Palazzo Madama e lasciar perdere dove potrebbero essere eletti i senatori fedeli a Casini.

In questo modo Monti avrebbe dalla sua quanti più senatori possibili alla sua corte riducendo quasi allo zero virgola il potere di Casini a Palazzo Madama. Nonostante è stato proprio il leader dell’Udc a dargli la migliore parte di se per la sua ascesa politica. Una dimostrazione chiara che davanti al potere non esistono né amicizie né patti di sangue. Una strategia che, qualora andasse a buon fine significherebbe la morte politica di Pierferdinando Casini e della sua Udc.


AL SENATO È GUERRA FREDDA, CAMPAGNA ELETTORALE INTENSA ALLA CAMERA

Gli sforzi che stanno facendo i montiani al Senato sono quelli di prendere il maggior numero di Senatori e su questo non ci piove.

E alla Camera dove la lista “Scelta Civica” si presenta in coalizione con l’Udc e il Fli ma che ha al suo interno soltanto montiani doc? Lì è previsto il maggior impegno da parte di Monti per accaparrarsi il numero maggiore di voti possibili. Lì la campagna elettorale verrà fatta solo ed esclusivamente per l’ex premier. Casini e Fini se vorranno le preferenza dovranno spendersi in prima persona per cercarle.

L’obiettivo dei montiani in questi giorni è puntare quasi esclusivamente sulla campagna elettorale per Montecitorio. Manco a dirlo lo staff del Professore ha come obiettivo quello di ottenere una percentuale maggiore rispetto a quella dei propri alleati. In modo che  se ottiene la maggioranza in entrambi i rami del Parlamento la sua leadership non potrebbe mai essere messa in discussione, nemmeno in caso di divorzio acclarato. Monti vuole ottenere più peso politico all’interno della coalizione anche per essere lui e solo lui (senza condizionamenti esterni) a decidere nella fase post voto quali saranno le alleanze da percorrere per contare qualcosa sia in caso di vittoria di Bersani che in quello più improbabile di vittoria di Berlusconi.

 

TRA I DUE LITIGANTI MONTEZEMOLO GODE

Chi potrebbe trarre vantaggio dalle litigate sotterranee tra Pierferdinando Casini e Mario Monti. Colui che non si è personalmente candidato alle elezioni ma che ha sempre sostenuto l’ex premier nella sua discesa politica: Luca Cordero di Montezemolo.

Colui che aveva fatto di tutto per evitare, anche litigando con Monti stesso, che Scelta Civica cedesse al genero la golden share del Gruppo al Senato cosa che l’ex premier aveva già fatto.

Cosa invece si augurano all’unisono i senatori di Pd e Pdl? Che Scelta Civica rimanga sempre al di sotto del 10% affinché il loro potere resti più forte e venga condizionato il meno possibile dalle dinamiche centriste. Un risultato che al momento, almeno stando ai sondaggi sembra impossibile da ottenere ma se la separazione in casa (quella tra Casini e Monti) si tramutasse in un vero e proprio divorzio sarebbe un’idea quasi realizzabile.

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