ELEZIONI 2013/ La Rivoluzione Civile di Ingroia: “Grasso chi? Quello del premio antimafia a Berlusconi?”

Ora è ufficiale. Saranno almeno cinque i candidati premier per governare l’Italia: Silvio Berlusconi per il centrodestra, Mario Monti per i centristi, Pierluigi Bersani per il centrosinistra, un rappresentante del Movimento Cinque Stelle e il “Rivoluzionario Civile” Antonio Ingroia. Che è partito fortissimo, lanciando una stilettata al suo ex collega Piero Grasso, candidato del Pd: “È stato Berlusconi a nominarlo super procuratore. Siamo altamente incompatibili con Monti, Berlusconi e Bersani ma le nostre porte sono aperte per chi, come i ragazzi del Movimento 5 Stelle, vogliono migliorare il Paese.”

 

di Viviana Pizzi

“RIVOLUZIONE CIVILE”: CHI SONO GLI ALLEATI

Antonio Ingroia ha parlato chiaro. Ha spiegato che i primi veri alleati sono gli uomini della società civile che hanno deciso di aderire al movimento.

Quelli che hanno risposto all’appello indirizzato naturalmente ai cittadini e alla buona politica. La risposta secondo Ingroia è stata in massa e da poche centinaia in due settimane il Movimento ha migliaia di seguaci. Il leader ha assicurato: “saremo milioni a credere in questo possibile cambiamento dell’Italia”.

Il primo fra tutti ad appoggiare Ingroia sarà naturalmente il leader degli arancioni Luigi De Magistris. Insieme al sindaco di Napoli anche quello di Palermo Leoluca Orlando e il presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Ci saranno anche gli appartenenti al Movimento “Cambiare si può” che si riconosce nella Federazione della Sinistra e in Rifondazione Comunista. Diverso, lo ha detto lo stesso Ingroia, dal Movimento voluto dal sindaco di Napoli.

Ringrazio i partiti che hanno fatto un passo incontro – ha sostenuto Antonio Ingroia – sono parte della buona politica alla quale mi sono rivolto”.

rivoluzione_civile_ingroiaNumerosi i nomi della società civile, tutti in primo piano nella lotta all’antimafia. Il primo che non si candiderà ma sosterrà il movimento dall’esterno è Salvatore Borsellino, il fratello del giudice Borsellino, in rappresentanza delle Agende Rosse. C’è poi Tina Montinaro, la vedova dell’agente ucciso nella strage di Capaci, anch’essa col suo movimento “Associazione per la verità”. Nelle liste entrerà Flavio Lotti, famoso per aver partecipato alla Marcia della Pace ad Assisi. Come candidata anche Gabriella Stramaccioni direttrice nazionale dell’associazione Libera.  La candidatura più importante è quella di Franco La Torre, quella su cui Ingroia punta in particolar modo, perché figlio di quel Pio La Torre assassinato per mano della mafia e sul quale Antonio Ingroia studente aveva anche presentato una tesi di laurea. Una candidatura importante che pone il nuovo movimento come il vero polo antimafia basato sulla difesa di valori fondamentali quali la legalità e il rispetto della Costituzione.

 

PERCHÈ INGROIA “CI STA”

Antonio Ingroia lo ha specificato nell’avvio della conferenza stampa di oggi. È sceso in campo perché ha ritenuto “insufficiente il lavoro fatto nelle aule di giustizia perché la politica non ha fatto il proprio dovere”.

Ora però lo stesso Ingroia sa di non vivere in un paese normale e in una situazione non normale ma in un’emergenza democratica dovuta allo strapotere della criminalità.

Io ci sto – ha sottolineato– è venuto il momento della responsabilità politica e istituzionale”.

 

INGROIA E GLI ALLEATI

Il nuovo simbolo Rivoluzione Civile con il nome di Ingroia al centro e i cittadini vestiti di rosso sotto vuol dire una cosa: tutti i partiti che hanno accolto il suo appello non presenteranno liste autonome per l’elezione alla Camera e al Senato di febbraio.

Per queste elezioni infatti l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, Cambiare si può e il Movimento Arancione di De Magistris insieme ai Verdi e alla Sinistra Radicale non presenteranno i propri simboli di partito, unendosi nel cartello elettorale che li vedrà compatti e uniti verso la conquista del Parlamento e, perché no, del Governo del Paese.

Questo però non vuole significare che questi simboli e la loro storia scompariranno definitivamente. Infatti insieme alle elezioni parlamentari a febbraio gli elettori di Lazio, Lombardia, Molise e Friuli Venezia Giulia si saranno chiamati alle urne anche per eleggere i loro presidenti con annessi consigli regionali.

L’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro ha già annunciato che in quelle occasioni si presenterà con il proprio simbolo di partito e presumibilmente in appoggio alle coalizioni di centrosinistra. Situazioni che verranno poi definite nei primi giorni dell’anno quando saranno presentate le liste elettorali.

 

INGROIA E IL PD: BERSANI NON HA RISPOSTO ALL’APPELLO NON VUOLE UNA POLITICA ANTIMAFIA

Ingroia sarà alternativo a Pierluigi Bersani. Lo dimostrano le parole di fuoco che lo stesso ha avuto nei confronti del leader del Pd e del candidato dell’ultim’ora Pietro Grasso, anch’egli magistrato antimafia.

Una politica antimafia ha bisogno di un’alleanza trasversale – ha sostenuto Ingroia – per questo avevo inviato una lettera a Bersani. Sapendo che non risponde ad appelli pubblici l’ho cercato sul suo telefonino privato e non ho avuto risposta. Abbiamo chiesto a Bersani se voleva fare politica antimafia. La sua non risposta significa che non vuole farla. Noi diamo segnali candidando la migliore storia del nostro Paese”.

A questo punto scatta l’attacco a Piero Grasso che ha scelto di scendere in campo vicino a Bersani.

Berlu… (scusate Bersani ho avuto un lapsus) – aggiunge Ingroia – candida invece Piero Grasso che nel maggio 2012 voleva dare un premio al Governo Berlusconi come migliore esecutivo antimafia. Fu scelto in base alle stessa legge che approvò nella quale si escludeva Giancarlo Caselli. Queste sono le differenze tra le nostre scelte e quelle del Pd. Sulle nostre spalle pesa la questione morale e la lotta antimafia. Quella stessa che il Pd ha dimenticato”.

La porta Ingroia la lascia aperta a patto che il Pd esca dalle sue contraddizioni.

 

PORTE APERTE ANCHE AL DIALOGO CON IL MOVIMENTO CINQUE STELLE

Dopo aver attaccato il Pd Ingroia ha anche ringraziato Vendola che aveva invitato Bersani a tenere una porta aperta ma evidentemente ha perso le primarie e si è dovuto piegare alla legge del segretario del Pd. Poi ha aperto al dialogo anche a Beppe Grillo e al suo movimento Cinque Stelle.

A Beppe Grillo voglio dire – ha sottolineato Ingroia–  che la porta è aperta e valutiamo la possibilità di vedere quali sono i punti su cui dialogare. Preclusioni non ne abbiamo per nessuno   tranne che per Berlusconi e Monti. Qui c’è una nuova identità che cresce. Un polo nuovo alternativo al berlusconismo e al montismo. Noi siamo il vero voto utile per cambiare il paese. Mi sento a volte sognatore ma non velleitario. Sogno di cambiare l’Italia secondo gli ideali di giustizia e uguaglianza”.

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