ELEZIONI 2013/ Diritti dei gay: la propaganda di Pd, Pdl e Udc non promette niente di buono

Il dibattito sulle coppie gay ha sempre alimentato le campagne elettorali, usato però come specchietto per le allodole con l’obiettivo di attrarre i voti degli omosessuali. Peccato che poi alle parole non siano mai seguiti i fatti. L’Italia, come abbiamo spiegato più volte, è uno dei paesi più arretrati d’Europa per quanto riguarda il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. E allora com’è possibile che persino il cattolico Monti, che da ex premier si è disinteressato della questione, abbia deciso di candidare attivisti gay? Il sospetto che si tratti, ancora una volta, di una presa in giro è molto forte.

 

di Viviana Pizzi

Ora però, in piena campagna elettorale, tutti sembrano accorgersene è il primo di questi è stato proprio Silvio Berlusconi, lo stesso Cavaliere che ha governato per otto anni su dieci nel nuovo millennio e che ha gestito un partito, il Pdl,  che ha votato contro bocciandola, insieme all’Udc e alla Lega, alla proposta di legge contro l’omofobia nel novembre scorso. Un disegno di legge voluto soltanto da Idv e Pd che portava all’equiparazione dei reati contro gli omosessuali a quelli di tipo razzistico.  Per ora la legge non c’è proprio grazie ai berlusconiani e ai futuri montiani.

 

BERLUSCONI E L’APERTURA AI GAY

La dichiarazione è arrivata all’indomani del raggiungimento dell’accordo con la Lega Nord, che nel passato ha sostenuto anch’essa posizioni omofobe.

Ora però Berlusconi si è azzardato persino a dire  che “se si ha una maggioranza che consente di cambiare il codice civile, si possono riconoscere giuridicamente le coppie di fatto anche omosessuali”.

Peccato però che gli omosessuali ricordano anche le dichiarazioni che il Cavaliere nel tempo ha fatto contro chi ama persone dello stesso sesso.

Il 26 febbraio del 2011 però Berlusconi stesso, quando le elezioni erano lontane e con esse anche la caduta della sua maggioranza che arrivò soltanto nove mesi dopo disse cose che erano l’esatto opposto sia sulle coppie gay che sull’adozione dei single. Erano tempi in cui godeva dell’appoggio del Vaticano e aveva con se la Lega al governo.

In un’intervista aveva assicurato che ”finché il Pdl sarà al governo “non ci sarà mai un’equiparazione tra matrimoni tradizionali e unioni gay, così come non ci saranno adozioni per genitori single“.

Come si fa a cambiare radicalmente idea in due anni? Soltanto con le elezioni alle porte. Guardando il comportamento del suo partito in occasione del voto sulla legge contro l’omofobia non si può che arrivare alla conclusione che la verità l’abbia detta due anni fa. E quella di oggi? L’ennesima contraddizione del Cavaliere.

MONTI, L’INSERIMENTO DI DUE OMOSESSUALI NELLE LISTE E LE DICHIARAZIONI DI CASINI

Mario Monti non resta a guardare. Sa che deve riuscire a portare a casa il risultato di ottenere l’incarico di premier dal Presidente della Repubblica. E per farlo la sua azione deve essere ancora più decisiva.

Come fare per aumentare le proprie percentuali dopo aver ottenuto il sì all’appoggio della Chiesa Cattolica? Intercettare il voto omosessuale seguendo l’esempio di Pierluigi Bersani, ossia inserire attivisti gay nelle proprie liste.

I due omosessuali montiani però hanno sempre lavorato per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. Un mantra di cui la Chiesa che appoggia il professore non vuol proprio sentire parlare.

bimbiminkiaChi è che ha aderito all’agenda Monti? Il direttore e imprenditore del sito Gay. it Alessio De Giorgi e il presidente del Laboratorio di Officine Democratiche Giuliano Gasparotti.

Il primo ha accettato la candidatura al Senato in Toscana

“Ho accettato la candidatura in Toscana, al Senato, per la lista Monti – ha spiegato De Giorgi sul suo profilo Facebook – l’ho fatto con convinzione, sapendo che l’agenda Monti conteneva gran parte delle proposte che erano nel programma per le primarie di Matteo Renzi salvo che per la parte sui diritti civili, che io stesso avevo contribuito a costruire ed a scrivere, lacuna che viene però coperta dalla scelta che è stata fatta sul mio nome che non è certamente un nome neutro o leggero su questi temi”.

De Giorgio in passato era stato anche membro della prima assemblea del Pd.

“Se entrerò al Senato lo farò con le mie idee le mie passioni e non cambierò di una virgola ciò che ho pensato in passato”.

E il cattolico Pierferdinando Casini come reagisce all’apertura di Mario Monti al mondo omosessuale? Alla scelta dell’ex premier tecnico di lasciare libertà di coscienza sui temi etici?

Chi convive, siano persone dello stesso sesso o di sesso diverso, ha diritto ad avere tutele civili è un fatto di garanzia del diritto – ha dichiarato durante la trasmissione di Rai 1 “Uno Mattina”-

il matrimonio gay però è un’idea che mi trova agli antipodi. Conosco tanti gay che non pensano al matrimonio e che ritengono questa impostazione una forzatura ideologica. Ci sono tanti gay che non vanno al Gay Pride”.

 

Insomma una dichiarazione che da una colpo al cerchio (gli omosessuali da portare al voto) e l’altro alla botte (la Chiesa cattolica che da sempre è un serbatoio di preferenze per il partito).

Gli omosessuali però ricorderanno che anche per l’Udc come per il Pdl non è stato ritenuto fondamentale approvare la legge contro l’omofobia. Peccato però che nel luglio scorso Casini definiva i matrimoni gay “un vero atto di inciviltà”.

Cosa è cambiato da allora? La voglia di Udc e Monti di rimanere al Governo, di essere maggioranza. E sanno benissimo che per un accordo con il Pd è necessario fare un passo indietro sulle posizioni nei diritti civili. Almeno in campagna elettorale e prima degli accordi governativi.

 

BERSANI SI DIFENDE ALLEANDOSI CON VENDOLA E PUNTANDO SUGLI OMOSESSUALI DI SEMPRE

Neanche il Pd resta a guardare ribadendo le sue posizioni a favore degli omosessuali. Non vuole certo perdere quel primato che si è guadagnato negli anni raccogliendo nel suo partito tutte le personalità di spicco del mondo gay. Lasciando fuori soltanto Vladimir Luxuria da sempre schierata su posizioni più estreme.

L’accordo programmatico con il leader di Sinistra Ecologia e Libertà Nichi Vendola non dovrebbe lasciar spazio a dubbi. I veri sostenitori dei diritti degli omosessuali al governo dovrebbero essere loro. Bersani però non si arrende e arruola l’ormai famosa Anna Paola Concia insieme a Sergio Lo Giudice e Ivan Scalfarotto. Sel oltre a Vendola propone anche il padovano Alessandro Zan.  Nel movimento annesso di Massimo Donadi “Diritti e Libertà” c’è invece l’attivista Franco Grillini.

Di certo la posizione di questa coalizione è quella meno attaccabile. Non si può però non ricordare che in “tempi non elettorali” erano proprio i diritti civili a provocare strappi tra Bersani e Vendola. Il primo convinto della “non opportunità del riconoscimento del matrimonio gay” e su questo più vicino a Casini e il secondo “convinto di volere le nozze nel suo programma elettorale”. Chi la spunterà? Lo scopriremo solo vivendo.

TUTTI UNITI SOTTO L’EGIDA PRO GAY: INIZIANO LE PROVE DEL GOVERNONE UNICO

Di certo l’apertura ai gay è un cartellone elettorale per sottrarsi i voti l’un l’altro. Chi ci dice però che sotto a questo uniformarsi di posizioni non ci possa essere anche un altro fine: quello di arrivare, in caso nessuno riesca a ottenere la maggioranza assoluta, a un governo di salute pubblica  composto dalla strana maggioranza Berlusconi, Monti, Bersani accontentando anche la frangia estremista di Sel che sull’argomento si è sempre battuta.

Per raggiungere la pace i nostri eroi sono pronti anche a sotterrare l’ascia di guerra sui diritti civili. Almeno agli occhi dei cittadini omosessuali che devono scegliere a chi dare la loro preferenza. Frazionando un elettorato che probabilmente avrebbe potuto anche fare la differenza a favore di una coalizione.

Di questa presunta apertura potremo verificarne gli esiti dopo il 25 febbraio, quando si andrà a governare. Solo allora sapremo se in una coppia di fatto il compagno sano potrà decidere le sorti di quello malato, se quello che sopravvive potrà entrare effettivamente nel testamento di quello che muore. E se potrà decidere in materia di eutanasia o donazione degli organi. E magari se una coppia gay potrà anche accedere alla fecondazione assistita come avviene per una coppia di fatto eterosessuale.

Ai posteri l’ardua sentenza.

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