EDITORIALE/ L’anno che verrà

di Pasquale Di Bello

Michele Iorio, governatore uscente, a giorni (salvo sorprese) verrà proclamato eletto. Per sovvertire il risultato attraverso un riconteggio delle schede bisognerà aspettare un anno circa. Tra dodici mesi, probabilmente, il governo regionale sarà di diverso colore. Intanto è necessario prepararsi ad altri appuntamenti. Quello probabile di primavera, con le elezioni politiche, consentirà di mandare a casa i parlamentari legati a Iorio e Berlusconi. Per questo è necessaria un’opposizione che non si limiti al Palazzo ma che si estrinsechi attraverso iniziative esterne alle istituzioni e che sfruttino l’energia liberata dalle regionali 2011.

Come finirà? E’questa la domanda che molti lettori ci pongono e il quesito, chiaramente, si riferisce all’esito dellpiazza_weba controversa elezione del presidente della Regione Molise. Noi al momento dubbi ne abbiamo pochi: sulla base di calcoli errati in Molise gira una smaccata menzogna: quella che le elezioni le abbia vinte Michele Iorio. A confermarci in questa tesi stanno le moltissime segnalazioni che ci giungono da più parti del territorio. Particolarmente significativa quella di un lettore, rappresentante nel comune di Petacciato per una lista collegata a Michele Iorio che ci scrive, testuale: “Avendo svolto funzione di rappresentante di lista, per conto di una lista collegata al candidato uscente, Michele Iorio, posso affermare l’anomalia riscontrata nel seggio elettorale di Petacciato. Sulle tre sezioni di questo comune, alla fine dello spoglio delle schede (quindi prima che i verbali venissero redatti) , il risultato dei candidati era il seguente : Frattura 908 , Iorio 832. Il sito della Prefettura Campobasso riporta : Iorio 874, Frattura 871. Che dire…. a tutto c’è un limite…”.

A tutto c’è un limite, dice il nostro lettore, senza omettere di rivelarci il proprio schieramento d’appartenenza: quello dello stesso Michele Iorio. Una testimonianza che più genuina e al tempo stesso significativa non potrebbe essere. A Frattura, in pratica, sono stati sottratti 37 voti mentre a Iorio, di converso, ne sono stati aggiunti 39. Fanno esattamente 76 voti a sfavore del candidato del centrosinistra, un dato altissimo se si considera che a Petacciato, complessivamente, hanno votato 1994 persone: un errore di circa il 4%. L’esempio è indicativo di come l’inesperienza o la faciloneria con la quale alcune operazioni elettorali sono state condotte possa aver determinato errori materiali che alla fine hanno inciso sul risultato finale. Non crediamo a ipotesi di condotte dolose messe in atto dagli addetti ai lavori, tuttavia questo nostro personale punto di vista non ci esime dall’indagare anche nella direzione di ipotetici brogli elettorali.

Tornando invece alla domanda iniziale, “come finirà?”, possiamo azzardare una previsione: finirà con Iorio proclamato eletto e con una raffica di ricorsi che tra un anno circa molto probabilmente ribalteranno il risultato. A quel punto, se così fosse, bisognerà  capire a chi mettere in conto un anno di legislatura rapinato al legittimo vincitore. Nel frattempo, in attesa che quest’anno passi, che questo supplemento di notte svanisca, occorrerà una vasta e incessante mobilitazione sociale. L’opposizione a Iorio e alla camarilla di poteri forti che lo sostengono non potrà più essere solo quella istituzionale. I consiglieri regionali non bastano, come queste ore stanno già dimostrando. Ci saremmo aspettati che dinanzi alle macroscopiche incongruenze che stanno emergendo, gli oppositori, tutti e dodici, si fossero presentati in conferenza stampa e a microfoni aperti avessero detto: “Bene, Iorio ha vinto e questo lo dice la Prefettura e tra poco lo dirà anche la Corte d’Appello. Tuttavia è nostro dovere, per i dati e le segnalazioni in nostro possesso, andare a vedere le carte e a ricontare e controllare scheda per scheda; in attesa che ciò avvenga la nostra sarà un’opposizione doppia: dentro e fuori dal Palazzo”. E invece niente di tutto questo, la sindrome del pesce in barile sembra aver già preso piede, ma speriamo di sbagliarci. A pensar male, come è noto, si fa peccato e noi non vorremmo, peccando, azzeccare un pensiero che ci cresce nel cervello come un legno storto. Quello che per taluni l’importante è l’essere personalmente eletti, a prescindere dal risultato generale. E’ per questo che l’opposizione, nel Palazzo, non basta più. Nei prossimi giorni, anche da questa sede, comincerà la campagna per una mobilitazione organizzata, tale da trasferire in azioni concrete l’enorme energia che le elezioni regionali del 2011 hanno sviluppato. Indipendentemente dai numeri, Iorio queste elezioni le ha perse tra la gente. A suo favore hanno giocato una serie di fattori di cui gli errori marchiani nei seggi e i grillini sono soltanto gli aspetti più evidenti. Ciò nonostante il risultato del centrodestra è quello di un arretramento mortale nella sua tendenza: Iorio rispetto al 2001 perde personalmente circa 16mila voti e 11 punti percentuali. Questo qualcosa vorrà pur dire. E’ un segnale inequivocabile da raccogliere in vista delle probabili elezioni politiche di primavera. Berlusconi è al capolinea e alla fine della corsa andranno accompagnati anche i suoi rappresentanti molisani. In attesa di mandare a casa il capofamiglia, in attesa che questo anno di ricorsi passi, adesso è l’ora di guardare oltre. Oltre le regionali c’è un Molise che ha vinto ed è quello della gente che non si rassegna. La nottata non è ancora passata, ma la faremo passare.


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