EDITORIALE/ Berlusconi/Iorio: funerale a due piazze

di Pasquale di Bello

L’attenzione nazionale cade giorno dopo giorno sul Molise, regione dove si gioca il destino di Silvio Berlusconi. La celebrazione delle primarie per la scelta del candidato da opporre all’uscente governatore regionale, Michele Iorio, ha determinato una forte spinta popolare al cambiamento. La vittoria del giovane centrista Paolo Di Laura Frattura, alleato della sinistra, apre nuovi e inediti scenari che potrebbero compromettere la tenuta del governo nazionale. In questo “complice” anche Antonio Di Pietro, deciso a dare la spallata definitiva al Cavaliere proprio dal suo Molise. Le regionali del 16 e 17 ottobre prossimi sono quindi gravide di novità per taluni, e di drammi annunciati per talaltri.

Nelle scorse ore, complici le Primarie molisane del centrosinistra, a Silvio Berlusconi è stato consegnato l’avviso BERL_IORIOdi sfratto da Palazzo Chigi. Sulla busta, in realtà, i nomi stampigliati sono due: quello del governatore del Molise, Michele Iorio, e quello appunto del premier. Entrambi, la fotocopia e l’originale, sono legati da un inseparabile destino. Alles kaputt, tutti al tappeto. Si apre infatti per entrambi uno showdown che farà capire agli italiani (e ai molisani) quali siano le reali carte che i due hanno in mano. Poche e brutte, a nostro avviso.

Partiamo dai numeri. Un recentissimo sondaggio continua a dare il Pdl in caduta libera, attestandolo al minimo storico del 25,5% e, in coalizione con la Lega (9,8%), al valore complessivo del 35,3%. Dall’altro canto Partito democratico (29,5%), Italia dei Valori (9,2%) e Sinistra Ecologia e Libertà (5,3%), insieme si attestano al 44%. Il Terzo Polo viene invece dato al 10,7%.

Con questi numeri, come si suol dire, il morto è nella bara ed è chiaro, restando alla metafora cimiteriale, che se c’è una salma è quella di Silvio Berlusconi. Per il Cavaliere è suonata la campana dell’ultimo giro e la spallata definitiva, c’è da crederlo, potrebbe arrivare proprio dal piccolo Molise, caso locale che per via dell’unico turno di voto regionale (16 e 17 ottobre prossimi) è assurto a caso nazionale. Non passa giorno, infatti, che da Roma non arrivi un qualche gioco di prestigio volto a corbellare i molisani: dalle piogge dorate di quattrini inesistenti (come ad esempio quelli destinati a finanziare la fantomatica autostrada del Molise, cavallo di battaglia per la terza campagna elettorale di Iorio) alle visite di ministri e sottosegretari, alle strane alleanze montate la mattina e smontate la sera come quella tra il leader di Grande Sud (sic!), Gianfranco Miccichè, e Progetto Molise, la lista formato famiglia capeggiata da Luca Iorio, figlio del presidente regionale (d’altra parte, quella del Trota, non è solo un’usanza padana).

Il funerale, tuttavia, si annuncia a due piazze. Un candidato di matrice centrista ha vinto le primarie della scorso 4 settembre, indette dal centrosinistra per individuare il candidato da contrapporre al governatore del Molise. E il Molise, che sostanzialmente è restato quello che era, una regione democristiana, ha detto che per battere uno scudocrociato occorre un altro scudocrociato. Questo non piace alla sinistra radicale e locale, quella le cui scelte si fermano a due candidati: Che Guevara o, in alternativa, il sub-comandante Marcos, ma tant’è. Paolo Di Laura Frattura, così si chiama il vincitore delle primarie, potrebbe essere l’officiante del funerale a due piazze, quello di Berlusconi e Iorio.

In cerca di rivincite dalle legnate di primavera (amministrative e referendum), Berlusconi verrà a cercare tra i sanniti quel viagra politico che non trova a livello nazionale. Ma l’oscura periferia della Nazione, potrebbe riservargli brutte sorprese. Sempre stando ai numeri, i votanti alle primarie sono stati oltre diciottomila, un numero impressionante se si pensa alle ridotte dimensioni della regione e alle avverse condizioni climatiche (una domenica rovente e di garbino) che hanno contrassegnato la giornata di voto. Eppure il segnale è chiaro: c’è voglia di partecipazione, c’è voglia di pulizia e aria nuova.

Il Molise è l’unico posto dove ancora circolano i mammut della politica, e Iorio che di riffa o di raffa, dal centrosinistra al centrodestra, amministra la regione da circa quindici anni, adesso punta al ventennio. Berlusconi, che il mammut lo fa a Roma, e che è la proiezione nazionale dei proboscidati locali, punta allo stesso primato.

Entrambi invece dovranno fare i conti con un clima generale radicalmente mutato e ostinatamente contrario al centrodestra. In più, in Molise, c’è un processo di scongelamento dell’Italia dei Valori, per troppo tempo ibernata, e per questo funzionale a Iorio. L’Idv, per bocca del Di Pietro junior, Cristiano (anche qui il trotismo, cioè il familismo, è la regola), ha fatto sapere di guardare con attenzione al vincitore delle primarie molisane. In realtà l’accordo tra Di Pietro senior e Paolo Di Laura Frattura è cosa fatta da tempo. Solo il minuetto della politica ha impedito sinora di portarlo alla luce. E’ qui, nel suo Molise, che Antonio Di Pietro sfilando la poltrona a Michele Iorio, tenterà di mettere chiappe a terra il governo di Silvio Berlusconi. Si annunciano esequie doppie, sempre più probabili e vicine.


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