ECONOMIA VERDE/ La ‘dieta-lampione’ e il ‘Costo-termico’ dei ministri Clini e Passera

È proprio il caso di dire: spegnete le luci! In Italia ci sono circa 10 milioni di lampioni che gravano sulle amministrazioni locali il doppio rispetto ai Paesi dell’Unione Europea e così nella politica dei tagli sempre più comuni decidono di razionalizzare le spese attenuando l’illuminazione serale. A favore di un percorso sull’energia più virtuoso verso la sostenibilità Corrado Clini, ministro dell’Ambiente, e Corrado Passera, ministro per lo Sviluppo Economico, durante l’incontro ‘Stati Generali della Green Economy’ hanno illustrato il progetto ‘Conto Termico’ che stanzia 900 milioni annui a favore di famiglie e imprese che investiranno nei nuovi impianti tecnologici.

 

di Maria Cristina Giovannitti

green_economy1La possiamo chiamare ‘dieta-lampione’, una metafora che ben rispecchia la politica dello spending review anche per l’illuminazione pubblica. In Italia i lampioni sono 10 milioni, uno ogni 15/20 metri, e arrecano una spesa non indifferente alle amministrazioni locali: il consumo per abitante è di 110 chilowattora, un’enormità se rapportata ai 42 chilowattora della Gran Bretagna. L’Italia spende circa 1 miliardo l’anno, il doppio rispetto ai Paesi dell’UE.

Considerando l’ultimo rapporto 2011 di Convert, i consumi per l’illuminazione stradale e negli edifici pubblici sono in crescita del 2 per cento. I motivi sono vari: colpa di sistemi sempre più spesso vetusti che portano spese maggiori per le riparazioni; sono aumentati dispositivi elettrici che portano spese maggiori;  la presenza di tante piccole sedi distaccate come per esempio Comuni, Province e Regioni che rendono costosa l’ottimizzazione degli impianti e la ‘non mentalità del risparmio’ di moltinon tuttidipendenti pubblici che con facilità si lasciano andare a sprechi inutili e dispendiosi – luci dimenticate accese negli uffici.

A seguito dei vari incrementi sempre più amministrazioni hanno deciso di razionalizzare l’uso/abuso dell’illuminazione pubblica a giovamento delle tasche comunali, alcuni spegnendoli dopo una certa ora, altri attenuando la luce in tarda serata: con un uso ragionato si arriva a risparmiare il 30 per cento e si apporta un taglio ai consumi del 45 per cento. Tra le grandi città sprecone c’è in primis Ragusa con una spesa del 97,7 per cento, seguita da Crotone, con un più 63,3 per cento e Livorno con il 61 per cento. Maglia nera a livello regionale va alle Marche con un aumento della spesa del 12,9 per cento e alla Calabria con un 11,9 per cento. Intanto il buon esempio sulla ‘dieta-lampioni’ è dato dalla Campania che razionalizza gli sprechi con un meno 8,2 per cento.

E il risparmio energetico è stato il fulcro dell’incontro ‘Stati Generali della Green Economy’ a Rimini dove il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini e il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera hanno esposto i punti importanti del nuovo decreto ministeriale annoverato come progetto ‘Costo-termico’: il Governo stanzierà 900 milioni annui per l’energia pulitariscaldamento biomassa, pompe di calore, energia solare di cui 700 milioni andranno in favore delle famiglie che acquisteranno impianti di nuova tecnologia e 200 milioni per le piccole imprese che si muoveranno a favore dell’energia sostenibile. Questi incentivi, erogati tra i 2 e i 5 anni, saranno detratti dalle bollette per un totale del 40 percento del costo di spesa «I giovamenti si avranno sulla bolletta» assicura il ministro Clini.

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