ECOMAFIA IN CAMPANIA/ I cittadini abbandonati tra i rifiuti. Alla mercé dei tumori

I roghi tossici, l’inquinamento ambientale e lo smistamento illegale dei rifiuti industriali non vanno in vacanza. E non vanno in ferie neanche i tumori. «Le Istituzioni, nazionali e locali, non hanno alcun interesse a risolvere il problema e ci hanno anche strumentalizzato. Siamo stati abbandonati, cornuti e mazziati!» urlano all’unisono con disdegno i cittadini del Coordinamento Comitato Fuochi della Campania. Perché tanta paura da parte delle istituzioni?

di Maria Cristina Giovannitti

ecomafie_in_campania_cittadini_sos1La politica dei ‘bla, bla, bla’: così potrebbe essere definita quella che da anni è adottata per il problema rifiuti tossici in Campania. Discorsi “politichesi” che tergiversano il problema e non mirano mai realmente ad una risoluzione. Se sempre più spesso siamo abituati a giri di parole e  buchi nell’acqua stavolta non abbiamo questo lussus naturae: il tempo passa e le madri, i padri, i figli si ammalano. Di cosa si ha davvero paura? Di denunciare la criminalità che guadagna sullo smistamento dei rifiuti? Di frantumare lobby economiche che fanno gola a politici ed industriali? Eppure sembra che non si capisca realmente il problema: tutti si ammalano, senza distinzione alcuna. In realtà lo hanno capito solo i cittadini che da anni si battono contro i roghi tossici e lo smistamento illegale di rifiuti industriali.

Loro non hanno paura di muoversi anche contro le istituzioni, quelle stesse istituzioni che li hanno abbandonati, a detta del Coordinamento Comitato Fuochi, e «stanno addirittura strumentalizzando il problema a proprio piacimento sulla pelle della collettività». Ma com’è possibile strumentalizzare un problema sociale di tali proporzioni?

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Eppure si può, ci dicono «Iniziamo con il Ministro all’Ambiente Clini, seguito subito a ruota dall’Assessore all’Ambiente della Regione Campania Romano: le loro dichiarazioni lasciano intendere chiaramente che il loro intento e’ unicamente quello di dirottare l’attenzione pubblica sulla questione dei rifiuti solidi urbani con la palese intenzione di far passare la necessità di costruire gli inceneritori. Come se non sapessimo che i roghi tossici non dipendono affatto dai rifiuti urbani bensì dalle migliaia di tonnellate di rifiuti industriali e tossici che illegalmente o legalmente entrano nella nostra regione e che finiscono per essere criminalmente sversati e bruciati nelle nostre terre. Aggiungiamo il Ministro alla Salute Balduzzi che ha tentato di sminuire e screditare gli importanti studi che con coraggio hanno svolto i professori del Pascale. Per Balduzzi l’aumento dei tumori è addirittura colpa dello stile di vita dei campani».

Insomma la politica sembra non mettere ancora a fuoco il fulcro del problema: non sono i rifiuti urbani, né la raccolta differenziata a portare i gravi danni alla salute ma le azioni criminali delle industrie che dovrebbero, a proprie spese, smaltire i rifiuti ed usano escamotages aiutati dalla camorra, casalesi in prima fila. E come dare torto a questi cittadini che ogni giorno vedono morire i propri figli?

Proseguono «La certezza di essere stati abbandonati ci arriva poi dalla Prefettura: in un incontro con i Comitati, il portavoce del Prefetto alza le mani, fa spallucce, ci dice che farà quello che può, ma non troppo, le risorse non ci sono».

Ma fa così paura risolvere il problema? Eppure basterebbero poche cose: videosorveglianza, monitorare discariche e siti di smistamento illegale ed aumentare i controlli da parte delle forze dell’Ordine. Non dimentichiamo che la Campania è la vicina di casa del Molise e che tutto il centro Sud “cova” quest’inquinamento ambientale. Intanto il Coordinamento non addolcisce la pillola «Stiamo querelando gli amministratori locali, forti di una massiccia raccolta firme collettiva». 

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