Due mesi di risiko politico? 700 proposte di legge presentate, tante inutili, e 17 milioni bruciati

Sono queste le cifre della diciassettesima legislatura, iniziata il 15 marzo. Mentre il Palazzo gioca al risiko politico, presentando tra l’altro proposte di legge inutili e ridondanti (siamo già oltre quota 700!), la macchina statale riesce a bruciare 17 milioni di euro in poco meno di due mesi. Perché “time is money” e perdere tempo costa. Fortuna che paga il cittadino…

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di Viviana Pizzi

La situazione di stallo  di questi ultimi due mesi ha creato disagio e malcontento. Ha portato alla rielezione storica di un Presidente della Repubblica (Giorgio Napolitano) e al primo governo tecnico politico di marca Pd Pdl dopo quello di Mario Monti che era soltanto appoggiato dalle stesse forze politiche. Una situazione che ha creato disagio come visto ieri davanti a Palazzo Chigi dove la disperazione di un uomo si è trasformata in tragedia. Non giustifichiamo la violenza, anzi la condanniamo, ma se il disoccupato voleva colpire la classe politica quanto accaduto a Roma è e resta un allarme sociale.

Quello che faremo ora è analizzare i possibili motivi del disagio: quelli avvertiti da milioni di italiani che pur si indignano quando per risolvere i conflitti vengono utilizzate le armi.

IL COSTO DELL’IMPASSE POLITICA: DICIASSETTE MILIONI DI EURO PER DUE MESI DI ORDINARIA AMMINISTRAZIONE

Per due mesi dopo le elezioni i nostri politici hanno giocato a risiko: sistemiamo quella casella lì, riempiamo l’altra in quel modo e via dicendo. E prima della formazione del nuovo governo sono passati circa 60 giorni così come è avvenuto in Olanda.

Deputati e senatori hanno percepito lo stipendio in questi mesi? Certo che sì. Lo hanno stabilito i 163 parlamentari del Movimento Cinque Stelle che hanno dichiarato l’ammontare della loro prima busta paga. Si tratta di circa 16mila euro comprensivi dei secondi quindici giorni di marzo (la legislatura è ufficialmente cominciata il 15) e del mese di aprile.

Si tratta di sedicimila euro comprensivi dei 5 mila euro di indennità parlamentare. Se consideriamo che questo è lo stipendio che hanno guadagnato 945 tra deputati e senatori ottenere quanto pagato dallo Stato in questi due mesi è semplice: si tratta di 15.120.000 euro. Una cifra con la quale si potevano risollevare almeno due piccole aziende in crisi totale di liquidi.

Non è tutto perché al costo di deputati e senatori bisogna aggiungere anche gli stipendi pagati ai 16 ministri e ai 27 sottosegretari del Governo Monti che hanno lavorato per altri due mesi in regime di ordinaria amministrazione.

Secondo Liberoquotidiano.it lo stipendio di un ministro era di 15836 euro mentre di un sottosegretario è di 15469 euro. In totale nei due mesi di impasse sono stati versati 506.752 euro per i primi e 835.326 per i secondi.

Quanto è costata quindi la macchina  governativa? Quasi 17milioni di euro che sono serviti alla presentazione di circa settecento proposte di legge e alla traduzione in legge del decreto del 25 marzo in merito alle disposizioni urgenti in materia sanitaria.

Tutto il resto è noia perché con un parlamento senza governo nel pieno delle sue funzioni meglio di così non si poteva fare. Del resto le due camere sono state bloccate per le elezioni di capigruppo, di uffici di presidenza, questori, presidenti di Camera e Senato e in ultimo il Presidente della Repubblica Italiana. Mentre l’Italia continuava a morire e non si trovavano i fondi per pagare la cassa integrazione per i nuovi poveri e i disoccupati che ormai sfiorano quota 12%.


L’ATTIVITÀ DEL GOVERNO MONTI E LA SANITÀ

Monti-Berlusconi3Sono stati certamente bloccati i provvedimenti che interessavano i costi della politica e in particolar modo quelli che interessavano il taglio delle province. Che per ora è rimasto sospeso nel limbo dell’impasse politica come tanti altri provvedimenti di cui ci siamo occupati in passato.

Il Governo Monti però qualcosa l’ha messa a punto. E si tratta della conversione in legge sulle misure urgenti sulla sanità pubblica.

Si tratta di un disegno di legge approvato dal Senato della Repubblica il 10 aprile 2013 e presentato dal premier Mario Monti e dal ministro per la Salute Balduzzi di concerto con il ministro della Giustizia Severino, con quello dell’economia Grilli e con il ministro dell’interno (attuale guardasigilli) Anna Maria Cancellieri. Un progetto che prevede la conversione in legge con modificazioni del decreto 25 marzo 2013 recante disposizioni urgenti in materia sanitaria.

Di che si tratta lo diciamo subito. All’articolo uno è prevista la dimissione di tutti i pazienti internati negli ospedali psichiatrici giudiziari entro il 31 marzo 2014 con la presa in cura dei malati da parte dei dipartimenti di salute mentale. E l’articolo due parla invece della modifica dell’impiego di medicinali con l’utilizzo delle cellule staminali. (QUI IL DECRETO COMPLETO)


I DISEGNI DI LEGGE PIÙ SIGNIFICATIVI DEL SENATO: CORRUZIONE E LAVORO IN POLE POSITION

Per oltre un mese non si è fatto che discutere della mancanza di disegni di legge e interpellanze da parte del Movimento Cinque Stelle.

Infatti su 122 iniziative al Senato la prima dei pentastellati è arrivata dopo un mese. Si tratta di una interrogazione presentata da Nunzia Catalfo al ministero della pubblica istruzione su alcune ricadute di tagli della spending review sul personale docente. In pratica si voleva sapere quanti insegnanti rischiano effettivamente il posto oppure se ci fossero stati tagli sullo stipendio di questi ultimi.

Il più attivo a Palazzo Madama è il presidente Piero Grasso che si è impegnato in maniera particolare contro la corruzione. Chiedendo il ripristino del reato di falso in bilancio e una maggiore punibilità per quelli contro la pubblica amministrazione che vanno dalla corruzione al voto di scambio passando per il riciclaggio. In particolare in Parlamento risultano depositate oltre 700 proposte di legge tra le quali 380 alla Camera e 320 al Senato.

Tra le attività più gettonate restano quelle legate al lavoro. Il capogruppo Luigi Zanda del Pd  ha presentato invece una proposta di legge relativa al conflitto di interessi. Altro progetto dei neo alleati di Berlusconi è anche quello dell’estensione dell’Aspi (assicurazione sociale per l’impiego) anche ai precari e alle lavoratrici atipiche. Il Pdl si è distinto invece con la presentazione di leggi contra iudicem presentati dal senatore Nitto Palma già dal primo giorno di attività parlamentare.

ATTIVITÀ ALLA CAMERA, GLI ATTI PIÙ SIGNIFICATIVI:  VENDOLA PENSA AI GAY E LA LEGA AL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI

Più di trenta proposte di legge alla Camera provengono dal Pd e puntano a favorire un piano di investimento per gli enti locali. In particolare Angelo Rughetti ha presentato una proposta di legge sul pagamento dei debiti alla pubblica amministrazione alle imprese attraverso l’uso delle giacenze di tesoreria dei Comuni.

Poker per il parlamentare Bocci (Pd) marito della neoministra Nunzia De Girolamo. La prima proposta è sulla salvaguardia del patrimonio ferroviario, la seconda sulle aree naturali protette e le ultime due sulle normative nelle aziende sanitarie, sulle città e sul turismo a piedi.

Raffaello Vignali del Pdl ha invece presentato un progetto di legge che  spinge per le modifiche alla Costituzione per liberalizzare l’attività economica privata e favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese.

Particolarmente attiva anche Renata Polverini che ha chiesto la delega al Governo per la revisione del trattamento tributario del reddito familiare mediante l’introduzione del quoziente familiare, poi la delega per l’introduzione di forme di partecipazione del lavoratori alla gestione delle imprese e quella per inserire un credito d’imposta in favore delle imprese per le nuove assunzioni.

calderoli_scemottoLa Lega Nord ha presentato  due progetti di legge a firma di Calderoli sul finanziamento ai partiti e sull’attribuzione di ulteriori forme di autonomia alle Regioni. Nichi Vendola invece, per mantenere le promesse con i suoi elettori ha presentato invece una proposta sull’uguaglianza dei diritti per l’accesso al matrimonio e la filiazione anche alle coppie dello stesso sesso. Essendo all’opposizione è difficile che il disegno si possa trasformare in legge. Lui però, prima di scegliere di rimanere al timone della Regione Puglia, ci ha almeno provato.

Tra cose positive e negative qualcosa si è mosso. Non però da giustificare la spesa di 17 milioni di euro soprattutto se si considera, lo ricordiamo, che la maggior parte delle proposte di legge presentate non sono altro che la riedizione di quelle già note e non discusse nella scorsa legislatura.

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