Donne e Politica: come siamo messi? Passi avanti: prima di Francia e Gran Bretagna

Con 287 parlamentari su 945, le italiane elette a Camera e Senato aumentano rispetto a qualsiasi altra legislatura dalla Costituente ad oggi. Questo però non basta a far entrare l’Italia nella top ten “rosa” mondiale. 

 

di Viviana Pizzi

quote-rosa_parlamento_italiano_buona_posizioneDalla scorsa legislatura le posizioni scalate sono 47. Successivamente vedremo quanti e quali partiti hanno contribuito a tale miglioramento. Fatto sta che nella scorsa legislatura eravamo appena al 79esimo posto.

A chi tocca la palma d’oro del parlamento più “femminista”? Al Ruanda che su un parlamento di 106 seggi ha eletto 55 donne toccando una percentuale del 51,9%. Al secondo posto il minuscolo stato di Andorra che su 28 seggi ha eletto 14 rappresentanti del gentil sesso attestandosi sul 50%. Medaglia di bronzo a Cuba che su 586 parlamentari ha eletto 265 donne attestandosi sul 45,9%.

Meglio di noi anche la Svezia che ha raggiunto una percentuale rosa del 44, 7% attestandosi al quarto posto mondiale, la Norvegia con il 39,6% e la Danimarca con il 39,1%.

Al ventiduesimo posto troviamo l’Uganda che arriva al 35% , al 23esimo il Burundi con il 34,9% , la Serbia con il 33,2% e il Nepal con la stessa percentuale. Prima di noi anche la Germania al 28esimo posto con il 32,4% .

In questa particolare classifica c’è però chi sta messo peggio dell’Italia e sono Paesi che si vantano di avere un sistema democratico più avanzato di quello italiano. Una di queste è la Francia che con il 25, 1% di donne nel parlamento si attesta al 48esimo posto. Peggio va alla Gran Bretagna che con il 22,6% di donne arriva appena al 62esimo posto. Gli Stati Uniti di Barack Obama saranno andati oltre su questioni razziali ma non su quelle di sesso. Con il 18,4% delle parlamentari donne gli Usa chiudono con un 94esimo posto che forse non ci si attendeva.

Quali sono gli ultimi tre paesi al mondo? Tutti extraeuropei. La palma d’oro per maschilismo va a Santa Lucia con solo 5 donne al Parlamento su 29 esponenti raggiungendo il 17,2%. Al secondo posto Montenegro con una percentuale del 17,3% e al terzo Saint Vincent e Grenadine con il 17,4%.


L’ITALIA E IL SUO PASSATO: MEGLIO DI TUTTE LE ALTRE LEGISLATURE

La legislatura appena cominciata in entrambi i rami del parlamento (Camera e Senato) è quella che fa registrare in Italia il record di elezioni al femminile.

Alla Camera dei Deputati le donne elette sono 197. Nella passata legislatura, quella del 2008, erano appena 128 ma sempre di più rispetto a quelle precedenti. Nel 2006 sono state elette 109 donne. Più di cento deputate elette alla Camera soltanto nel 1994 con 101 deputate.

Fu quella la prima legislatura a sfondare le tre cifre e la stessa in cui la presidente fu Irene Pivetti. Quando dal 1979 al 1992 è stata invece Nilde Iotti alla presidenza il numero non ha superato mai le 80 unità del 1987

laura-boldrini_cameraLa Camera dei Deputati più femminista è stata quella appena eletta. Quella più maschilista invece risale alle elezioni politiche del 1968 proprio mentre la gioventù di allora protestò per l’affermazione di tanti diritti tra cui quello allo studio. Allora a Montecitorio c’erano solo 18 donne. Nel 1948, anno della prima legislatura erano 44.

Anche al Senato della Repubblica il numero di donne elette il 26 febbraio è quello più alto raggiungendo le 180 unità. Se si considera che gli eletti di Palazzo Madama sono 320 abbiamo un Senato più rosa che azzurro.

Un risultato di tutto rispetto in un Paese dove non c’è mai stato un giudice nelle cariche più alte della magistratura. Sopra le cento unità e in particolare 113 è stato quello del 2008. Il Senato più maschilista è quello della seconda legislatura targata 1953 quando sole due donne entrarono a Palazzo Madama.


LE DONNE NEI PARTITI: PALMA D’ORO AL PD

Alla Camera dei Deputati il numero più alto di donne elette è del Pd. E’ facile arrivare a questo perché il Partito ha goduto del premio di maggioranza della coalizione. Fatto sta che si è arrivati al numero di 111 deputate.

 Medaglia d’argento al Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo che è arrivato a 37 deputate. Al terzo posto Sinistra Ecologia e Libertà con 10 donne tra cui la presidente Laura Boldrini. Nel Pd il numero si attesta al 37%, nel Movimento Cinque Stelle al 32% e Sel raggiunge il 27% al pari del Pdl che invece manda in parlamento 26 donne.

Perché la percentuale è la stessa? Perché i calcoli sono stati effettuati in base alla quantità di parlamentari eletti. Dopo il Pdl si piazza Scelta Civica di Mario Monti con 9 donne pari al 22% dei deputati. Con un deputato a testa si piazzano dopo Sudtiroler Volkspartei , Udc e Fratelli d’Italia. Nessuna donna in parlamento invece per i maschilisti della Lega Nord, Union Valdotaine e Centro democratico.

Al Senato la percentuale più alta è del Movimento Cinque Stelle che elegge 26 donne che si attesta al 48%. Al secondo posto come percentuale ma primo come unità di quote rosa elette si piazza il Pd con 46 senatrici e un 38%. Al terzo posto Sel con due senatrici e una percentuale del 28%.

Seguono Scelta Civica con 4 donne e una percentuale del 21% e il Pdl con 10 unità raggiungendo l’11%. Tutti gli altri partiti che sono entrati a Palazzo Madama sono rimasti a 0 e sono: Sudtiroler Volkspartei, Union Valdotain, Lista Civica Centro Sinistra, Grande Sud.

lombardi-m5s_ridicolaDa questo quadro viene fuori che il merito di un parlamento più rosa è certamente del Pd e del Movimento Cinque Stelle che hanno saputo scegliere quelle giuste da far eleggere.

Sono gli stessi due partiti principali protagonisti di un’alleanza di governo che non è stata raggiunta ed ha prolungato la fase delle consultazioni.

L’Italia, quella delle quote rosa, si augura che anche nel prossimo governo, sia esso di scopo oppure del Presidente, ci sia un numero adeguato di ministre.

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