DISASTRO AMBIENTALE/ In Campania, rifiuti e roghi mietono morti e malati. E la politica sta a guardare.

Anche la politica della ‘pacca sulla spalla’, quella che ha viso e voce solo in campagna elettorale sembra snobbare il disastroso problema campano dei rifiuti e roghi tossici. Sono i cittadini a fare quadrato con associazioni e comitati sollecitando i politici e condannando, senza paura, le amministrazioni locali che hanno contribuito al disastro. Stavolta il rammarico è per le prossime elezioni: bracci di ferro televisivi, sfide all’ultimo sondaggio, la corsa all’abolizione dell’Imu, promesse su promesse e nessuno, né di destra nè di sinistra, che mette come primo punto nell’agenda la peste di Napoli, quella dell’increscioso aumento dei tumori e che avvelena ogni giorno i cittadini a causa dello smaltimento illegale dei rifiuti industriali.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Siamo in periodo elettorale e la questione roghi tossici e rifiuti illegali –se non per scelte morali– dovrebbe almeno essere la ‘vetrina’ per le prossime votazioni. Ed invece neanche questo. Nessun candidato, tantomeno i partiti sembrano avere nella propria agenda il problema dei rifiuti. Si promette l’abolizione dell’IMU, si attaccano i rivali, si spulciano le liste alla ricerca degli incandidabili ma nessuno ha come priorità la salute dei cittadini, ‘appestati’quotidianamente dall’inquinamento che miete migliaia di vittime.


IL MINISTRO BALDUZZI COME SAN TOMMASO – Arriva un mea culpa da parte del Ministro della Salute Renato Balduzzi -o solo una presa coscienza per una situazione ormai troppo evidente. Balduzzi arriva in Campania, a fargli da cicerone Lucio Iavarone –presidente del Comitato Rifiuti- e don Maurizio Patriciello –simbolo della lotta ai rifiuti. Un tour, quello del Ministro, tra i rifiuti e le terre fumanti delle aree più inquinate che si è concluso con l’ammissione della gravità: “La Campania è una nuova Ilva” ha detto Balduzzi. Una consapevolezza che arriva dopo le sue poco felici affermazioni quando il Ministro aveva dichiarato che non vi è connessione tra l’increscioso aumento dei tumori e dei morti, con la questione dell’inquinamento ambientale, attribuendo le colpe ai cattivi stili dei campani.

In realtà dati e studi scientifici hanno smentito subito il Ministro. Primi fra tutti quelli condotti un paio di anni fa dal Dipartimento della Protezione Civile e predisposto dall’Organizzazione Mondiale sulla Sanità, dall’Istituto Nazionale di Sanità, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall’Osservatorio Epidemiologico della Regione Campania dove viene dimostrata chiaramente la connessine tra l’elevato numero di casi di malformazioni congenite e rischio mortalità con l’intensa esposizione dei cittadini allo smaltimento illegale dei rifiuti. Gli studi sono stati condotti su 196 comuni tra la provincia di Napoli e Caserta e i dati rivelati sono stati drammatici, sottolineando come sono: “numerose le associazioni statisticamente significative tra salute e rifiuti”.

roghi_rifiuti_tossici_campaniaIn questo lungo dossier si è riportato anche il trend in crescita dei casi di tumore tra i cittadini: in crescita del 2% la mortalità rispetto alle altre regioni d’Italia, più il 2% dei malati di tumore al polmone tra gli uomini, in aumento del 4% i casi di tumore al fegato per gli uomini e del 7% per le donne, in rialzo del 5% i tumori allo stomaco negli uomini che vivono tra le province di Napoli e Caserta.

Tanti altri gli studi, come quelli condotti dall’Università di Napoli ‘Federico II’ che ha confermato la drammatica unione rifiuti industriali tossici e tumori –malformazioni congenite. In questo dossier si è sottolineato come i tumori in Campania sono superiori tre volte rispetto alla media e a Caserta –zona agricola, più predisposta allo sversamento dei rifiuti nel terreno- la media è 6 volte superiore.

 

LA POLITICA È ASSENTE ANCHE DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE L’urlo di protesta arriva dai cittadini che hanno fatto quadrato alleandosi nella lotta contro il disastro ambientale. Sono loro, attraverso il Comitato Fuochi, a denunciare un assenteismo politico. Nessuno nelle proprie agende elettorali ha parlato di lotta allo smaltimento illegale dei rifiuti, nessuno ha dato la priorità la salute dei cittadini, secondo il coordinamento. E così si tutelano da soli e di fronte ad una politica che sta a guardare, il Comitato Fuochi ha stilato un documento che sottoporrà a tutti i candidati per le elezioni 2013. Una sorta di ‘promessa strappata’ dove ogni politico, qualora eletto in Parlamento, perorerà la causa ambientale campana anche quando sarà al Governo. Per ora il documento è stato condiviso da Rosaria Capacchione, capolista del Pd al Senato in Campania, e dal leader di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia.

 

LA LOTTA DEI CITTADINI CONTRO IL DECRETO CLINI – Continuano a far danni i colpi di coda del governo Monti. Tutti i partiti in tredicesima Commissione ‘Territorio, ambiente, beni ambientali’ del Senato hanno appoggiato il decreto Clini che autorizza a bruciare rifiuti nei cementifici. In realtà la denuncia accorata del Comitato Fuochi è quello di considerare questa proposta, non solo come una bomba ad orologeria ambientale, ma anche come una mina vagante per le lobby del cemento. Infatti i 59 cementifici presenti in tutt’Italia, con il decreto Clini, diventeranno degli ‘inceneritori camuffati’ dove lo smaltimento illegale sarà ancora più semplice: non è difficile immaginare le infiltrazioni dei rifiuti tossici industriali che, anziché essere smaltiti in discariche speciali a prezzi più elevati, saranno portati nei cementifici.

Inoltre queste strutture già di per sé favoriscono le emissioni di polveri sottili nell’aria, mentre il cocktail metalli pesanti-rifiuti industriali potrebbe rivelarsi rovinoso. La negatività del decreto Clini è anche per i Comuni che daranno l’ok alla proposta e saranno ancorati al contratto per tutta la durata senza poter favorire la raccolta differenziata e il riciclo.

Chissà perché gli unici a parlare di un progetto ecologico sono proprio il Ministro Clini e l’AITEC, l’associazione italiana tecnico Economia Cemento.

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