Diritti Gay? Solo per la Casta. E il Pdl vota sì per il senatore-compagno di Alfonso Signorini

Ivan Scalfarotto (Pd) è riuscito, con una interpellanza, ad ottenere che l’Ufficio di presidenza della Camera dei Deputati approvasse – con i voti di Pd, Pdl e Sel – la norma che allarga l’assistenza sanitaria anche ai compagni omosessuali dei parlamentari. Il Movimento Cinque Stelle, insieme a Scelta Civica e Fratelli d’Italia, si è astenuto. Per un motivo molto semplice, come spiega la capogruppo Lombardi: “Non vogliamo discriminare i gay ma si tratta di un discorso di equità”. Tanto è vero che di questi diritti potranno godere solo i compagni dei parlamentari. Tutti gli altri, niet.

 

di Viviana Pizzi

diritti_gay_solo_la_castaC’è chi parla di decisione storica e chi invece di un ennesimo privilegio concesso soltanto ai parlamentari ma che non viene esteso anche al popolo. Si tratta del riconoscimento di una coppia gay a Montecitorio. In particolare di quella formata da Ivan Scalfarotto del Partito Democratico e dal suo compagno Federico.

In cosa consiste? Dopo che il deputato ha versato 500 euro  al mese come si evince anche da quanto dichiara sul suo blog di veder estesa l’assistenza sanitaria integrativa al suo compagno così come avviene anche per gli altri parlamentari sia sposati che conviventi. Una forma di tutela che naturalmente tocca anche alla prole di chi siede a Montecitorio.  A Ivan Scalfarotto riesce una cosa che non aveva ottenuto nella sedicesima legislatura la più famosa Anna Paola Concia che aveva chiesto anche lei l’assistenza sanitaria per la moglie sposata all’estero Ricarda.

L’ORIENTAMENTO DELLA CAMERA E L’APPOGGIO DELLE LARGHE INTESE

Il presidente Laura Boldrini ha preso subito in carico questa richiesta. Lo ha fatto mettendola ai voti nell’ufficio di presidenza. Quelli favorevoli sono stati non soltanto del Pd e di Sel ma anche del Pdl.

Lo stesso partito che con molta probabilità ha agito in questo modo per non rompere subito quelle larghe intese che servono a governare il Paese.

Ci sarà stato qualche altro motivo? Noi pensiamo di sì ricordando che tra le candidature dei Berlusconiani c’erano omosessuali. In particolare si tratterebbe di Paolo Galimberti compagno storico di Alfonso Signorini di cui noi abbiamo già parlato. Ora è diventato Senatore e potrebbe presentare la stessa richiesta a Palazzo Madama che dovrebbe essere votata dalla stessa maggioranza che ora ha sostenuto Scalfarotto. E in quel caso l’assistenza sanitaria toccherebbe a uno dei berluscones più accaniti come il giornalista Signorini.

I voti di Pd e Sel invece vanno spiegati nella loro volontà di rispettare un programma elettorale in cui i diritti degli omosessuali sono al centro dell’attenzione.


SCELTA CIVICA, FRATELLI D’ITALIA E MOVIMENTO CINQUE STELLE SI ASTENGONO. DI MAIO: “UN ENNESIMO PRIVILEGIO”.

diritti-dei-gay_scalfarottoI montiani avrebbero votato no. Del resto nel loro programma elettorale non c’è mai stata la tutela dei diritti degli omosessuali. Per mantenere comunque il governo delle larghe intese hanno preferito non schierarsi apertamente contro Pd e Pdl mettendo così a rischio l’alleanza.

Per Fratelli d’Italia e anche per il Movimento Cinque Stelle non si tratta invece di voler negare un diritto agli omosessuali ma di un ennesimo autogol della casta. Che pensa a mettere in salvo un proprio privilegio non cambiando effettivamente nulla per gli omosessuali che vivono ogni giorno difficoltà a causa della loro condizione di vita.

Per Luigi di Maio del Movimento Cinque Stelle si tratta infatti di “un ennesimo privilegio” che va a favore della casta e non del cittadino. Gli ha fatto eco anche la capogruppo alla Camera Roberta Lombardi che ha così difeso i pentastellati dall’accusa di essere contro gli omosessuali: “non vogliamo discriminare i gay ma si tratta di un discorso di equità”.

Scalfarotto risponde che il Movimento Cinque Stelle ha “soltanto voluto mantenere in piedi una discriminazione perché alla Camera si è affermato un principio elementare che va applicato a tutti i cittadini”.

Resta però che se la proposta fosse stata indirizzata a tutti gli omosessuali e non soltanto ai parlamentari i pentastellati avrebbero potuto e voluto votare diversamente così come anche quelli di Fratelli D’Italia.

La Lega, basandosi sullo stesso principio di casta, ha invece votato direttamente no.

LE CONSEGUENZE SUI CITTADINI: LA IDEM PARLA DI UN DISEGNO DI LEGGE PER LE UNIONI CIVILI. MENTRE L’ITALIA E’ ANCORA AGLI ULTIMI POSTI IN MATERIA DI DIRITTI

Il ministro per le pari opportunità Josefa Idem, forse per isolare ancora di più il Movimento Cinque Stelle, proprio in occasione della votazione della proposta di Scalfarotto ha annunciato: “presenterò un disegno di legge in favore dell’istituzione delle unioni civili”.

Un qualcosa che suona di vecchio perché già annunciato più volte durante la sedicesima legislatura ma mai andato in porto.

Ricordiamo, del resto ne avevamo già parlato in precedenza, che l’Italia è l’ultima in Europa in materia di diritti ai gay e che il Pdl, lo stesso che ora si fa paladino dei diritti dei propri parlamentari omosessuali in materia di omofobia ha votato contro alla legge proposta nella scorsa legislatura da Antonio Di Pietro .

Ricordiamo però che Josefa Idem non potrà mai parlare di matrimonio gay perché il Pd non è mai andato oltre le unioni civili.

roberta_lombardi_diritti_gayQuindi di cosa si parla? Di chiacchiere al vento che vanno avanti da più di cinque anni che illudono soltanto l’elettorato gay spostandolo da Pd a Sel e viceversa demonizzando il Movimento Cinque Stelle. Che per ora non ha ancora presentato nulla sul tema dell’omosessualità ma come detto più volte da parlamentari e senatori di quella provenienza politica “si è pronti a votare disegni di legge compatibili con il loro programma”. E i diritti della Casta, lo sappiamo bene, non sono certo contemplati tra questi.

Ce la faranno i nostri eroi a far passare per omofobi i colleghi grillini? Lo vedremo nelle prossime puntate di “Romanzo Parlamentare”. Certo è che all’esame della popolazione gay saranno anche le proposte del governo delle larghe intese. Che prima delle parole del ministro Idem non aveva speso un secondo in favore dei diritti civili. Vendola e le sue proposte di legge, come è ormai noto, fanno parte dell’opposizione.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.