Di Pietro ai suoi: si riparte con l’Idv, congresso a fine giugno, elezione di un nuovo segretario.

Dopo l’endorsement di Grillo, “Di Pietro Presidente della Repubblica”, e le dimissioni post elezioni, Tonino da Montenero sembrava scomparso dalla scena politica nazionale. E invece l’ex magistrato non molla, rilancia, toglie il suo nome dal simbolo dell’Idv, non si candiderà come prossimo segretario e invoca un sospirato rinnovamento che non potrà che fare bene alla democrazia italiana, dove i piccoli partiti sembrano fagocitati, con tutte le conseguenze del caso, dai tre big attuali. Di Pietro, con una lettera ai suoi, risponde alla fatidica domanda: cosa farò da grande? Ecco gli scenari futuri che segnano l’Idv.

 

di Viviana Pizzi

 È TEMPO DI RIPARTIRE DALL’ITALIA DEI VALORI

Di Pietro inizia la missiva sostenendo che sono molti i cittadini che chiedono all’Italia dei Valori di non arrendersi per rispetto della propria storia personale e politica.

Perché è necessario ripartire? Perché l’Idv come ha sostenuto lo stesso Di Pietro “ha fatto il suo dovere fino in fondo in Parlamento e fuori, ovvero nelle piazze e davanti ai cancelli delle fabbriche ed ai portoni delle scuole”.

Antonio Di Pietro è stato pronto a fare autocritica e ha snocciolato una serie di errori commessi dall’Idv nell’ultimo periodo. A procurare tanti nemici all’Idv è stato proprio l’eccessivo attivismo e l’indipendenza di giudizio.

Che ha portato il partito a non chinare la testa e appoggiare, senza contestare, i provvedimenti iniqui e ingiusti del Governo Monti.

Se anche noi avessimo chinato la testa – ha tuonato Di Pietro – non saremmo stati buttati fuori dalla coalizione di centrosinistra (ovvero quella plasticamente rappresentata dalla ormai nota “foto di Vasto”) e quindi saremmo sicuramente tornati in Parlamento”.

L’Idv però non ha voluto tradire il mandato ricevuto dagli elettori e ha resistito denunciando tutte le cose inique fatte prima dal Governo Berlusconi e poi da quello Monti sostenuto anche dal Pd.


RIVOLUZIONE CIVILE? ESPERIENZA FALLIMENTARE

Antonio Di Pietro giudica un errore anche aver aderito alla proposta di Antonio Ingroia denominata “Rivoluzione Civile”.

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Abbiamo anche cercato di coalizzarci con gli altri partiti e con quei cittadini della cosiddetta “società civile” che la pensavano come noi – ha continuato Di Pietro- nella lettera-  per fare squadra comune, presentandoci tutti insieme alle elezioni sotto una unica sigla, quella di “Rivoluzione civile”. Tale esperienza però non ha funzionato. Siamo stati sconfitti alle urne e di questo dobbiamo farcene una ragione e assumerci ognuno le responsabilità, a cominciare da me che l’ho proposta e condivisa”.

 

Ecco perché il presidente dimissionario ha deciso di tornare alle origini: all’Italia dei Valori. Il partito lo farà seguendo le linee guida dettate dall’esecutivo nazione Idv decise nel corso dell’assemblea di domenica.


SI RIPARTE DAL CONGRESSO STRAORDINARIO DEL PARTITO

Il primo punto dal quale ripartite è la realizzazione di un congresso straordinario nazionale del partito da svolgersi nei giorni 28-29 e 30 giugno di quest’anno. In quei giorni si ridarà la possibilità agli iscritti e militanti di ridiscutere e decidere insieme la linea politica di Idv ed eleggere il segretario politico nazionale del partito.

Antonio Di Pietro si presenterà al convegno come presidente dimissionario. Lo farà per dare modo di realizzare un reale e fattivo ricambio generazionale della dirigenza del partito. L’impegno del fondatore di Idv non terminerà alla cessazione del mandato di Presidente-segretario del partito ma è giusto che si proceda ad una reale spersonalizzazione di IDV se si vuole che camminare con le proprie gambe anche senza e dopo Di Pietro.

A giugno verrà presentato anche il nuovo simbolo del partito che sarà quello attuale ma senza il nome di Antonio Di Pietro.


AL VIA LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE E DI TESSERAMENTO

L’Idv avvierà immediatamente anche una campagna di sensibilizzazione e di tesseramento. Sarà aperta a coloro che vorranno concretamente partecipare all’attività politica o semplicemente vogliono iscriversi come atto di testimonianza e al fine di contribuire, anche con il loro voto diretto e senza delega però, alla individuazione della futura classe dirigente del partito.

Le regole congressuali, sia per chi vuole candidarsi a posti di responsabilità all’interno di IDV che a chi vuole semplicemente partecipare alla fase congressuale, anche con il suo voto saranno rese note (e cioè pubbliche e pubblicate in rete) entro il giorno di Pasqua.


IL PERCORSO CONGRESSUALE E LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Cinque saranno le giornate congressuali che porteranno gli iscritti e militanti a confrontarsi con l’attuale ufficio di presidenza. Il primo incontro avverrà il 25 marzo a Milano per tutta l’area del Nord Italia, il giorno successivo a Roma per l’area territoriale del centro, il 27 a Bari per l’area territoriale del Sud.

Successivamente il quattro aprile si arriverà a Cagliari per incontrare i sardi e il 5 aprile a Palermo per i siciliani.

Cosa succederà però alle elezioni amministrative che si terranno il 26 e 27 maggio e quindi un mese prima del congresso? L’Idv parteciperà con il proprio simbolo  nei comuni dove avrà una rappresentanza degna di raffigurare al meglio la nuova Italia dei Valori.

“L’impegno prioritario – evidenzia Di Pietro- è quello di riannodare possibilmente un accordo programmatico unitario con il centrosinistra, salvo motivate eccezioni in relazione a particolari situazioni locali da esaminare di volta in volta”.


IDV NUOVA, STATUTO PIÙ DEMOCRATICO

Il prossimo congresso prevedrà anche nuove modifiche dello statuto del partito. L’obiettivo è quello di raggiungere una maggiore democratizzazione della gestione e delle decisioni che il partito dovrà assumente. Modifiche che saranno naturalmente sottoposte al vaglio ed all’approvazione dello stesso.

Fin qui – ha concluso Di Pietro nella lettera- le decisioni ufficiali che con questa mia lunga lettera mi sono fatto carico di rendere immediatamente pubbliche. Da parte mia, lasciatemelo dire (ma su questo tema ci tornerò sopra in modo più approfondito prossimamente) mi sento rinvigorito da questa voglia collettiva di ricominciare e voglio con tutto me stesso continuare a servire il nostro paese specie in questi momenti di così grave difficoltà. C’è bisogno davvero di un rinnovato atto di responsabilità e disponibilità da parte di tutti per evitare che dalla mera protesta si sfoci nella disperazione e nella violenza collettiva. Ed allora non ci resta che rimboccarci le maniche e ricominciare”.

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