Decreto del Fare, i finanziamenti solo alle regioni dei ministri. Snobbati Sud e terremotati

Soltanto nei territori dove i ministri sono stati eletti e dove in futuro, forse, potranno influire nelle aggiudicazioni degli appalti sono state previste opere infrastrutturali importanti. I casi più eclatanti in Sicilia e Campania, terra di Alfano, Quagliariello e De Girolamo. Niente alle regioni terremotate di Emilia Romagna e Abruzzo e niente nemmeno al Molise, povero di suo di collegamenti viari e ferroviari. Per l’aggiudicazione dei lavori bisognerà ora attendere l’espletamento delle gare d’appalto.

DI Viviana Pizzi

Il provvedimento del Consiglio dei ministri conosciuto come “decreto del fare” è stato varato. Ora tutte le opere previste verranno cantierate e iniziatefinanziamenti_solo_ai_minstri_amici nel minor tempo possibile soprattutto per quanto riguarda un tema importantissimo come quello delle infrastrutture.

Nota dolente di un’Italia che viaggia su internet a velocità della luce ma che ha strade e ferrovie che sono in linea con quelle del secolo scorso.

ALFANO E LA SUA SODDISFAZIONE PER L’AGRIGENTO CALTANISSETTA

Un dato emerso a poche ore però è la soddisfazione del ministro dell’Interno Angelino Alfano sull’assegnazione di 90 milioni di euro necessari per ultimare l’asse di collegamento tra la strada statale 640 e l’autostrada A19 Agrigento-Caltanissetta.

A colpo d’occhio sembra non esserci nulla di male che un vicepresidente del Consiglio esprima soddisfazione per il completamento di un’opera che vale 990 milioni di euro. Se non per il fatto che il tratto interesserà direttamente i suoi concittadini. Infatti Angelino Alfano, ex guardasigilli e segretario del Pdl, 2 risulta essere nato proprio ad Agrigento.

Certo è logico essere contenti che qualcosa si realizzi nel proprio territorio ma non quando in altri non rappresentati da esponenti di governo le infrastrutture vengono trascurate. E restano nello stesso stato pietoso in cui vivono da anni.

In Sicilia non è nemmeno l’unica opera cantierata perché nello schema che riportiamo, sono previsti lavori anche lavori imponenti sulla Ragusa Catania.

ECCO LE OPERE CHE RIENTRANO NEL PIANO DEL GOVERNO

Questi gli interventi finanziabili  che riguardano: miglioramento rete ferroviaria (interventi per la sicurezza immediatamente cantierabili per l’importo già disponibile di 300 milioni di euro); il collegamento ferroviario tra la Regione Piemonte e la Valle d’Aosta; gli assi autostradali della Pedemontana Veneta e Tangenziale Esterna Est di Milano; Asse collegamento tra la strada statale 640 e l’autostrada A19 Agrigento – Caltanissetta.

Altri interventi infrastrutturali verranno finanziati attraverso una delibera Cipe che riguarda: Asse viario Quadrilatero Umbria – Marche; La linea metropolitana M4 di Milano; Il collegamento Milano-Venezia terzo lotto Rho-Monza; La linea 1 della metropolitana di Napoli;  L’asse autostradale Ragusa-Catania; La tratta Cancello –Frasso Telesino della linea AV/AC Napoli-Bari; La tratta Colosseo – Piazza Venezia della metropolitana C di Roma; Attenzione anche per quanto riguarda il “Corridoio Tirrenico meridionale A12 – Appia e bretella autostradale Cisterna Valmontone”.

Il fondo unico per sbloccare queste opere è di 2030 milioni di euro.

SUD SNOBBATO: DUE SOLI INTERVENTI IN CAMPANIA NELLE TERRE DEI MINISTRI QUAGLIARIELLO E DE GIROLAMO (ENTRAMBI PDL)finanziamenti_solo_ai_minstri_amici_2

Puglia, Basilicata e Calabria sono tre regioni completamente escluse dalle opere infrastrutturali del decreto del Fare. Eppure soprattutto l’ultima avrebbe bisogno di interventi con una Salerno Reggio Calabria sempre più abbandonata a se stessa.

Due sole le opere che fanno parte del decreto del fare e riguardano entrambe la Regione Campania. Anche qui però come in Sicilia la cosa è legata stranamente a ministri del posto, guarda caso entrambi del Pdl come Angelino Alfano.

Per entrambe sarà necessaria una delibera Cipe. La prima è legata ai lavori della linea 1 della metropolitana di Napoli. Nel governo Letta però Napoli fa rima con Gaetano Quagliariello ministro delle Riforme Istituzionali e proveniente dal Pdl, nativo e cresciuto proprio nel capoluogo campano.

E andiamo anche al miglioramento della rete ferroviaria nel tratto che collega Cancello ( comune in provincia di Caserta) e Frasso Telesino (in provincia di Benevento), compresa nella linea Napoli – Bari. Due paesi piccoli che ai più potrebbero non dire moltissimo. Se non si pensa però che il ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo (pidiellina anche lei) è nata proprio a Benevento.

Una coincidenza tutta meridionale quella in cui un cantiere otterrà soldi proprio nei territori di origine di un ministro della Repubblica Italiana. Cose da prima Repubblica direbbe qualcuno. Mentre qualcun altro parlerebbe di attenzione verso il territorio di elezione. Certo è che il Sud è stato nuovamente bistrattato dove non aveva chi lo potesse difendere.

CENTRO ITALIA: ATTENZIONE SOLTANTO NEL LAZIO E NEL TRATTO CHE COLLEGA UMBRIA E MARCHE

Il Centro Italia non se la passa meglio del Sud. L’unica regione massicciamente interessate dal piano interventi è il Lazio. Fa eccezione l’asse viario quadrilatero che collega l’Umbria alle Marche che non  fa parte né di autostrade ne di tratti ferroviari.

Per Roma hanno pensato alla tratta Colosseo – Piazza Venezia della metropolitana C a patto che, entro il 15 ottobre 2013, sia completata quella  della da Pantano a Centocelle.

Nel Lazio in genere invece sono state approvate le opere Corridoio Tirrenico meridionale A12 – Appia e bretella autostradale Cisterna Valmontone e Sviluppo e anche investimenti previsti dalla  Convenzione vigente per  realizzare e gestire le tratte autostradali A24 e A 25 “Strade dei  Parchi” con una spesa di 78 milioni  per il 2013 e 30,7 milioni per il  2014 come contributo dello Stato, per 34,2 milioni come anticipo  dovuto da Regione Lazio, Provincia  e Comune di Roma per 74,5 milioni ai sensi della Convenzione.

Certo la Capitale è sempre la Capitale ma andiamo a vedere se ci sono ministri del Governo Letta che hanno a che fare con Roma: Beatrice Lorenzinfinanziamenti_solo_ai_minstri_amici_3 ministro della Sanità (ex coordinatrice Pdl Lazio), Anna Maria Cancellieri (ministro della Giustizia Scelta Civica), Enzo Moavero Milanesi (ministro degli Affari Europei Scelta Civica), Enrico Giovannini (ministro del Lavoro tecnico), Fabrizio Saccomanni (ministro dell’Economia).

Il collegamento è meno evidente di quelli di Napoli e Benevento però conta qualcosa. La Toscana, nonostante Letta, non ha ottenuto alcuna opera. L’Abruzzo, terra del sisma del 6 aprile 2009, è rimasto a secco. Così come anche l’Emilia Romagna nonostante i ministri piddini Dario Franceschini, Josefa Idem e Graziano Del Rio. Evidentemente per i territori terremotati le infrastrutture sono secondarie. Almeno secondo il Governo Letta. Senza interventi, per inciso, anche il Molise dove l’unica stazione ferroviaria che collega con Intercity ed Eurostar è Termoli e dove non esiste, a parte nella zona costiera della A 14, un altro collegamento autostradale. E anche qui undici anni fa ci fu un sisma che distrusse una scuola il 31 ottobre 2002 a San Giuliano di Puglia.

PIEMONTE, LOMBARDIA E VENETO COPERTE: LA TERRA DI BERLUSCONI E LUPI E’ SALVA

Cinque le opere che vengono pensate per il Nord. La prima riguarda il collegamento ferroviario tra il Piemonte e la Valle D’Aosta.  Piemontese è il ministro degli Esteri Emma Bonino nata a Bra in provincia di Cuneo.

Tre quelle aggiudicate in Lombardia: la metropolitana M4 di Milano, asse autostradale Tangenziale esterna di Milano e il collegamento Milano Venezia terzo lotto Rho Monza.  Milanese è il ministro più importante per quanto riguarda quello di cui stiamo parlando. Si tratta di Maurizio Lupi (Pdl) titolare del dicastero per le infrastrutture e i trasporti. Senza dimenticarci che lombardo è anche Silvio Berlusconi, la vera mente che lavora dietro a questo governo delle larghe intese.

In Veneto è stata approvata l’opera sugli assi autostradali della  Pedemontana Veneta. Nella regione del ministro Flavio Zanonato ministro dello sviluppo economico di marca Pd.  In gergo popolare si direbbe che ognuno ha pensato al proprio territorio. Quando le opere, tutte appartenenti allo sblocca cantieri, saranno appaltate però si potrà dire se i signori ministri faranno davvero qualcosa per pilotare le aggiudicazioni a ditte amiche.  Per ora il Consiglio dei Ministri non specifica il periodo entro il quale vanno espletate le gare d’appalto per iniziare i lavori.

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