DDL ANTICORRUZIONE/ Passa il testo al Senato: i condannati potranno ricandidarsi

Un vero flop la votazione sul ddl Anticorruzione in Senato. Solo dodici voti in più del record negativo e undici in più di quello sulla spending review. Ma ciò che impensierisce chi, come Antonio di Pietro, lo ha definito un testo pro corruzione è la mancanza di una norma che stabilisca l’impossibilità di candidare i condannati.

di Viviana Pizzi

Paola_Severino_2Era un provvedimento atteso da tempo, soprattutto dopo gli ultimi scandali che hanno travolto la pubblica amministrazione. Il Senato ha approvato ieri il ddl Anticorruzione con 228 si, 33 contrari e quattro astenuti. È uno dei peggiori risultati ottenuti in un anno dal governo tecnico di Mario Monti.

Un vero flop se si parte dai 281 sì ottenuti dall’insediamento del governo Monti il 17 novembre 2011. I voti ottenuti dal ddl anticorruzione sono stati uguali soltanto a quelli relativi al decreto sul fisco. Il record negativo appartiene comunque al decreto sullo sviluppo, con 216 voti.

Si tratta comunque di un testo monco, privo di una norma sull’incandidabilità dei condannati. Una norma sulla quale in molti facevano affidamento per ripulire una volta per tutte la politica dalla corruzione emersa in questi mesi, piaga forse anche peggiore di quella del 1992 con Tangentopoli.

Tutto il nostro lavoro – ha sostenuto il presidente del Consiglio Mario Monti – va nella direzione di sgomberare l’Italia un po’ alla volta. Quel materiale che di fatto blocca l’economia, che sono le rendite di posizione e i privilegi”.

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DECRETO APPROVATO: ECCO LE NORME NEL DETTAGLIO

Il limite per il collocamento fuori ruolo dei magistrati è di dieci anni. Verrà creata un’autority anticorruzione e verranno aumentate le pene per tutti i reati specifici; inserito tra l’altro il reato di traffico di influenze illecite. Il decreto prevede la nascita del dipendente spia che viene tutelato in caso denunci episodi di corruzione sia in ambito pubblico che privato. Non è l’unica figura che vede la luce, arriva infatti anche la “White list”. Si tratta dell’elenco delle imprese non a rischio mafia. I condannati per reati gravi come la collusione con ambienti della criminalità organizzata e la corruzione non potranno più rapportarsi per lavoro con la pubblica amministrazione.

Andiamo nel dettaglio a capire come cambieranno le sanzioni per chi commette i reati contro la pubblica amministrazione.

La concussione verrà punita con il carcere da 4 a 12 anni. L’intervento sull’articolo 317 del codice penale è stato mirato alla limitazione in cui la condotta illecita abbia determinato un effetto di costrizione nei confronti del privato da parte del pubblico ufficiale.

Il reato di corruzione non cambia nella sua codicistica. La norma interessa la sostituzione dell’attuale articolo 318 riguardante la corruzione per atto conforme ai doveri d’ufficio. La nuova fattispecie è la corruzione per l’esercizio della funzione; prevede pene che vanno da uno a 5 anni di reclusione. Incremento della pena anche per il reato specifico che riguarda gli atti giudiziari: l’ipotesi base è dai 3 agli otto anni, mentre la forma aggravata va dai 4 agli otto anni.

 

Nuovi trattamenti anche per coloro che si rendono responsabili di peculato e abuso d’ufficio.

 

LE REAZIONI POLITICHE, DI PIETRO PRIMA DEL VOTO, SI TRATTA DI UN TESTO PRO CORRUZIONE

 

Il provvedimento, dopo una lunga gestazione da parte del Pdl aveva ottenuto il sì del segretario del Pdl Angelino Alfano. Da Bucarest al congresso del Ppe ha sostenuto di “essere contento che il governo abbia scelto di porre la fiducia al ddl anticorruzione”.

Parole di fuoco da parte del leader Idv Antonio Di Pietro, secondo cui si tratta “di un testo pro corruzione”. Per il Pd ha parlato Felice Casson: “Meglio poco che niente”.

Non è vero che non abbiamo costruito nulla – ha dichiarato invece il ministro della Giustizia Paola Severino – e fare i grilli parlanti è uno sport molto diffuso, anche io appartenevo a questa categoria, bisogna passare qui dentro per capire la fatica che c’è dietro a ogni provvedimento”.

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